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aiuto carica batterie solare fai da te

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ritratto di Antonello.90
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Ciao a tutti ragazzi, mi chiamo Antonello, sono un principiante nel mondo dell'elettronica e mi trovo alle prese con un progettino che almeno in teoria non dovrebbe dare troppi problemi: un caricabatterie solare. Quello che ho in mente di realizzare è semplicemente una cella che mi carica 2 batterie AA, da usare per varie applicazioni. Siccome è uno dei miei primi progetti vorrei farlo il più semplice possibile e ho letto in giro che si possono limitare i componenti a: cella solare, diodo e porta batterie, giusto? Ora io ho proceduto così: ho saldato un diodo in4006 recuperato da una vecchia scheda al positivo del pannello da 6v 135mA, il capo con la striscetta grigia del diodo è collegato al positivo del porta batterie, e il negativo del porta batterie al negativo del pannellino. Il problema è che se espongo il pannello al sole il multimetro misura effettivamente poco più di 6v, ma se misuro la corrente che dovrebbe arrivare alle batterie il tester segna 0.00 fisso... dove posso aver sbagliato?
Grazie a tutti,
a presto

ritratto di Marven
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Ciao Antonello premetto che

Ciao Antonello
premetto che non mi intendo molto di pannelli solari, per quel poco che so ti posso dire che il collegamento che hai fatto è corretto solo che ci vorrebbe un diodo schottky tipo MBR 160 che è da 1 A 60 volt (o altri con caratteristiche simili), questo diodo serve solo a impedire che la batteria stessa si scarichi sul modulo durante i periodi di assenza o scarsa insolazione.
Non so se può funzionare anche con un semplice diodo raddrizzatore tipo 1n4006.
Adesso il punto è: i due stilo sono scarichi? nel caso siano quasi carichi è chiaro che la lettura sia 0,00.
Infine devi tener presente che questo sistema non può rimanere costantemente al sole, cioè quando le pile sono completamente cariche bisogna scollegarle dalla cella.
Intanto prova a scaricare ulteriormente le batterie e vedi cosa succede, nel frattempo ci sarà sicuramente qualcuno più addentrato in materia che ti darà qualche altro consiglio.
ciao
Mario

ritratto di Antonello.90
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Ciao Mario, grazie della

Ciao Mario, grazie della risposta!
Dunque, avevo compreso l'utilità del diodo in questo caso e avevo letto qualcosa sugli schottky e sul fatto che sono indicati per questo tipo di applicazioni, ma siccome avevo l'in4006 credevo che comunque andasse bene, anche guardando il datasheet. Solo che forse a questo punto credo di aver frainteso il datasheet: cioè, in generale, in un diodo cosa devo guardare per sapere se va bene per il tipo di applicazione in cui dovrei usarlo? dove è scritta la caduta di tensione che provoca?
Uhm... ora che ci penso credo di aver fatto anche la sciocchezza di non controllare se erano del tutto scarichi, sono andato dritto a vedere se si caricavano... quindi non è detto che il mio diodo non vada bene? in ogni caso posso affrontare la "enorme" spesa per uno schottky eheh!!
Per quanto riguarda il far rimanere al sole il sistema per molto tempo avevo letto che facendo in modo che la corrente erogata dal pannello non superi 1/10 della capacità nominale della batteria non ci si deve nemmeno preoccupare della sovraccarica, perché il calore in eccesso verrebbe dissipato in tempo. Ad ogni modo proverò a scaricare per bene le batterie e vedo cosa succede!!
Un'ultima domanda sulle ricaricabili: le mie sono NiMH, ma è vero o no che non dovrebbero essere portate ad essere proprio completamente scariche, pena il rovinarle?

Grazie ancora!

ritratto di Marven
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Ciao Antonello Ripeto che non

Ciao Antonello
Ripeto che non mi intendo molto di pannelli solari, giusto quei pochi ricordi di qualche articolo che ho letto, quindi può darsi che il tuo sistema può anche funzionare con il diodo al silicio che hai montato, anzi elettronicamente dovrebbe funzionare... mi sorge un dubbio: hai scritto che è stato recuperato da una vecchia scheda, è stato provato? non sarà mica interrotto?
Rispondo alla domanda sul diodo: il diodo al silicio introduce una caduta di tensione di 0,6 - 0,7 volt mentre il diodo schottky ne introduce una di 0,15 - 0,45 volt (quindi più adatto a quest'utilizzo).
Non dobbiamo mai far scendere la tensione delle pile oltre i 0,7 - 0,8 volt altrimenti rischiamo di non riuscire più a ricaricarle.
Fai la prova scaricando un pochino le pile e controlla se il diodo è integro e ci fai sapere.
Ciao
Mario

ritratto di Antonello.90
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Allora, ho testato il diodo

