Energie rinnovabili, in Sudan si punta all’energia solare

Energie rinnovabili, in Sudan si punta all'energia solare

L’energia solare. Dove se non nella fascia del nostro pianeta in cui le temperature sono le più alte in assoluto si potrebbe sfruttare l’energia del sole per produrre energia. In Sudan si guarda alle energie rinnovabili per alimentare la crescente domanda della popolazione e allo stesso tempo per creare un modo per irrigare le zone desertiche in modo da poterle rendere coltivabili.

L’energia solare in Africa

Il Sudan intende sfruttare il sole implacabile del Sahara e quindi l’energia solare che ne deriva per alimentare le sue regioni sottosviluppate e rendere verdi i suoi deserti. Sfruttare l’energia solare (ma non solo, si guarda a tutte le energie rinnovabili) per le regioni vastissime e distrutte dalla guerra come il Darfur, che da solo è grande quanto la Francia, è costoso. Ma il ministro dell’energia energia ritiene che i progressi della tecnologia del solare ridurrà fortemente il prezzo necessario.

“I costi sono elevati rispetto ad altre risorse energetiche convenzionali, ma possiamo ritenere che con l’avanzare della tecnologia si abbasseranno di molto”, dice il segretario del ministero, Omar Mohammed Kheir. Il piano era sviluppare la produzione di energia solare nelle regioni che non sono collegate alla rete nazionale, come il Nord Darfur.

Sfruttando una risorsa pulita come l’energia solare un paese povero come il Sudan potrebbe dare una forte dimostrazione e rappresentare un esempio globale in un mondo preoccupato per il cambiamento climatico. Mentre il mondo si ferma per l'”Ora della terra”, monumenti di fama mondiale come l’Opera House di Sydney, la Città Proibita o la scintillante Las Vegas Strip, saranno immerse nel buio grazie agli attivisti che tentano ancora di rilanciare la lotta contro i cambiamenti climatici.

Centinaia di milioni di case in 125 paesi del mondo si uniranno nel blackout programmato dell’Ora della terra, creando un’onda di buio che si spanderà intorno al pianeta.

Le energie rinnovabili per coprire il fabbisogno energetico

Il Sudan è il quinto produttore di petrolio del continente – tre quinti del suo prodotto viene esportato in Asia – e sta moltiplicando i suoi progetti idroelettrici lungo il Nilo. Ma le fonti di energia convenzionali da sole non potranno soddisfare la crescente domanda energetica di questo paese che ha 40 milioni di abitanti.

All’inizio di questo mese, la società francese Solar Euromed ha firmato un accordo con il Sudan per costruire e gestire impianti di energia solare nel prossimo decennio. “Il nostro Paese si sta sviluppando molto velocemente e pensiamo che ci sia bisogno di più energia elettrica. Questo è il motivo per cui abbiamo concepito un piano per generare circa 20.000 megawatt entro i prossimi 20 anni”, ha detto Kheir.

“L’energia idroelettrica può contribuire al massimo per un range che va dal 20 al 25 per cento. Il resto verrà da altre fonti, tutte energie rinnovabili, compresi i biocarburanti, l’energia solare, il gas e forse anche l’energia nucleare”. Il Sudan ha già avviato un impianto per la produzione di biocarburanti, con l’obbiettivo di produrre circa due milioni di litri (528.000 galloni) di carburante in due anni.

Marc Benmarraze, presidente della Solar Euromed, ha detto che il Sudan è in una buona posizione geografica per utilizzare l’energia solare, ma è cauto riguardo la storia del paese costellata di conflitti. “Il Sudan si trova nella zona conosciuta come cintura solare, dove c’è una delle normali radiazioni dirette più forti del mondo”, ha detto Benmarraze.

Il primo progetto della società riguarda la produzione di almeno 150 megawatt, di cui fino a un terzo potrà essere energia generata dal solare. L’accordo, anche se in questo momento è alle trattative iniziali, potrebbe essere un primo passo verso l’ambizioso progetto di coltivare i deserti nel Nord del Sudan e del Nord Darfur. “In questa regione, è avvenuta una desertificazione”, ha detto Osama Rayis della African City of Technology, che è legata al ministero della tecnologia.

L’idea sarebbe di pompare l’acqua, per passare dal giallo al verde in queste zone, attraverso l’energia solare. C’è una quantità incredibile di acqua sotto queste terre, quindi si potrebbe cambiare totalmente il paesaggio.

2 Comments

  1. FlyTeo 3 maggio 2011
  2. Cosimo Candita 1 maggio 2011

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