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Esperienze con vari tipi di antenne 3/3

Esperienze con vari tipi di antenne

Il CG 3000 della Arno Elettronica è un po' abbondante come dimensioni rispetto ad altri della concorrenza ma la cosa non ha poi molta importanza dato che va piazzato immediatamente sotto lo stilo, ossia a diretto contatto della parte attiva dell'antenna: questo perché TUTTO quello che si trova dopo l'uscita viene considerato come antenna, e quindi non è proprio il caso di interporre del cavo coassiale che tra l'altro non si saprebbe nemmeno come collegare. La mia auto, come ho detto prima una FIAT MAREA SW, non permette il fissaggio diretto della scatola dell'accordatore sulla bauliera, date le forme tondeggianti di tutte le carrozzerie odierne: per quanto ne so la cosa è possibile ­ per le auto nuove solo sul Land Rover Defender, che ha la portiera posteriore piatta e senza la ruota di scorta.

Peraltro, sui modelli di fuoristrada con la ruota di scorta sul portellone, è possibile e facile usare due o tre dei bulloni del cerchione della ruota di scorta per montare un supporto - ovviamente autocostruito su misura sul quale poi fissare l'accordatore e/o il tipo di antenne che abbiamo visto in precedenza. Per fissare la scatola dell'accordatore alla Marea ­ così come su altre vetture bombate ­ ho trovato il punto di appoggio (e di massa) usufruendo dell'occhiello smontabile per il traino d'emergenza: una volta avvitato l'occhiello, che è fornito di serie, ho realizzato un semplice supporto ad L in ferro nel quale è possibile infilare qualunque cosa, dall'accordatore agli altri tipi di antenne. Spero che il tutto sia chiaro ed evidente dalla foto.

Per sostenere l'accordatore, ed anche lo stilo surplus che è lungo 3,55 metri, ho realizzato un supporto in tubolare quadrato di alluminio da infilare dentro quello in ferro che reca anche due galletti per il bloccaggio: il tubolare in alluminio (un 20 x 20) regge sia l'accordatore che lo stilo surplus - completo della sua base in ceramica e della parte molleggiata dello stilo - in maniera sufficientemente robusta, ossia collaudata sia su strade sterrate che in autostrada a velocità di codice. Lo stilo surplus più il supporto oltrepassano abbondantemente i famosi 4 metri di altezza della sagoma limite prescritta dal Codice della Strada: per cui lo stilo potrà essere usato in verticale solo a macchina ferma, mentre in movimento dovrà essere curvato in avanti per rientrare nella misura prescritta.

E' la classica soluzione militare, e anche la miglior soluzione per l'uso in Protezione Civile in quanto sulle gamme basse (80 e 40 metri) con lo stilo così curvato si ha una quasi perfetta configurazione NVIS e relativi ottimi segnali sulla corta e media distanza SE il corrispondente usa la stessa configurazione. All'inizio sono inciampato, per diversi giorni, su una svista incredibile: infatti durante le prime prove non solo il complesso era "sordo" ma l'accordatore si starava continuamente ad ogni oscillazione dell'antenna e riaccordava di continuo, provocando anche interruzioni nel QSO segnalate dai corrispondenti. Mi sono accorto, ma solo dopo aver stressato l'incolpevole e peraltro gentilissimo titolare della Arno Elettronica, che non avevo dato la massa all'accordatore. Ero così concentrato sull'antenna che avevo ritenuto sufficienti le due alette di fissaggio dell'accordatore stesso, le quali invece non erano e non sono collegate a massa in alcun modo: per cui chissà dove se la andava a trovare la massa la povera CPU del CG 3000, forse sul cavo in mezzo ad una marea di capacità parassite, ed è quindi spiegabile che andasse in stato confusionale.

Collegato l'apposito galletto al tubolare di alluminio, e con in più un ricco cavetto avvitato al body della Marea, (inclusi venti Pater Ave e Gloria per penitenza) la " sordità " è sparita ed il CG 3000 è diventato stabile come una roccia esibendo prestazioni davvero entusiasmanti. E' ovvio che la soluzione dello stilo surplus non è praticabile da tutti, anche perché a seguito della dismissione qualche anno fa delle HF da parte dei militari di stili non se ne trovano praticamente più: tuttavia non è difficile adattare come stilo una canna da pesca. Ho voluto provare anche questa soluzione, che è alla portata di tutti, utilizzando appunto una canna da pesca in fiberglass di cinque metri, facendo passare un filo conduttore all'interno e poi sempre ripiegandola ad arco sulla carrozzeria: risultati fantastici, specie in 80, quasi paragonabili ad un dipolo fisso.

