Decoder per radiocomandi – 1

Decoder per radiocomandi

Consente di visualizzare l’impostazione dei bit di codifica e quindi il codice dei trasmettitori basati su MM53200 National Semiconductors ed MC1450xx Motorola, operanti sia a 300 che a 433,92 MHz. L’indicazione avviene su due file di diodi luminosi che consentono di identificare gli stati logici 1, 0 e open.

Lavorando con i radiocomandi capita alle volte di dover duplicare un trasmettitore perché quello originale fa i capricci, oppure perché bisogna farne più copie per le persone che possono accedere al cancello motorizzato di un condominio o di un’azienda; nell’evenienza bisogna prendere un modello simile o equivalente, quindi aprire quello da copiare e vedere come sono impostati i bit di codifica, e infine disporre i dip switch delle copie alla stessa maniera.

L’operazione si complica se ad esempio, pur avendo lo stesso integrato codificatore l’originale non ha dipswitch, e bisogna andare a vedere sotto lo stampato le connessioni dei pin. Per semplificare la vita a chi deve fare tali operazioni, ma anche per aiutare il tecnico che in laboratorio debba provare delle apparecchiature radiocomandate e non voglia ogni volta aprire i trasmettitori, abbiamo preparato e pubblichiamo in questo articolo un valido tester capace di visualizzare su due file di led l’impostazione dei bit, ovvero il codice inviato dai trasmettitori operanti alle frequenze standard di 300 e 433,92 MHz e codificati con gli integrati Motorola MC145026 e National Semiconductors MM53200 (UM3750 ed UM86409 della UMC). Basta attivare il TX dopo aver acceso il circuito, ed ecco apparire sul visualizzatore l’impostazione dei bit.

Naturalmente per poter indicare il codice dei sistemi basati sull’integrato MM53200, che ha 12 bit, sono presenti altrettanti led per fila: quelli di sopra (LD1a, LD2a…) corrispondono all’uno logico, cioè alla condizione di dip-switch aperto (LOW) mentre quelli in basso (LD1b, LD2b…) equivalgono al livello zero, cioè a dip chiuso (HIGH). Avendo a che fare con i radiocomandi codificati mediante l’MC145026 della Motorola, che hanno invece solo 9 bit, si utilizzeranno solamente i primi nove led, mentre i 3 restanti lampeggeranno per circa 3 secondi dopo ogni ricezione per indicare come effettuare la lettura: i bit saranno i 9 che non lampeggiano, ed il primo sarà quello più lontano (LD1a o LD1b) la fila in alto (LDb) indicherà al solito l’1 logico, quella in basso (LDa) lo zero, mentre entrambi i led accesi corrisponderanno al livello open (three-state).

Vediamo la cosa dettagliatamente andando a guardare lo schema elettrico illustrato in queste pagine e notando prima di tutto un particolare: il modulo di ingresso, cioè U3, è un ricevitore ibrido Aurel del tipo RF290A che, a seconda della frequenza di lavoro del radiocomando, va scelto tra le versioni a 300 o 433,92 MHz; in sostanza nello stampato dovrete montare una fila di contatti femmina a passo 2,54 mm nei quali innesterete ora l’RF290A/300, ora l’RF290A/433, in base al dispositivo da provare. Per il resto il circuito rimane invariato, perché l’altra sezione deve solamente trattare i dati in arrivo, che non cambiano con la frequenza di lavoro del trasmettitore in prova.

Tags:

One Response

  1. demos 22 gennaio 2011

Leave a Reply