Fader video – 3

Fader video progetto open source

Per ottenere l’effetto del fader abbiamo utilizzato un circuito ad operazionali alimentato con il cursore di un solo potenziometro ai capi del quale è presente una tensione positiva ed una negativa rispetto a massa: il potenziometro (R14) dispone quindi sul suo cursore di una tensione positiva o negativa a seconda che si sposti quest’ultimo verso l’uscita dell’operazionale U4d o verso quella di U4c.

Le tensioni sono sufficientemente stabilizzate e precise, dato che sono ottenute prendendo la tensione dovuta alla caduta diretta di due diodi (D1 e D2) polarizzati direttamente; il riferimento è quindi applicato all’ingresso non-invertente (piedino 5) dell’U1d che dà alla propria uscita il medesimo potenziale, utilizzato per pilotare U4c che funziona da amplificatore invertente a guadagno unitario e che quindi dà alla propria uscita (piedino 1) un potenziale di pari valore di quello uscente dal piedino 7 dell’U4d, però negativo.

Lasciando in mezzo il cursore del potenziometro di “fading” (R14) sia U4a che U4b ricevono in ingresso zero volt, quindi teoricamente (a parte minime differenze dovute ai singoli offset) non hanno tensione in uscita: in queste condizioni, dato che gli ingressi di controllo sono allo stesso potenziale, entrambi i segnali A e B giungono all’uscita dell’integrato e si presentano ai punti OUT. Portando il cursore dell’R14 verso l’estremo collegato alla resistenza R13 U4a e U4b ricevono in ingresso una tensione negativa, proporzionale al valore della resistenza inserita tra il cursore del potenziometro e la R14: in altre parole, tanto più si avvicina il cursore ad R13, tanto più negativo diviene il potenziale dato agli operazionali. In queste condizioni U4a, funzionando da amplificatore non-invertente, fornisce dal suo piedino 8 un potenziale negativo, mentre U4b, funzionando da amplificatore invertente, fornisce il medesimo potenziale, però di polarità opposta: quindi il piedino 7 diviene più negativo del 6, e il segnale dell’ingresso A passa all’uscita con maggiore presenza di quello del B. Viceversa, portando il cursore dell’R14 oltre la metà della corsa, in direzione dell’estremo collegato ad R15, gli operazionali U4a e U4b ricevono una tensione positiva: il primo fornisce dal piedino 8 un potenziale positivo, mentre il secondo, tramite il piedino 14, fornisce ad U1 una tensione di pari valore, però negativa.

Adesso abbiamo il piedino 7 più positivo del 6, e quindi passa prevalentemente il segnale dell’ingresso B. Portando il cursore del potenziometro di fading tutto verso R15, gli operazionali U1a e U1b hanno le uscite rispettivamente a circa -0,5V e a circa 0,5V positivi: in pratica tra i due ingressi vi è la differenza di potenziale di 1 volt; dato che il piedino 7 dell’U1 è a potenziale positivo rispetto al 6, all’uscita dello stesso integrato passa soltanto il segnale B, mentre l’A viene eliminato. Al contrario, portando il cursore dell’R14 tutto verso l’estremo collegato ad R13 U1a e U1b ricevono una tensione negativa di circa -0,5V, cosicché il primo porta la medesima tensione ed il secondo fornisce invece 0,5V positivi: in questo caso c’è ancora la differenza di potenziale di 1V tra i due ingressi di controllo, però il piedino 6 è positivo rispetto al 7, quindi il segnale B viene bloccato e all’uscita arriva il 100% del segnale dell’ingresso A.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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