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Il destino dei netbook

il destino dei netbook

Secondo quanto annunciato recentemente dalla BBC la mania per i netbook sarebbe già in fase di declino e addirittura vicino alla fine: i prezzi spesso eccessivi dei netbook da un lato e lo svilupparsi di nuove tecnologie alternative dall’altro, secondo diversi critici starebbero a quanto pare segnando il destino dei netbook in maniera irreversibile e i cambiamenti dovrebbero essere percepibili già a breve termine.

Di questo avviso sembra essere anche Ian Drew, portavoce dell’Arm, secondo cui i netbook imporrebbero limiti troppo stretti ai consumatori. Si preannuncia quindi una notevole inversione di tendenza del mercato in campo tecnologico percepibile già nei prossimi due anni che porterà alla diffusione di nuovi gadget. L’impeto per questi cambiamenti arriverà, secondo le aspettative, dal mondo dei cellulari dove molti gadget sarebbero già in preparazione.

I piccoli computer portatili, molto popolari nel 2009, sono destinati ad essere sostituiti da tecnologie migliori e a basso costo. Stuart Miles, fondatore ed editore del blog tecnologico Pocket Lint, non ha dubbi in merito: “i giorni del netbook sono alla fine”. Egli sostiene infatti che la tecnologia è progredita rapidamente superando se stessa e il mercato non si accontenterà delle scelte base.

La moda dei netbook era stata lanciata da Asus nel 2007 con i modelli Eee PC 700 e 701. Le caratteristiche tecniche del prodotto Asus erano: hard disk da 2Gb, schermo 7 pollici, RAM da 512 MB e processore Intel Celeron a 900 MHz. Subito la risposta di coloro che avevano la necessità di controllare internet e e-mail in giro è stata davvero positiva: il netbook era economico e pratico. Ma, come è stato giustamente osservato, il successo dei netbook è stato anche la loro rovina perché ha generato numerose imitazioni.

Molti netbook attuali hanno Windows XP o Windows 7 e i prezzi sono notevolmente lievitati tanto da non rendere più i netbook particolarmente competitivi rispetto a laptop tradizionali più potenti. Quello che le persone cercano ora è una macchina che sia in grado di far fronte alle esigenze di navigare degli utenti, che vanno ben oltre la semplice consultazione delle email. Queste esigenze richiedono inevitabilmente più potenza di quella che può fornire in media un netbook.

Il limite dei netbook da questa prospettiva potrebbe perciò spiegare come mai le ditte produttrici sono proiettate verso l’ideazione di laptop molto sottili e leggeri che allo stesso tempo però abbiano sufficiente potenza. Arm spera che molti netbook opteranno per uno dei suoi processori e il sistema operativo Linux, il che dovrebbe quantomeno incrementare la durata e l’efficienza della batteria. La durata della batteria di Linux può durare fino a 10 ore, mentre per Windows raramente si arriva a più di tre.

In questo modo i computer tenderanno anche ad essere più sottili. Si aspetta anche di vedere cosa succederà sul mercato, dopo il lancio da parte di Google di Chrome OS. Secondo gli esperti i dispositivi si adatteranno sempre di più alle esigenze dei singoli utenti: esempio emblematico sono in proposito gli e-reader. Impossibile non considerare da questo punto di vista i tablet pc, che letteralmente significa “tavoletta” e che permettono all’utente di interagire con il sistema tramite lo schermo (usando il dito o una pennetta).

 

 

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ritratto di Anonimoo

quindi con linux si ha più

quindi con linux si ha più durata della batteria?

ritratto di Edi82

linux e la durata della batteria

Per quella che è la mia esperienza posso dirti che non credo esista una risposta univoca a questa domanda: dipende molto dal laptop considerato.
Io personalmente con Linux Ubuntu ho risparmiato circa mezz'ora sulla durata della batteria, al contrario invece so che per esempio su acer aspire 5610 è windows a far risparmiare circa 30 minuti rispetto a linux. Dipende anche se la batteria è a 3 o 6 celle.

 

 

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