Home
Accesso / Registrazione
 di 

Filtri attivi digitali - 1

Filtri attivi digitali

Uno sguardo ad un interessante circuito integrato sviluppato apposta per realizzare filtri attivi del secondo ordine, di tutti i tipi: passa-basso, passa-alto, notch, passa-banda. Il componente è l’MF 10 della National Semiconductors e in queste pagine vi spieghiamo come è fatto e come usarlo per ottenere i filtri più semplici e di uso comune.

Recentemente, in due distinti articoli abbiamo parlato dei filtri elettronici e del loro impiego in tutti i circuiti analogici per discriminare alcuni segnali da altri, in base alla loro frequenza. Abbiamo quindi imparato che i filtri sono dispositivi che si comportano diversamente in funzione della frequenza del segnale che di volta in volta li attraversa: sono capaci di lasciar passare inalterati dei segnali ed attenuarne fortemente altri, a seconda delle proprie caratteristiche costruttive.

Sappiamo anche che esistono due principali categorie di filtri, cioè quelli passivi e quelli attivi: i primi realizzati solo con componenti passivi (resistenze, induttanze e condensatori) e gli altri fatti impiegando elementi a semiconduttore e amplificatori. Ora, sulla base di quanto visto nei mesi scorsi, vogliamo parlare di un particolare componente che è di per sé un filtro: un circuito integrato costruito appositamente per realizzare filtri elettronici di secondo ordine (o multiplo) ad alto fattore di merito.

Insomma, dopo aver visto come si realizzano i filtri con i normali componenti discreti ed integrati (operazionali) vediamo un integrato dedicato, al quale bisogna aggiungere solo qualche resistenza e pochi condensatori per ottenere senza troppa fatica celle filtranti di ottima qualità. Parliamo dell’MF10 della National Semiconductors, che è un chip a 10+10 pin (plastico o ceramico) contenente un doppio filtro digitale: è quindi composto da due sezioni aventi in comune solo l’alimentazione e la rete di controllo, ma che ai fini del segnale da trattare sono totalmente distinte.

Ciascun filtro digitale è del secondo ordine ed assicura un funzionamento preciso e dipendente solo in parte dai valori dei componenti passivi esterni. Le due sezioni possono essere utilizzate per realizzare filtri in circuiti audio stereofonici, o in cascata, per mettere insieme filtri del quarto ordine. Per il funzionamento il chip necessita di un segnale digitale di clock la cui frequenza deve essere compresa entro 1 MHz: sarà questo clock a determinare, a seconda del fattore di divisione impostato, la frequenza di taglio dei filtri semplici (passa-alto e passa-basso) nonché quella di centro dei passabanda ed elimina-banda (notch).

Ogni sezione filtrante dispone di tre uscite distinte: una per il funzionamento da filtro elimina-banda o passa-alto, utile anche per il funzionamento trasparente; una per la modalità passa-basso, e l’ultima per il passa-banda. Prima di vedere dettagliatamente come si determinano i parametri di funzionamento dell’MF10 analizziamo un attimo le sue connessioni con l’esterno, così da sapere se non altro la funzione dei vari piedini.

Allora, l’alimentazione va applicata ai pin 7 ed 8, che sono poi la connessione di alimentazione della sezione analogica (Va+) e quella per la parte digitale (Vd+); il componente può funzionare sia a tensione singola che con alimentazione duale, e in ogni caso la tensione complessiva deve essere compresa tra 9 e 14 volt c.c.

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 1 utente e 19 visitatori collegati.

Utenti online

Ultimi Commenti