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Digital Sport System. Come trasformare una scatola nera in un amplificatore a larga banda 1/2

Digital Sport System

Negli ultimi anni hanno avuto crescente successo e diffusione una vasta gamma di apparati per HF di ridotta potenza, quali ad esempio, lo Yaesu FT817 ed l’Elecraft K2. Ottimi per uso portatile, impiegati fra le mura domestiche oppure in mobile, inducono sovente la voglia di elevarne la potenza al livello dei classici 100W tipici delle stazioni base. E così sono comparsi al seguito una serie di amplificatori a larga banda in grado di coprire l’intero spettro delle decametriche.

Il prezzo di questi, pur se non particolarmente elevato, mi ha indotto comunque a valutare qualche soluzione alternativa, colla quale magari divertirsi e fare esperienze nuove. Ecco allora, oggi, la storia di come convertire una “scatoletta nera”, trovata a basso prezzo (una cena!) su internet. L’oggetto è un amplificatore marchiato Digital Sport System e dalle caratteristiche, a me, ignote. Esternamente si presenta come un classico linearetto, dotato di ampia alettatura. Sul retro trovano posto i cavi di alimentazione e due connettori SO239 per l’ingresso e l’uscita. Sul frontale troviamo invece l’interruttore di accensione e quello di modo (AM/ SSB) oltre alle luci spia relative.

Le misure iniziali

La prima attività per comprendere le potenzialità dell’oggetto è stata rilevare la curva di guadagno e potenza d’uscita in tutte le bande HF assegnate al servizio d’amatore, a tre livelli di potenza d’ingresso (tabella 1 ed figura 2).

digital_sport_system_tabella

Il risultati hanno immediatamente evidenziato una forte non linearità sia in funzione della frequenza sia del livello del segnale d’ingresso. Con 5W in ingresso infatti, il guadagno medio si attesta su un mediocre 8dB con variazioni di ± 3dB su tutto lo spettro delle HF. Riducendo la potenza, il guadagno crolla fino a valori negativi (attenuazione). Ecco allora l’immediata esigenza di rilevarne lo schema elettrico e fare alcune considerazioni:

Descrizione del circuito

L’amplificatore impiega un circuito molto semplice e con poche cure. Ciononostante è un ottimo punto di partenza e con poche, mirate modifiche si può sicuramente convertirlo in un apparecchio di sicura soddisfazione. Il cuore dell’amplificatore è una coppia di transistor TRW accoppiati in push-pull tramite due trasformatori con nuclei in ferrite. La classe di funzionamento è la C e questo spiega la violenta distorsione del segnale a bassa potenza, con completa perdita di guadagno.

digital_sport_system_schema

Se per uso FM può essere ancora tollerabile, in CW produce invece fastidiosi clicks e in SSB spurie e splatters vari su tutta la banda. Meglio evitare quindi di usarlo così come è nato! L’accoppiamento è a larga banda, con un solo elemento (C7) di taratura. La coppia di resistenze R1 ed R2 ha la duplice funzione di proteggere i transistor da eventuali sovraccarichi all’ingresso (sovra pilotaggio) sia di migliorare l’adattamento che data la classe non lineare di funzionamento rimane peraltro mediocre e questo non fa che peggiorare le prestazioni di linearità di tutta la catena (RIG+PA).

digital_sport_system_schema_2

A complemento vi è il sistema di commutazione ricezione/trasmissione con un semplice circuito vox a costante di tempo variabile per adattarsi sia all’AM sia alla SSB.

radiokit elettronica

 

 

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