Discriminatore telefonico con display – 3

Discriminatore telefonico con display

Lo Z86E30 riconosce la telefonata in arrivo e in risposta provvede alle seguenti azioni: pone ad 1 logico il piedino 16 (configurato come uscita di impegno linea) e manda in saturazione T3, il quale alimenta la bobina del relè RL2 il cui scambio chiude la linea sul trasformatore TF1 e sulla resistenza R1, usata quest’ultima per l’impegno, ovvero per la risposta verso la centrale Telecom.

Avvia quindi la subroutine di aggiornamento del display relativa al messaggio di chiamata, e visualizza quindi “CHIAMATA IN ARRIVO” sul display; genera il tono di libero sintetizzato, producendo un segnale a 440 Hz con periodi di 1,5 secondi spaziati ciascuno di 4 sec. come previsto dalle normative del sistema telefonico italiano. Trattandosi di un segnale rettangolare, per farlo somigliare di più a quello vero (che è sinusoidale…) lo si fa passare dalle tre celle R/C composte da R21/C14, R22/C15, R23/C16, quindi dal filtro attivo facente capo ad U4a; il segnale di libero uscente dal piedino 17 del microcontrollore e opportunamente filtrato viene quindi amplificato da un secondo operazionale, U4b, il cui guadagno è regolabile tramite il trimmer R29 allo scopo di ottenere un tono simile in tutto e per tutto a quello che dà la centrale telefonica.

Il segnale proveniente dal piedino 7 dell’U4 viene trasferito al primario del trasformatore TF1 tramite il condensatore C5, che blocca la componente continua dovuta alla polarizzazione dell’uscita dello stesso integrato. Ma non è tutto qui, perché è solo l’inizio: durante i periodi di pausa tra l’emissione di ogni tono di libero, il micro si dispone a leggere lo stato del bus dell’U2, il decoder DTMF G8870 a cui è affidato il compito di identificare i bitoni eventualmente giunti in linea dopo la risposta alla chiamata e l’impegno.


A questo punto si ha un comportamento differente a seconda di quanto accade: se entro un certo periodo di tempo il decoder U2 riceve due bitoni in sequenza, compresi ciascuno tra 0 e 9 (non sono ammessi i caratteri *, #, A, B, C, D) il microcontrollore procede con il collegamento e passa la linea al telefono; in caso contrario, ovvero se non riceve la coppia di bitoni entro 6 toni di libero (per intenderci, quelli generati dal micro stesso…) stacca il collegamento e si ripristina, tornando nelle condizioni iniziali. Allora, vediamo caso per caso.

Se durante il periodo di risposta (6 cicli di libero sintetizzato) giungono in linea due bitoni in sequenza, quindi a chiamare è una persona abilitata, gli stessi passano dal trasformatore d’accoppia-mento TF1 e giungono, tramite C6, il trimmer R12 (quest’ultimo serve a regolarne l’ampiezza, in modo da far ricevere bene i segnali al decoder G8870 evitando distorsioni del suo sta-dio di ingresso) e il condensatore C8, al piedino 2 dell’U2; questo componente identifica i bitoni dello standard DTMF, proponendo sul proprio bus di uscita i corrispondenti numeri espressi in forma binaria.

Il bus dati fa capo ai piedini 14, 13, 12, 11, dei quali il più significativo è il primo. Inoltre, ad ogni bitono DTMF identificato, il pin 15 produce un impulso positivo (a riposo è a zero logico) della durata del bitono stesso, utilizzabile come strobe per un latch esterno e indispensabile anche perché se si presenta una sequenza di numeri uguali, il valore espresso dal bus rimane invariato e non ci sarebbe modo di rilevarli uno ad uno.

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