Allora, ho testato il diodo in questo modo: col multimetro in funzione ohmmetro ho messo il puntale rosso sull'anodo del diodo e quello nero sul catodo: la misura è schizzata in alto. Poi ho invertito i puntali: niente. Quindi il diodo dovrebbe essere a posto, giusto?
Per la prova del pannello, oggi a Roma è brutto tempo, dovrò aspettare il sole...
Buona giornata!

ritratto di Ivan Scordato
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Si, In teoria dovrebbe essere

Si,
In teoria dovrebbe essere fattibile :D
Il diodo che hai utilizzato non è adatto, potresti utilizzare un diodo schottky tipo 1n5819 da 1A.
Sai a che serve il diodo vero?
Il diodo semplicemente è una "valvola" di non ritorno di corrente e quindi evita che possa tornare corrente dalla batteria al pannello e quindi che avvenga lo scaricamento della batteria quando non c'è il sole.
Infatti il pannello solare nel caso in cui non verrebbe inserito il diodo assorbirebbe continuamente corrente secondo la 1° legge di ohm.

Il tempo di carica dipenderà dalla corrente che il pannello riesce a erogare.
Presto ti dirò qualcosa di più.
A presto,
Ivan

ritratto di Antonello.90
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Ciao Ivan, grazie! Sì sì

Ciao Ivan, grazie! Sì sì avevo capito il perché del diodo, ma non ho capito una cosa: dici che il diodo che ho usato non è adatto nel senso che funziona ma non è proprio il più efficiente, o nel senso che la caduta di tensione è troppa e quindi non lascia passare nessuna corrente?
Per il tempo di ricarica, dato che le batterie sono da 1200 mAh e il pannello eroga 135 mA dovrebbero bastare 8-9 ore? Se invece di due volessi ricaricare 4 batterie alla volta potrei metterle in serie o i 6v del pannello non bastano?

ritratto di Marven
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Ciao Antonello Penso che il

Ciao Antonello
Penso che il tuo circuito stia già funzionando...
Oggi ho voluto fare una prova: ho utilizzato una piccola cella da 3,8 volt 115 mA, ho inserito un diodo 1n4007 ed ho collegato il tutto a due stilo Ni-MH da 1800 mA (scaricate fino ad 1 volt), misurando con il multimetro mi dava 0,00 mA.
Se invece collego direttamente le stilo senza il multimetro in serie, succede che misurando la tensione in uscita alla cella ho 3,52 volt, misurandola al positivo della batteria e lasciando il tester collegato, si vede che la batteria guadagna 1 mV ogni 15-20 secondi.
Immagino che la resistenza interna del multimetro riesce a diminuire la corrente a pochi microamper.
Prova e vedrai che la batteria lentamente si carica.
Dimenticavo: ho dovuto sostituire ... il sole :-) con una lampadina a filamento posta a circa 30 cm dalla cella, oggi è nuvoloso qui.
I 6 volt dovrebbero bastare per caricare una batteria da 4,8 volt.
Aspettiamo la risposta di Ivan, magari ha qualche altra informazione utile.
Ciao
Mario

ritratto di Ivan Scordato
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Eccomi! Allora, come ha

Eccomi!
Allora, come ha scritto Marven:
Rispondo alla domanda sul diodo: il diodo al silicio introduce una caduta di tensione di 0,6 - 0,7 volt mentre il diodo schottky ne introduce una di 0,15 - 0,45 volt (quindi più adatto a quest'utilizzo).
Comunque, per testare i diodi si utilizza il multimetro posizionato proprio su "testa diodi".
Praticamente dovrai posizionare un puntale ad un estremità del diodo e l'altro puntale sull'altra estremità, e se è integro sentirai un "beeppp".

Devi considerare che il pannello solare che possiedi è di 6V, mentre le pile sono 1.2V/1.5V.

Nel caso in cui il pannello solare fosse stato di 1.2V avresti potuto collegare direttamente il pannello solare, ma hai bisogno di uno stabilizzatore di tensione.

ritratto di Ivan Scordato
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Ovviamente al posto di una

Ovviamente al posto di una sola pila potresti mettere 2 o più elementi in parallelo (tutti i poli positivi delle batterie collegati insieme e i negativi pure).
Praticamente collegando più batterie in parallelo è come se avessi una batteria unica, però di capacità più grande dato che hanno las tessa tensione.
Però, quando collegherai più batterie in parallelo devi stare attento che tutte la batterie posseggano la stessa tensione, altrimenti si rovinano perchè scorrerebbero delle forti correnti fra alcune batterie che cercherebbero di "livellare" le tensioni che non sono limitate da nulla, se non dalla resistenza dei cavi e quella interna degli accumulatori (quasi niente), che sicuramente danneggierebbero le pile.
Spero di esserti stato utile,
Ivan

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Dimenticavo di

Dimenticavo di ringraziarti...
grazie a te ho potuto finalmente effettuare la mia prima prova con una cella solare (che avevo in casa da molto tempo, ancora nel suo imballo originale :-) )

Ciao
Mario

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Ciao Direi che è

Ciao
Direi che è sconsigliabile la ricarica di batterie in parallelo proprio perchè bisognerebbe prima "allinearle", quindi ci vuole un circuito adatto per scaricarle tutte allo stesso potenziale.
Nella prova che ho effettuato è sottinteso che le due stilo sono collegate in serie, quindi non ho fatto altro che comporre una batteria da 2,4 volt.
Nel semplice caso di Antonello (e nemmeno in altri casi) non è affatto utile uno stabilizzatore di tensione (mi scuserà Ivan se lo contraddico), ma bensì è molto utile un adeguato regolatore di corrente che abbia, magari, la possibilità di cortocircuitare la cella non appena la batteria arriva a carica piena.

