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DIAS: un server digitale europeo per l'alta atmosfera

DIAS: un server digitale europeo per l'alta atmosfera

DIAS: un server digitale europeo: L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) con sede a Roma in via di Vigna Murata, 605, organizza dal 2002 alcuni cicli di seminari tecnicoscientifici per la maggior parte finalizzati all’aggiornamento del personale civile e militare del Ministero della Difesa. I temi affrontati nel corso dei suddetti seminari riguardano soprattutto la radiopropagazione e la fisica ionosferica, con carattere didattico e di aggiornamento generale.

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia fin dalla sua fondazione nel 1936 ad opera di Guglielmo Marconi, è impegnato non solo nello studio di queste discipline ma è anche l’unico Ente scientifico in Italia che compie osservazioni continuative e sistematiche delle condizioni ionosferiche. Questa attività è possibile con le misure che sono eseguite in due osservatori, il primo a Roma, funzionante fin dal 1936 e che ha al suo attivo una delle più lunghe serie di osservazioni nel mondo; il secondo in Sicilia è l’osservatorio ionosferico più meridionale d’Europa.

Sulla base delle attività di tali osservatori, l’INGV fornisce un servizio di previsione a lungo termine delle condizioni di propagazione ionosferica, utile alla pianificazione dei collegamenti radio in onda corta. Dette previsioni vengono pubblicate ed inviate mensilmente agli operatori del Ministero della Difesa, del Ministero dell’Interno e del Dipartimento per la Protezione Civile. A questo punto vorrei inserire una breve nota storica. Nel settembre del 1938 si tenne a Venezia la VI Assemblea Generale dell’Unione Radio Scientifica Internazionale (U.R.S.I.).

Il prof. Bernardo Paoloni, membro del Comitato per la Radiotelegrafia e le Telecomunicazioni del Consiglio Nazionale delle Ricerche, nel riferire della solenne inaugurazione con il discorso dell’Ammiraglio Giuseppe Pession che aveva commemorato il grande Guglielmo Marconi, così scriveva sulla Rivista “La Meteorologia Pratica” dello stesso anno a proposito delle ricerche italiane sulla ionosfera:... “Da qualche tempo un nuovo apparecchio per la registrazione automatica degli echi atmosferici, entro la gamma di frequenze da 5,5 a 10 MHz, è in funzione presso l’Istituto Nazionale di Geofisica.

Sarà quindi presto possibile la pubblicazione mensile dei dati relativi alle condizioni della ionosfera e cioè: frequenze critiche di penetrazione delle varie regioni ionosferiche (e quindi valori massimi delle densità elettroniche nelle stesse), altezze virtuali delle regioni ionosferiche ed inoltre tutte le caratteristiche relative alle perturbazioni ionosferiche. E’ ovvia l’importanza di una tale raccolta di dati per la soluzione dei numerosi problemi relativi alla fisica dell’alta atmosfera»...

Sul sito web dell’INGV (www. ingv.it/temi-ricerca/sole-terra) è attivo un servizio di Meteorologia Spaziale «Space Weather» che fornisce in tempo reale informazioni sulle condizioni del plasma ionosferico nell’area mediterranea. Nel corso di uno dei citati Seminari il 17 novembre 2006 è stato illustrato il progetto europeo per il monitoraggio in tempo reale dell’alta atmosfera denominato «DIAS».

L’obiettivo del DIAS (Digital upper Atmosphere Server) è quello di creare un server per la raccolta di dati digitali europei dell’alta atmosfera. La sua evoluzione si basa sulla banca dei dati storici esistenti e sulle informazioni, in tempo reale, fornite da cinque stazioni ionosferiche digitali (digisonde) che sono attualmente in funzione in Europa ed appartengono ad Istituti governativi di ricerca. Esse sono indicate nella allegata piantina, ripresa dall’opuscolo informativo dell’INGV, sul progetto citato.

Le stazioni sono: IRF = Swedish Institute of Spa- ce Physics (Svezia); RAL = Rutherford Appleton La- boratory (Regno Unito); IAP = Leibniz Institute of Atmo- spheric Physics (Germania); INGV = National Institute of Geophysics and Vulcanology (Italia); NOA = National Observatory of Athens (Grecia).

radiokit elettronica

 

 

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