Veniamo infine al cosa succede con i tutori dell'ordine: il Codice della Strada, a proposito di sagome limite e di carichi sporgenti è assai chiaro, e ho sempre cercato nelle mie realizzazioni, di interpretarlo correttamente e di rispettarne le disposizioni soprattutto per la sicurezza mia e degli altri. Con questa configurazione difatti la sporgenza posteriore ­ una decina di cm tra supporto e scatola del CG 3000 - rientra ampiamente nei disposti di legge, così come il lungo stilo ­ o canna da pesca che sia ­ ripiegato sulla carrozzeria.

Con la Diamond problemi ovviamente non ce ne sono perché il fissaggio autocostruito non sporge dalla sagoma della vettura e l'altezza è ridotta; mentre con le altre tre antenne (la H-Y, la T9 e la EW) anche usate in verticale il franco sui 4 metri massimi della sagoma limite è di circa 30 cm: non si incocciano quindi cavi o fili elettrici, l'unica cosa è stare in campana con i cancelli ed i sottopassi fuori sagoma. Un paio di ottimi ed ormai introvabili stili surplus li ho distrutti così, per disattenzione. Un'altra avvertenza è quella di usare un cavetto in nylon per ancorare la parte superiore delle antenne a qualche parte della carrozzeria (io uso le barre del portabagagli): serve a non far sentire troppo alle antenne il vento della corsa (si piegherebbero troppo all'indietro, e non avendo mollone si potrebbero rompere) e allo stesso tempo è un fattore in più di sicurezza in caso di rottura accidentale.

In alto, sopra il cruscotto l'FT 857: il microfono di serie viene tenuto come riserva, quello mostrato è una "coccia" da CB dentro cui è stato montata una capsula HEIL da DX (un vero trapano a percussione !). In basso sul tunnel l'FT 8900 R.

Argomento assai apprezzato da parte dei molti tutori dell'ordine che ho avuto il piacere di conoscere sulla strada, e la cui unica reazione di nota è sempre stata la curiosità: se resto in zona ci salutiamo e basta, mi conoscono tutti, sanno che sono un tipo un po' strano e non tanto "normale" ma anche sufficientemente ligio alle regole e soprattutto inoffensivo. Ci conosciamo perché quando serve (ossia in emergenze locali varie) lavoriamo assieme, e tutte le radio e le antenne ­ mie e dei miei colleghi - risultano assai utili e spesso indispensabili. Appena però vado un po' fuori zona ogni pattuglia (CC, PS, V.U) è mia: paletta, e accostare. Nessuno mi hai mai contestato niente né elevato multe, ma la procedura è sempre più o meno la stessa: a) Prima un paio di giri attorno all'auto sbirciando tutto l'arcolaio b) Subito dopo, il controllo di prammatica di tutti i documenti, auto e personali c) Poi la classica richiesta " ... Ma lei è autorizzato?" e allora è il momento di tirar fuori il tesserino rilasciato dal Compartimento P.T. Infine (d) arriva la domandad'obbligo, sempre più o meno la solita: "Ma lei che gira, con tutta questa roba?"

PARTICOLARE DELLA ISTALLAZIONE DELL'FT 857

Come si intravede l'apparato è stato fissato tramite un telaino autocostruito che appoggia su tre punti: due di essi si innestano ad incastro sui fori della ventilazione-riscaldamento subito sotto il parabrezza, il terzo è costituito (purtroppo) da una vite autofilettante che prende sulla plastica del cruscotto.

Non ho "splittato" l'apparato -come sarebbe stato possibile- in quanto rimaneva comunque il problema di fissare il frontalino al cruscotto, e il corpo dell'apparato in bauliera non avrebbe poi risolto un gran che. La piastra che si vede sopra l'apparato serve a proteggere lo stesso dal surriscaldamento dovuto ai raggi solari: senza, non è difficile dopo una sosta al sole ritrovare l'apparato quasi bollito (oltre i 60 °C).  Nel rispondere aiutano molto sia il logo della Protezione Civile che i vari tesserini e badge, e la cosa finisce lì, con le doverose spiegazioni accolte con curiosità e interesse.

Con la Stradale poi, un paio volte, ci è scappato anche un caffè assieme alla prima stazione di servizio. Una volta sola ho perso parecchio tempo, ed è stata dura: una pattuglia di V.U particolarmente informata voleva a tutti costi vedere se avevo pagato " il bollettino per il CB "...

radiokit elettronica

 

 

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