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Finale audio 350 watt 4/4

Finale audio 350 watt progetto open source

L’avvolgimento deve essere fatto in aria (cioè senza supporto in metallo) con diametro interno di circa 5 millimetri; le spire devono essere tutte affiancate. Prima di montare la bobina è indispensabile raschiarne lo smalto dalle estremità altrimenti diverrà impossibile far aderire lo stagno; per l’operazione consigliamo di usare della tela smeriglio o un paio di forbici.

E veniamo alla parte conclusiva del montaggio: i finali. Vanno montati prima sul dissipatore (deve essere da non più di 0,3 °C/W) che va forato a passo 40 mm (tra un foro per un mosfet e quelli adiacenti). I mosfet vanno montati serrandoli con delle viti, anche di metallo (tanto il loro foro di fissaggio non è collegato al drain poiché è ricavato nella plastica) dopo aver interposto tra la parte metallica di ciascuno ed il radiatore un foglietto di mica (spalmato di silicone su entrambe le facce) o di teflon per isolamento di transistor TO3-P.

I mosfet vanno montati come indicato nella disposizione componenti che vedete in queste pagine. Prima di procedere al collegamento con le piste dello stampato verificate con un tester (portata 10 o 20 Kohm) che tutti abbiano la parte metallica isolata dal dissipatore (in caso contrario si rischia il cortocircuito dell’alimentazione). Per il montaggio piegate i terminali dei sei mosfet in modo da farli entrare nei rispettivi fori e saldateli iniziando da quelli più esterni: un 2SK1058 ed un 2SJ162. Fatto ciò l’amplificatore è pronto per il collaudo.

L’ALIMENTATORE

Prima di procedere occorre realizzare anche la necessaria sezione di alimentazione. In generale, si può utilizzare un qualunque alimentatore non stabilizzato che fornisca da ±65 a ±75 volt in continua, ed una corrente di almeno 10 ampère. Allo scopo, riportiamo nell’articolo lo schema elettrico e la traccia rame di un adeguato stadio di alimentazione. Quest’ultimo è stato appositamente progettato per alimentare due moduli di potenza con uscita a 8 ohm, oppure un solo modulo con uscita a 4 ohm.

Iniziamo la costruzione dell’alimentatore e realizziamo dapprima lo stampato utilizzando la traccia rame riportata. Procuriamoci ora tutti i componenti necessari: dal ponte di diodi da 25 ampère, ai condensatori che devono avere una tensione di lavoro di 100 volt, al trasformatore che deve essere di tipo toroidale. Foriamo la basetta e allarghiamo con una lima i fori destinati al ponte PD1 che dispone di terminali tipo faston. Procediamo alla saldatura dei componenti sulla piastra prestando molta attenzione alla polarità dei condensatori. Rispettiamo anche il segno “+” del ponte di diodi come indicato nel piano di cablaggio. A montaggio ultimato colleghiamo il secondario del trasformatore ai punti “TF1” della basetta e il primario alla rete luce a 220 volt. Con un tester verifichiamo la presenza delle corrette tensioni di uscita: tra i punti 0V e +V dobbiamo misurare una tensione positiva di poco superiore ai 70 volt, mentre tra i punti 0V e -V dobbiamo misurare una uguale tensione con polarità negativa.

TARATURA E COLLAUDO

Se la verifica è positiva, bisogna realizzare i necessari collegamenti verso il modulo mosfet: il positivo dell’alimentatore va al +72V dell’amplificatore, il negativo va al -72V, e la massa va al punto 0V. Prima di dare tensione all’alimentatore ponete il cursore del trimmer R15 tutto verso il collettore del T6 e quello di R1 a metà corsa; date tensione dopo aver collegato all’uscita del finale una resistenza da 8 Ohm-20 watt. Con un tester disposto alla misura di tensioni continue con fondo scala di 1 o 2 volt misurate il potenziale dell’uscita (puntale negativo a massa e positivo sul fusibile F1); se si discosta molto da ±40 millivolt agite sul trimmer R1 ruotandone il cursore fino a rientrare al valore predetto o, meglio, fino ad azzerare la tensione letta sul tester.

Fatto ciò spegnete l’alimentatore, lasciate trascorrere un minuto, quindi dopo aver disposto il tester alla misura di correnti continue con fondo scala di 500 milliampère, collegatelo in serie al ramo positivo di alimentazione (il puntale positivo va al positivo dell’alimentatore, mentre il negativo va al +72V del finale audio). Ridate tensione all’alimentatore e verificate il valore della corrente che scorre nel ramo positivo di alimentazione; agite quindi sul cursore del trimmer R15 fino a leggere sul tester un valore di 130÷140 milliampère.

Fatto ciò spegnete l’alimentatore e, trascorso un minuto, rimuovete il tester e ripristinate il collegamento del ramo positivo di alimentazione. Riaccendete l’alimentatore e, dopo aver disposto il tester alla misura di tensioni c.c. con fondo scala di 200 millivolt effettuate nuovamente la misura dell’offset all’uscita, ritoccando eventualmente il trimmer R1. La taratura è così terminata e l’amplificatore è pronto all’uso. Facciamo presente che tutte le operazioni di taratura vanno effettuate con l’ingresso (punti “IN”) in cortocircuito

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

 

 

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