Dei coloranti per migliorare le celle solari

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Come accade per la maggior parte delle tecnologie, il lavoro sui dispositivi solari prosegue a ritmo generazionale. All’inizio sono state create le celle a base di silicio costruite con tecniche prese in prestito da quelle utilizzate per fare i chip dei computer.

Poi venne il lavoro su materiali a film sottile, specificamente pensati per raccogliere l’energia del sole, ma ancora preso in prestito dal regno della microelettronica. Poi è arrivata la terza generazione, descritta da un ricercatore e blogger come “il selvaggio west”, che tra gli altri obiettivi si propone di costruire celle solari di nuova generazione a basso costo facendo appello alla chimica.

In un articolo apparso sul Journal of Renewable and Sustainable Energy, che è pubblicato dalla American Institute of Physics, Ram Mehra della Sharda University di Greater Noida, India, sostiene che il successo nel potenziamento della capacità delle celle solari di ossido di zinco di assorbire la luce visibile, avviene semplicemente applicando una miscela mista di varie tinture esterne comunemente utilizzate nelle industrie alimentari e mediche. Lavorando con i colleghi dell’Università di Delhi, Mehra ha cosparso le cellule con una varietà di coloranti in una procedura non molto diversa da quella utilizzata per colorare una maglietta in casa.
Il miglior risultato, pari ad aumento dell’efficienza di circa l’8%, è venuto da una miscela di coloranti, tra cui Fast Green – un colorante alimentare usato nelle verdure in scatola, gelatine, salse- e Rosa Bengala, utilizzato nella diagnostica oculare in forma di gocce per identificare le lesioni agli occhi. Mehra e colleghi affermano che in futuro, potrebbero essere formulate specifiche miscele di tintura in modo da rendere le celle solari adatte a usi specifici. (da Physorg)   

2 Comments

  1. @Facebook 16 settembre 2010
  2. @Facebook 16 settembre 2010

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