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Decoder per radiocomandi - 3

Decoder per radiocomandi

Con lo zero logico si mette invece in corto il led LDb, e si lascia accendere LDa, tramite la sua resistenza. La condizione di open lascia invece che si accendano entrambi i led di un ramo, perché isola la rispettiva uscita (posta in three-state, ovvero ad alta impedenza) e quindi può scorrere corrente dal positivo al negativo dei 5 volt, attraversando la serie di LDa ed LDb e delle loro resistenze di protezione.

Chiaramente è impossibile avere tutti e due i led di una coppia spenti, perché per come è fatto il circuito ogni uscita di controllo del micro U1 può al limite bypassarne uno o lasciarli tutti e due alimentati; per questo motivo è stato previsto che ricevendo da trasmettitori a base MC145026, che utilizzano solo 9 bit, le ultime tre coppie di led lampeggino per qualche istante, in modo da farci capire con che tipo di codifica abbiamo a che fare (non potendo essere spente non resta altro).

Invece con la codifica MM53200 lo zero logico sull’encoder (corrispondente al relativo dip-switch chiuso) forza il livello alto alla rispettiva uscita del microcontrollore, facendo accendere il led della fila b ad essa collegato e visualizzando la condizione High; il livello alto (dipswitch aperto) determina l’effetto contrario, cioè pone lo zero logico all’uscita corrispondente facendo accendere il relativo led della fila che indica la condizione Low.

Pertanto High equivale a dip chiuso e Low a dip aperto: sebbene questo sia l’opposto della logica reale, è stato voluto dal nostro progettista per avere un’indicazione pratica per chi, poco esperto (o per nulla...) di logica, debba solo spostare i dip-switch di un trasmettitore andando in analogia con i led che vede accesi. Per fare un esempio che chiarisca la situazione supponiamo di trasmettere con un radiocomando codificato a base MM53200 operante a 433,92 MHz e di avere un modulo U3 adatto (RF290A/433): se i bit dell’encoder sono tutti a zero logico (dip chiusi) il microcontrollore identifica i dati in arrivo, quindi li presenta rovesciati alle proprie uscite, utilizzandole tutte e ponendole a livello alto; di conseguenza restano spenti (perché cortocircuitati...) LD1a, LD2a, LD3a, LD4a, LD5a, LD6a, LD7a, LD8a, LD9a, LD10a, LD11a, LD12a, mentre l’uno logico ai punti centrali alimenta e fa accendere i diodi da LD1b ad LD12b.

Se invece si trasmette con un TX dotato di encoder MC145026 Motorola con i 9 bit di codifica posti, ad esempio, tutti a livello alto, il microcontrollore legge la situazione e provvede a porre ad 1 logico le prime nove uscite, facendo accendere i led LD1b, LD2b, LD3b, LD4b, LD5b, LD6b, LD7b, LD8b, LD9b, mentre fa lampeggiare alternativamente gli ultimi tre di ogni fila (LD10a e b, LD11 a e b, LD12 a e b) che si accendono ora l’a, ora il b, per circa 3 secondi, dopodiché accende fissi LD10a, LD11a ed LD12a. Il lampeggìo alternativo degli ultimi led ci indica che dobbiamo leggere soltanto i primi nove, perché il codice trasmesso utilizza altrettanti bit, essendo emesso da un trasmettitore con MC145026 Motorola.

 

 

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