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Esperienze con vari tipi di antenne 2/3

Antenna Esperienze con vari tipi di antenne

Esperienze con vari tipi di antenne - seconda parte. Come si vede l'altezza è contenuta, e l'apertura del portellone garantita anche ad antenna montata.

L'altra antenna, quella al centro del tetto su base magnetica, è una COMTRAK 627 che copre i 50 - 144430. In questo modo, tra radio ed antenne, è possibile operare su qualunque frequenza dagli 80 metri ai 70 cm.

PARTICOLARE DELLA ANTENNA “T9”: L’AUTOTRASFORMATORE ALLA BASE

PARTICOLARE DELLA ANTENNA "T9": L'AUTOTRASFORMATORE ALLA BASE Per i particolari, vedi testo.

PARTICOLARE DELLA ANTENNA “T9“: LA BOBINA DI CARICO

PARTICOLARE DELLA ANTENNA "T9": LA BOBINA DI CARICO

Le varie prese sulla bobina sono riportate, per robustezza, su una striscia di plexiglass: il contatto mobile è realizzato usando una antennina a stilo per transistor opportunamente modificata. La realizzazione è del 1997 (vedi Radio Rivista) e quindi la domanda è: è la Diamond che ha copiato me dopo tanti anni (sarebbe un onore!) oppure ­ come è più probabile, anzi certo - uno stesso problema porta alla stessa soluzione?

I risultati pratici sono stati, ora come allora, veramente buoni: data la maggior lunghezza è ovvio che si comporti meglio della Diamond, e che ­ sia pure assai più " brutta " da vedere - uguagli le prestazioni della Hustler-Yaesu, rispetto alla quale il sistema costruttivo, si è rivelato in pratica addirittura migliore. La Hustler-Yaesu infatti ha troppe viti e vitine e raccordi filettati, e il mollone alla base la fa davvero oscillare troppo finendo per rompere viti, vitine e raccordi. In 5T, in fuoristrada, non resse più di due mesi e fu sostituita da una analoga (ma autocostruita, e descritta anch'essa a suo tempo su R.R 2-94 / Cose da brousse) assai meno delicata e assai simile a questa come concezione: ossia rigida e senza mollone.

La seconda antenna, sempre autocostruita, è quella che mi porto sempre dietro nella bauliera dell'auto in quanto, scomposta nei suoi elementi (bobine e stilo pieghevole surplus AN 271 / PRC) prende davvero pochissimo posto: la configurazione è a bobina intercambiabile alla base (una bobina per ogni gamma, dagli 80 ai 10 metri) più lo stilo surplus, il tutto per una lunghezza complessiva di circa 3,30 metri.

Io la chiamo affettuosamente l'antenna "EW" in quanto l'ho usata estesamente durante le missioni in Bielorussia: anche questa antenna, per chi fosse interessato, è stata descritta su R.R 7/97 (Seguendo la Stella Cometa). Questa antenna, non avendo sistemi di adattamento di impedenza, va usata con un accordatore in quanto la risonanza c'è ma l'impedenza no (è assai bassa): pertanto mi porto dietro per questo, sempre in bauliera, anche il piccolo MFJ 901 B. I risultati, a seguito delle prove comparative odierne, sono stati pressoché equivalenti: sia la " T9 " che la Hustler-Yaesu e la " EW " hanno dato più o meno le stesse prestazioni.

La lunghezza totale infatti è all'incirca la stessa per tutte e tre le antenne, con l'unica differenza costituita dalla posizione della carica sullo stilo che nella EW è alla base mentre sia quella " bosniaca " che la H-Y ce l'hanno lungo lo stilo. I sacri testi sono pieni di bei discorsi sulla differenza di resa tra i due sistemi di carica, e quello con carica alla base dovrebbe rendere meno e l'altro di più: all'atto pratico però non ho mai notato differenze di un qualche rilievo.

Stilo non risonante con accordatore automatico

La prima volta che usai questa configurazione fu durante l'ultima missione in Bosnia, nel 1999: l'accordatore e un paio di stili pieghevoli da jeep furono un gradito regalo nonché un simpatico ricordo dei generi del Signal Corps in forza al 3° Reggimento Canadese di stanza a Sanski Most.

Successivamente tutto l'armamentario fu assai utile nel 2000 durante l'emergenza alluvione nel Nord Italia. La mia auto, allora una Ford Sierra SW, fungeva da sala radio mobile per la colonna di soccorso della Toscana che partì da Firenze: e questa configurazione (una NVIS quasi perfetta) consentì collegamenti ottimi ma soprattutto stabili con il Ministero degli Interni a Roma ­ in 40 ed 80 metri, di giorno e di notte ­ dalla partenza sin nelle zone di intervento, prima a Caorso (PC) e poi a Pont St Martin in Val d'Aosta. Se non credete a me chiedetelo ad Olga I0VOK, la mia infaticabile corrispondente per tanti e tanti giorni.

Purtroppo l'anno scorso l'accordatore automatico militare durante una esercitazione si bloccò e non c'è stato verso di ripararlo: deciso a ripristinare una configurazione così efficiente acquistati il CG 3000, all'inizio attratto solo dal prezzo (mah .... `sta roba cinese ....) finché usandolo mi resi conto che era veramente un prodotto ottimo ad un prezzo interessantissimo.

montaggio_accordatore

IL MONTAGGIO DELL'ACCODATORE

Il sistema è pratico e veloce, così come le connessioni (alimentazione a 12 V dalla batteria, cavo coassiale di ingresso, massa aggiunta) ed è anche robusto. Il prolungamento del profilato in alluminio serve solo ad alzare un po' la base dell'antenna (lo stilo surplus) in modo da distanziarla un po' dalla carrozzeria quando è ripegato.

configurazione_durante_la_marcia

CONFIGURAZIONE DURANTE LA MARCIA

Lo stilo viene ripiegato sulla carrozzeria sia per non superare la sagoma limite sia per ottenere una configurazione NVIS. Il tirante, che usa le barre portabagagli di serie, è in filo di nylon da pescatori (0,60).

Dico subito che questa configurazione è quella che ha dato i risultati migliori, sia pure a prezzo di qualche complicazione meccanica e logistica che cercherò di descrivere meglio che posso: d'altra parte è una configurazione impegnativa per la necessità di procurarsi un accordatore automatico con relativo costo, e che può quindi essere giustificata per l'uso in Protezione Civile. Infatti, a parte la resa veramente ottima, è l'unica configurazione che consente di operare immediatamente ­ a parte i pochi secondi del tuning dell'accordatore - su QUALUNQUE frequenza senza armeggiare troppo, anzi per niente: e questa possibilità è importantissima per l'uso in emergenza. Mentre per un uso strettamente amatoriale il tuning ­ come abbiamo visto - si può fare direttamente sull'antenna per nostre le gamme abituali, che sono sempre quelle, e con sistemi che non implicano la spesa dell'accordatore.

radiokit elettronica

 

 

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