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Filtri attivi digitali - 2

Filtri attivi digitali

Nel caso di alimentazione singola (9÷14 V) i piedini 14 e 13 (rispettivamente alimentazione negativa analogica e digitale) vanno collegati a massa, mentre impiegando la tensione duale devono essere collegati al ramo negativo dell’alimentatore, ponendo a massa il piedino 15 (AGND).

Va notato che i piedini di alimentazione analogica e digitale sono distinti per consentire l’alimentazione separata dei due stadi: tuttavia le tensioni che alimentano i piedini 7 e 8, e 14/13, devono provenire dallo stesso alimentatore, ovvero devono avere lo stesso valore. Insomma, la soluzione migliore per far funzionare l’integrato è alimentare le sezioni analogica e digitale con lo stesso alimentatore, facendo però piste differenti per i piedini 7 (14) e 8 (13) inserendo poi condensatori di disaccoppiamento tra essi e la massa: nel caso di alimentazione singola il condensatore posto vicino al pin 7 deve collegarsi dall’altro capo al 14, mentre quello messo sulla pista dell’8 deve cadere sul 13.

Ci sono poi le uscite, distinte oltre che per i due canali, in base alle funzioni ottenibili dall’integrato: queste uscite sono, per ciascun filtro, LP, BP ed N/AP/HP; la prima (piedino 1 per il filtro 1 e 20 per il secondo), offre il segnale prelevabile da un filtro passa-basso (seconda cella) la cui frequenza è quella impostabile nel modo che vedremo tra breve.

La seconda uscita, ovvero BP (piedino 2 per un filtro e 19 per l’altro) è quella dalla quale si preleva invece il segnale del passa-banda, ovvero da essa si ottiene la risposta tipica di un filtro del genere, avente la frequenza centrale rapportata al clock e ai valori dei pochi componenti esterni. Va notato che in realtà il piedino 2 è l’uscita di una cella passa-alto.

Infine, dall’uscita N/AP/HP si ottiene la caratteristica di attenuazione tipica dei filtri passa-alto e notch, a seconda dell’impostazione del funzionamento operata con i piedini di controllo. Ciascuna delle uscite può erogare 3 mA e assorbire fino a 1,5 mA, ed il segnale può oscillare tipicamente in un arco compreso tra il valore dell’alimentazione positiva meno 1 volt, e quello della negativa più il solito volt: insomma, il segnale può assumere valori massimi minori di 1 volt rispetto all’alimentazione positiva, e, in valore assoluto, di quella negativa; per fare un esempio, se l’MF10 viene fatto funzionare a ± 6 V il segnale di uscita può raggiungere al massimo 5 volt positivi ed altrettanti negativi.

Oltre i limiti è inevitabile la distorsione del segnale. Per ottenere i vari modi di funzionamento basta collocare in modo adatto i due filtri elementari che compongono ciascuna sezione dell’MF10: in altre parole, mettendo avanti il passa-alto e in cascata il passa-basso si ottengono un passa-banda e un notch (eliminabanda) mentre collegando l’uscita del passa-basso all’ingresso invertente si può realizzare il circuito passa-alto.

Dopo le uscite abbiamo gli ingressi (INV) uno per canale: quello del primo è al piedino 4, quello del secondo al 17; entrambi sono in realtà gli ingressi invertenti di due amplificatori differenziali, aventi ciascuno l’ingresso noninvertente (vedere schema a blocchi) collegato al terminale di massa (AGND) dell’integrato.

 

 

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