Diffusione sonora via radio – 2

Diffusione sonora via radio

Insomma, i vantaggi che offre non sono poca cosa; e fanno dimenticare quello che è forse l’unico suo difetto: il sistema funziona in mono, e non permette, al momento, la trasmissione di segnali stereofonici. Questa mancanza è comunque trascurabile in molte applicazioni, perché ad esempio con la diffusione di voce o musica in supermercati, uffici, sale d’attesa, e bar, non si nota: se anche l’audio non è in stereo l’ascolto è comunque gradevole.

La stereofonia ha senso solo se si montano due casse, mentre quando il suono arriva da più parti (ad esempio 6÷8 diffusori sparsi in un bar) se anche l’impianto non è in stereo nessuno se ne accorge. Ma vediamo dunque il nostro sistema, e lo facciamo al solito riferendoci allo schema elettrico, schema diviso in due parti poiché abbiamo in pratica due moduli: uno trasmittente ed uno ricevente. Prima di addentrarci nell’analisi dei circuiti diciamo subito che l’apparato è di tipo modulare, cioè ha un trasmettitore ed uno o più ricevitori; infatti trattandosi di una sorta di emittente radio locale il TX irradia il segnale che può essere captato da un numero teoricamente illimitato di ricevitori, che sono un po’ come i nostri apparecchi radio AM o FM.

Perciò una volta installato il nostro trasmettitore di base possiamo disporre i ricevitori amplificati ovunque e quanti ne vogliamo: l’unico limite è la distanza, perché il sistema garantisce una buona copertura sotto i 100 metri in linea d’aria; oltre è facile avere interferenze.


LA TRASMITTENTE


Allora, partiamo adesso col vedere il modulo base, cioè la stazione trasmittente: dal relativo schema elettrico notiamo quanto sia semplice, perché di fatto è composta dal modulo TX-FM audio e da pochi componenti di contorno. Nel dettaglio, il modulo (U1) riceve il segnale BF tramite il condensatore C4, al quale giunge dai punti di ingresso IN tramite l’elettrolitico (di disaccoppiamento) C3, la R3, ed il potenziometro P1: quest’ultimo ci consente la regolazione del volume del segnale trasmesso, così da evitare la distorsione per sovramodulazione del TX.

Il controllo del volume è indispensabile se si applica il dispositivo direttamente all’uscita di una piastra a cassette, di un lettore CD, o di altri apparecchi e circuiti audio sprovvisti di regolazione del livello. L’ibrido TXFM è montato nella classica configurazione e prevede la solita rete di preenfasi già adottata nel trasmettitore del radiomicrofono professionale: questa, formata da R2, R3 e C5, è una cella passa-alto che attenua (con pendenza di 20 dB/decade) tutti i segnali al disotto di 1 KHz, in modo da trasmettere le frequenze medio-alte con ampiezza maggiore di quelle basse; così facendo in ricezione si può procedere all’attenuazione delle prime frequenze per ristabilire l’equilibrio tonale, ottenendo però l’attenuazione dei fruscii dovuti al collegamento radio.

La connessione “via etere” comporta in ricezione numerosi rumori di fondo che in pratica portano ad ascoltare un fruscìo più o meno intenso insieme all’audio; se lo si volesse attenuare si dovrebbero inevitabilmente tagliare le frequenze più alte della gamma udibile, perdendo la caratteristica di alta fedeltà. Perciò in trasmissione amplifichiamo maggiormente gli alti per poi attenuarli in ricezione, cosicché il taglio interverrà praticamente sui rumori di fondo, che avendo ampiezza costante verranno abbassati rispetto alle note acute della musica, amplificate ed attenuate in ugual misura e quindi di ampiezza immutata.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

Leave a Reply