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Il desktop KDE: una valida alternativa a Gnome

Il desktop KDE si caratterizza per un'alta configurabilità e grande attenzione alla grafica

Il desktop KDE presenta molti vantaggi rispetto a Gnome, che per ora è lo standard per Ubuntu. La versione 4.0 di KDE mostra una grande attenzione alla grafica, facendo competere questo desktop con Windows 7. Ma c’è anche qualche difetto: si possono gestire più “Attività”, ognuna su molteplici desktop, con il rischio di fare confusione. In più, vengono sempre visualizzate moltissime opzioni. La configurabilità è un bene anche quando è… troppa?

Il desktop KDE vs Gnome

Mentre il desktop Gnome è lo standard de-facto per Ubuntu, esiste anche l'alternativa KDE se si desidera una nuova interfaccia utente per Linux, almeno così dice il guru di Linux di APC, Ashton Mills. Il desktop KDE fino alla versione 3.0 è stato in competizione con Gnome per la quota di utenti desktop Linux. KDE 3.0 è un'ottima alternativa, spesso preferita dagli utenti finali per le sue caratteristiche di configurabilità e di flessibilità.

Per la versione 4.0, il team di KDE ha intrapreso l'azione drastica di re-inventare il desktop KDE e ricostruirlo quasi da zero. Questo comprende il ridisegnare il desktop e le funzionalità dei componenti di base che includono Plasma (visualizzazione del desktop ed effetti), Phonon (multimedia backend) e Solid (Hardware Abstraction Layer).

Nella sua prima release KDE 4.0 aveva dei bug, mancava di alcune caratteristiche essenziali, e la maggior parte delle applicazioni KDE non erano pronte. Per alcuni aspetti, questa versione di KDE era indietro di utenti. Ma ora alla versione 4.4, e con la 4.5 in fase di progettazione, si può dire che KDE supererà di gran lunga le caratteristiche di Gnome.

In che cosa sono diversi? Innanzitutto il desktop KDE sta iniziando a emergere per la sua architettura di rendering. Mentre Gnome può apparire molto sgargiante grazie agli effetti 3D con accelerazione grazie a Compiz, per molti versi l’effetto finale appare strano. Gnome, dopo tutti questi anni, ha lo stesso backend con GTK che riporta ai tempi di Windows 95. Rispetto a Windows 7, non c'è un’alternativa per Linux così pulita, veloce, con effetti desktop integrati, ad eccezione di KDE. La cosa più vicina al desktop di Windows 7 per Linux in termini di funzionalità e piacevolezza è probabilmente KDE nella versione 4.0.

I difetti del desktop KDE

Ma quando si tratta di uso quotidiano, il deskop KDE presenta anche qualche difetto. La visualizzazione predefinita di KDE separa il desktop dal filesystem e chiama questo un’Attività. È possibile scegliere di visualizzare la vostra cartella Home, o qualsiasi cartella, come con Gnome, ma per oggetti predefiniti si finisce in una delle tre categorie: impostazioni, cartelle, e icone. In verità, le cartelle e le icone sono anch’esse delle impostazioni perché il paradigma stesso del desktop KDE è che (quasi) tutto è un’impostazione mobile e configurabile: la barra delle applicazioni, l'orologio, la visualizzazioni delle cartelle, i documenti e così via. Ad esempio, se si clicca sull’orologio si apre un calendario.

Sebbene la gestione del filesystem sia fatta con Dolphin, è comunque possibile spostare file e cartelle in giro sul desktop, basta che rappresentino dei collegamenti, non gli oggetti se stessi. E per organizzare questi collegamenti c’è Folder Views. E’ come prendere il desktop Gnome e tutti i file e le cartelle che si usano su di esso, e metterli tutti sul desktop KDE in una visualizzazione chiamata Desktop Folder. E per quanto riguarda gli oggetti grafici, tutti hanno almeno alcune funzionalità comuni tra loro: per essere configurato, ruotato, ridimensionato, avviare le applicazioni e, naturalmente, rimuoverli. L'unico problema di questa caratteristica del desktop KDE è la confusione: non solo si possono avere più desktop come su Gnome, ma si possono avere più Attività, ognuna delle quali può avere più desktop.

Su questo si basa la funzionalità prevista di integrazione con il desktop, compreso il messenger, ma con lo stile del desktop KDE. Quando si inserisce una chiave USB, per esempio, un popup visualizzerà tutti i dispositivi collegati. Passando il mouse su un dispositivo USB, KDE mostra quanto spazio libero è rimasto, mentre un messaggio sottostante mostra quante azioni possono essere intraprese. Se si fa clic, un menu a tendina mostra, ad esempio, “Scarica foto” o “Apri il file manager”.

Se c'è una critica comune riscossa contro KDE è che è il contrario di Gnome in termini di nascondersi, o di abilitazione, di funzionalità per l'utente. Gnome è a volte un po' spoglio per la visualizzazione delle opzioni, mentre KDE è a volte troppo ricco: vengono mostrate decine di opzioni che si possono utilizzare, ma che potrebbero non interessare all’utente.

 

 

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