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E’ possibile evitare lo spam?

spam: è possibile difendersi e evitarlo?

Secondo un famoso aforisma attribuito a Ben Franklin nella vita ci sono solo due certezze, ovvero la tasse e la morte: è evidente che l’autore ai tempi non aveva ancora la possibilità di accedere ad internet perché altrimenti, nell’era tecnologica, avrebbe probabilmente incluso nella categoria delle cose spiacevoli e che non possiamo evitare anche lo spam. Questo è proprio il quesito affrontato nell’articolo che segue: è possibile evitare lo spam?

Nonostante l’attuazione di sistemi antispam, o presunti tali, nessuna casella e-mail, sembra uscirne indenne? Perché?
Secondo un’analisi recente lo spam non smette di diffondersi semplicemente perché funziona. Di questo avviso è Brandon Philips, manager della Lashback, secondo cui “il motivo per cui lo spam continua ad intasare le nostre caselle e-mail è che ci sono persone che lo comprano. Per quanto possa sembrare strano infatti ci sono persone disposte a pagare in questo business che alla maggior parte di noi può sembrare assurdo”.

Un recente studio ha dimostrato che metà degli utenti su internet ha aperto e-mail pur pensando che si trattasse di spam, in molti casi incuriositi dall’oggetto o dal prodotto. La percentuale dello spam è al centro di discussione: secondo alcuni ricercatori si tratta dell’85 % delle e-mail, per altri addirittura del 90%. Windows ha invece ipotizzato che si tratti del 97 %.
In ogni caso, come è evidente la percentuale è mostruosamente alta ma, ciò che è peggio, esistono davvero pochissime possibilità di evitare lo spam e alle offerte non richieste di prodotti miracolosi o di possibilità incredibili di guadagno.

Tutto ciò che sembra troppo bello per essere vero sembra andare bene. Lorrie Cranor, professore dell’Università di Pittsburgh ha evidenziato come lo spam sia un fenomeno a cui le persone siano ormai rassegnate. Tutto si può ridurre ad una questione di soldi: per gli spammer solo un piccolo investimento consente di guadagnarne parecchi. Basta infatti disporre di accesso ad internet e di una casella e-mail con diversi contatti e un messaggio da diffondere.

Non è facile risalire agli originari mittenti dei messaggi di spam, spesso si usano virus del pc per usarlo per inviare spam. Secondo Project Honey Pot, un gruppo di sviluppatori e tecnici IT che tracciano l’attività degli spammer, sono circa 400000 i pc da cui parte spam ogni giorno: i dati si sono moltiplicati in modo impressionante negli ultimi cinque anni.

Paradossalmente uno dei metodi più efficaci per gli spammer di controllare il computer di altri utenti è proprio lo spam: una manovra molto diffusa è quella di inviare un’e-mail di allerta per un possibile virus al computer stesso.
Il testo dell’e-mail invita il destinatario a cliccare un link per uno scanning veloce di verifica: ovviamente invece il link non solo non ripara nulla ma infetta il pc con un virus che permette di usarlo come bot, ovvero come fonte di spam.

Ovviamente esistono dei filtri che possono cercare di ridurre lo spam ma evitarlo del tutto è impossibile: anche ad esempio quello che blocca tutte le e-mail che sembrano identiche viene eluso dal fatto che spesso gli spammer separano i caratteri nell’oggetto con semplici spazi o caratteri senza significato in modo che il messaggio non possa essere identificato come spam. Molti di questi aspetti saranno noti ai più, proprio perchè purtroppo si tratta di un fenomeno diffuso oltre misura al quale ci si abitua a volte con rassegnazione.

 

 

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