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Fonti di energia rinnovabile: il vento

Il vento di superfice come fonte di energia alternativa

L'ambiente in cui viviamo, le energie di cui l'umanità ha bisogno in maniera sempre crescente e la precaria situazione economica mondiale, all'inizio del terzo millennio sono diventate temi primari trattati sia dalla politica planetaria che dalla gente comune. Le energie rinnovabili, in particolare l'energia eolica, in poco più di un anno e mezzo hanno conquistato l'attenzione prioritaria dei governi e delle organizzazioni mondiali politiche, come l'Onu, e finanziarie, come la Banca Mondiale.

Vento di superficie: la sorgente primaria

La sorgente primaria "vento di superficie", così denominata per distinguerla dal "vento in quota" utilizzato con altre tecnologie presenta caratteristiche che possono essere distinte in favorevoli e sfavorevoli. Le mappe che riportano dati sulle velocità in varie condizioni si riferiscono a dati sui venti di superficie a livello del mare per gli impianti eolici off-shore e tra 25 e 100 m sul livello di terra per quelli on-shore. Tra le caratteristiche sfavorevoli, è opportuno un commento al punto "Aleatorietà della sorgente"; questo significa che, nel sito dell'aerogeneratore, la presenza di vento adatto ad essere sfruttato non è deterministica, ma è un dato statistico. Ciò comporta che il vento potrebbe mancare quando vi è necessità di energia e invece esserci quando la rete non la richiede.

Trattandosi di impianti di potenza notevole ciò potrebbe, ad esempio, avere influenza sul valore della tensione di rete. Specialmente nel caso di impianti in isola (non collegati in rete) o con impianti di potenza particolarmente rilevante, questa caratteristica deve essere attentamente valutata. Ovviamente non si può ovviare alla temporanea mancanza di produzione energetica, mentre quando l'energia è prodotta in eccesso, salvo casi particolari, non è quasi mai possibile procedere a un accumulo o a un impiego alternativo, come per esempio effettuare una conversione energetica elettrica/chimica e un trattamento fisico (compressione di gas) per la produzione di idrogeno compresso. Questa caratteristica è pertanto il primo punto che deve essere preso in considerazione nel progetto di fattibilità di un impianto eolico. Non è qui la sede per esaminare in dettaglio questo problema, pertanto ci limitiamo solo a citarlo.

Sviluppi dell'eolica nel mondo e in Italia: alcuni dati

La regione del mondo che ha la massima capacità è l'Europa con circa 66 GW, (55% della capacità mondiale); seguono l'America del Nord con 27,5 GW e l'Asia con 24,4 GW. Totalmente marginali sono attualmente tutte le altre regioni. In Europa la Germania è il primo Stato, con una capacità (circa 24 GW) pari quasi a quella degli Usa. L'Italia è al terzo posto con 3,7 GW, con un buon tasso di crescita di circa il 30% nel 2008 rispetto al 2007. In Asia è da segnalare la Cina che, con un tasso di crescita che lo scorso anno è stato del 100%, ha raggiunto nel 2008 una capacità di oltre 12 GW, e anche l'India che continua a crescere, anche se con ritmo più controllato, e che ha raggiunto a fine 2008 la capacitê di circa 10 GW.  Con 3,73 GW di capacità eolica a fine 2008 l'Italia è al terzo posto in Europa, seppure con valori pari al 15,4% della Germania e al 22% della Spagna. Molto buono il tasso di crescita del 30%, con 1.010 MW di nuovi impianti nel 2008 rispetto all'esistente nel 2007.

Per un possibile confronto: le centrali nucleari di III generazione sono caratterizzate da una potenza compresa tra 1.000 e 1.400 MW. Si tratta di energie dello stesso ordine di grandezza; tuttavia occorre tenere presente il valore del paramero "Producibilità annua specifica (MWh/MW)". Occorre inoltre notare che la nostra situazione geografica, orografica e dei regimi di vento nel territorio porta a delle notevoli differenze di possibilità di utilizzazione dell'energia eolica. Per quanto riguarda le regioni italiane, come è intuitivo le isole, in particolare la Sardegna, e il Meridione sono privilegiate in questo settore. Recentemente Ingmar Wilhelm, responsabile markenting e supply di Enel Energia, ha annunciato la commercializzazione di una serie di turbine in grado di generare da 1 kW a 200 kW. Il costo per la turbina media da 3 kW è di circa 15.000 euro. Si ritiene che dalle centinaia di clienti iniziali si passerà ben presto a migliaia. La ripartizione dei costruttori nel mercato eolico italiano alla fine del 2008 è così indicata dall'Enea: Vestas Italia 49,16%, Gamesa 20,10 %, Enercon 12,67 %, Repower 5,3 %, GE 4,17 %, Nordex 3,54 %, Ecotecnia 3,23 %, altri 1,83%, tra cui Leitwind, una divisione di Leitner Technologies di Bolzano, che da qualche anno costruisce in Italia e all'estero impianti eolici di media potenza. Sono presenti inoltre sul mercato diversi produttori italiani nei settori delle piccole e medie taglie.

L'Anev (Associazione Nazionale Energia del Vento) è costituita da produttori e operatori di energia elettrica da fonte eolica, con sede in Roma; e ha lo scopo di concorrere alla promozione e all'utilizzazione della fonte eolica in un rapporto equilibrato tra insediamenti e natura, e promuove la ricerca e lo sviluppo tecnologico finalizzato all'utilizzo della risorsa vento e all'uso razionale dell'energia.

 

 

 

 

 

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