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Decoder per radiocomandi - 2

Decoder per radiocomandi

Notiamo quindi che tutto il circuito è basato su un microcontrollore PIC16F84, preferito al più popolare 16C84 perché dispone di una maggiore capacità di memoria, indispensabile per elaborare i dati in arrivo dal radiocomando; il PIC svolge praticamente tutte le funzioni, provvedendo a leggere i codici ed a convertirli in combinazioni di led accesi.

Il programma con cui funziona è abbastanza complesso, e nella pratica attende l’arrivo del primo bit sul piedino 3 (input) quindi, giunto anche l’ultimo, provvede a trasferire il risultato sulle proprie uscite di visualizzazione, ovvero i pin 13, 12, 11, 10, 9, 8, 7, 6, 2, 1, 18, 17; per sapere come procedere il micro controlla il formato dei livelli logici, e se li trova tutti binari (1 o 0 logico) provvede a pilotare tutte e 12 le uscite, mentre se in essi vi è anche la condizione intermedia, ovvero se giungono solamente 9 impulsi e trascorre un arco di tempo (time-out) senza che ne arrivino altri, comanda soltanto 9 uscite, facendo oscillare le 3 restanti così da ottenere un rapido lampeggìo delle ultime tre coppie di led.

Naturalmente nel software è stato previsto un valido “filtro” capace di ripulire il segnale dagli innumerevoli disturbi che tipicamente escono dal piedino 14 del ricevitore ibrido U3 a riposo, e che se non interpretati correttamente possono dar luogo a false indicazioni: per effettuare una efficace azione di pulizia il programma conosce le temporizzazioni tipiche delle trasmissioni di encoder quali l’MC145026 Motorola e l’MM53200 National Semiconductors e dei suoi equivalenti.

Nel primo caso ogni codice completo dura circa 100 millisecondi (dipende in realtà dai valori dei componenti di temporizzazione dell’oscillatore dell’encoder, ovvero dalla rete R/C collegata ai piedini 6 e 7) e il time-out, cioè l’intervallo tra un bit ed il successivo, è pari ad 1,1 volte il prodotto dei valori R e C posti tra il piedino 10 e massa dell’encoder MC145026 (del trasmettitore).

Invece nell’MM53200 e nei suoi similari UM3750 ed UM86409, vengono prodotti mediamente 3 codici al secondo, tutti in sequenza e spaziati regolarmente: in ricezione quello che fa da decoder si attiva al completamento di 4 codici uguali corrispondenti al proprio, spaziati di 128 msec. Insomma, il microcontrollore legge i dati uscenti dalla sezione RF e ne verifica il formato, ricavando contemporaneamente informazioni sia sul tipo di codifica trasmessa, sia sul modo di filtrare quanto giunge al proprio piedino di ingresso.

Chiarito tutto ciò, vediamo subito come avviene la visualizzazione dei bit ricevuti, partendo dal presupposto che per l’MM53200 e i suoi similari viene visualizzata la condizione dei dipswich, mentre per i dispositivi basati sull’MC145026 Motorola l’indicazione corrisponde allo stato logico impostato per ciascun piedino: per quest’ultima codifica ogni livello logico alto (High=1) determina l’1 logico al corrispondente piedino di uscita, mentre quello basso (Low=0) forza lo zero; lo stato open determina la condizione intermedia, ovvero pone in Three-State la relativa uscita.

Nel primo caso si accende il corrispondente led LDb, collegato a massa, poiché l’1 logico lo alimenta correttamente, cortocircuitando e privando della tensione di polarizzazione il bipolo superiore formato da LDa e dalla relativa resistenza serie.

 

 

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