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Diffusione sonora via radio - 3

Diffusione sonora via radio

L’unità trasmittente è alimentata a tensione continua, tipicamente di 12 volt; il diodo D1 posto in serie alla linea positiva protegge dall’inversione di polarità. C1 e C2 filtrano la tensione applicata al dispositivo, mentre il led LD1 indica, illuminandosi, quando il circuito è in funzione. Al piedino 15 dell’ibrido si collega l’antenna trasmittente; in questo caso per avere il massimo rendimento del trasmettitore occorre collegare un’antenna accordata a 433,75 MHz in luogo del classico spezzone di filo.

Un sistema modulare


Dal baretto nel vicolo al supermercato il nostro circuito funziona egregiamente e senza troppi problemi, permettendo di sonorizzare ciò che volete al livello acustico che desiderate: merito della connessione via-radio che prevede un modulo trasmittente assimilabile ad un’emittente locale, che può quindi esse-re ricevuta ed ascoltata da quanti ricevitori si vuole. Utilizzando la coppia TXFM ed RX-FM dell’Aurel, operante a 433,75 MHz, possiamo dislocare nel’ambiente da sonorizzare, entro il raggio di copertura (circa 100 metri in linea d’aria) un numero teoricamente illimitato di riceventi amplificate, ciascuna alimentata con il proprio alimentatore da rete, o tutte connesse da una linea a 12÷13 Vcc, soluzione quest’ultima sconsigliabile se i moduli sono più di 5 o 6.

Non vi sono limiti all’installazione se non quelli dettati dalla portata utile: potete piazzare i moduli ricevitori vicini agli altoparlanti, posizionando questi ultimi in contro-soffittature di gesso, plastica, legno, e comunque non di ferro, che altrimenti farebbe da schermo elettromagnetico e bloccherebbe il segnale radio. Usando casse acustiche da 4 ohm i circuiti ricevitori possono essergli fissati dietro, sempre evitando di nasconderli dietro pareti di ferro e comunque metalliche.


LA RICEVENTE

Rimandando al seguito la descrizione della realizzazione pratica del TX, vediamo adesso come è fatto il modulo locale, ovvero il ricevitore amplificato: lo schema elettrico di questa pagina ci mostra come sia inevitabilmente più complesso, anche se in sostanza ogni RX si riduce ad uno stampato di dimensioni alquanto contenute. L’elemento di entrata è indubbiamente il modulo RXFM audio U1, che capta il segnale con la sua antenna, (a filo o ground-plane) lo demodula, quindi restituisce alla propria uscita l’audio opportunamente filtrato dalla rete di deenfasi: in pratica un filtro passa-basso che serve per neutralizzare l’effetto della preenfasi sul trasmettitore, attenuando i fruscii del collegamento radio.

Il condensatore C5 è la parte esterna della rete di deenfasi, contenuta in buona parte nel modulo. Il segnale di bassa frequenza ricevuto dall’U1 esce dunque dal piedino 18 e giunge, tramite C6, all’amplificatore operazionale U2, che serve ad elevarne il livello di quanto basta per pilotare la sezione di potenza; l’U2 è il classico TL081 (o µA741) montato in configurazione non-invertente e funzionante a tensione singola. Il partitore R3/R4 polarizza il piedino 3 con metà del potenziale dell’alimentazione; il condensatore C7 riduce ad 1 il guadagno in continua in modo da tenere l’uscita, a riposo, allo stesso potenziale.

In presenza di segnale entro la banda audio l’effetto dell’elettrolitico è trascurabile, e il guadagno dell’operazionale ammonta a circa 23 volte. Passando dall’U2, il segnale relativamente debole (50 mV circa) uscente dall’ibrido, ha un’ampiezza sufficiente per pilotare l’amplificatore di potenza, al cui ingresso giunge tramite il condensatore di disaccoppiamento C9 ed il potenziometro P1; quest’ultimo funge da regolazione del volume, cioè del livello d’ascolto come in un qualunque radioricevitore.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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ritratto di Venuse.Chiorri

salve

non riesco a trovare i valori e i codici dei componenti dove posso trovarli grazie .

 

 

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