Ciao
Mario

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Ciao Poi dipende anche

Ciao
Poi dipende anche dall'uso che, Antonello, intende fare, mi spiego meglio:
Se la batteria è sempre collegata ad un carico, allora torna utile un regolatore di tipo parallelo, la sua funzione è quella di scollegare il carico nel caso in cui la batteria scende sotto un certo livello, l'altra funzione è quella di cortocircuitare (o scollegare) la cella quando la batteria raggiunge la piena carica.
E' chiaro che il regolatore va scelto tenendo conto della corrente di cortocircuito che il pannello solare può fornire.
Qualora, Antonello, vuole utilizzare la cella solo per caricare la batteria (quindi non vi è nessun carico), deve solo fare attenzione a non superare la massima corrente erogata dal pannello (nel suo caso 135 mA).
Sperando di essere stato utile...
Ciao
Mario

ritratto di Antonello.90
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Allora, intanto grazie a

Allora, intanto grazie a tutti delle numerose risposte, siete gentilissimi!
Mario, addirittura ti sei messo a replicare il circuito per darmi una mano! :D
Dunque, come ho detto le mie pile sono da 1200 mAh, e per ora ho collegato al pannello un portapile da 2, quindi gli elementi sono collegati in serie. Con la domanda sulle 4 pile volevo sapere se posso aggiungere un portapile uguale in parallelo o in serie a questo. Mi spiego: questo caricabatterie verrebbe usato per ricaricare pile AA da usare con il mouse del pc, quindi nessun carico sempre presente sulle batterie (e dunque non mi serve un regolatore). Ora, vediamo se ho capito bene: mettere le 4 pile in parallelo significa che:
1) a meno che io non sia certo che siano tutte più o meno allo stesso punto di scarica, rischierei di rovinarle perché in una pila potrebbe passare più corrente che in altre ecc. ecc.
2) mi servirebbe più tempo per ricaricarle, proprio perché aumenta la capacità;
3) devo stare attento a non superare la corrente erogata dal pannello.
Se invece le metto in serie avrei 4.8v o giù di lì, a fronte di una cella solare che ne eroga 6, quindi dovrebbe bastare per ricaricarle a mio avviso. Giusto? Quindi dovrei essere in grado di scegliere se ricaricare 2 o 4 pile per volta! Correggetemi se sbaglio
Buon pomeriggio,

Antonello

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Ciao Antonello intanto niente

Ciao Antonello
intanto niente ringraziamenti, io credo che lo spirito dei vari forum sia condividere le proprie conoscenze:
se io e te ci scambiamo una mela, avremo sempre una mela a testa, se ci scambiamo un'idea, avremo due idee a testa... :-)
tornando a bomba al circuito, credo che puoi decidere di caricare sia il pacco batterie da due che il pacco da quattro (collegate in serie) non so in quanto tempo, però, riuscirà a caricare...
Tieni presente che caricando 4 stilo è meno pericoloso che caricarne 2, visto che non c'è possibilità di leggere la corrente (per ora, appena ne saprò di più riprenderò il 3D per dare maggiori info), se si lascia troppo tempo sotto carica si può facilmente andare oltre il limite con conseguenze deleterie per le stilo.
Per ora puoi limitarti a controllare che la temperatura delle stilo non salga eccessivamente, in seguito vedremo come è possibile leggere la corrente di carica e non ci sarà più il problema.
Ciao
Mario

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Complimenti, adesso sei un

Complimenti, adesso sei un User++ :D

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??User++?? perché prima

??User++?? perché prima cos'ero? :-) non ho fatto caso...

ritratto di Ivan Scordato
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Prima eri user+ e prima

Prima eri user+ e prima ancora user.
il prossimo passo sará Power User

ritratto di Antonello.90
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Mario, condivido in pieno la

Mario, condivido in pieno la tua idea sullo spirito dei forum!
Vedrò di stare attento a non surriscaldare le batterie! tanto non credo di farne un uso molto intensivo, come ripeto è praticamente il mio progetto in elettronica, quindi era più per esercitarmi che non per esigenza! ma più che costruire un semplice lampeggiatore o altri progettini così, meno utili, ho pensato di fare questo!! :) In pratica come funziona questo controllore? Immagino vada programmato. Come fa a staccare le batterie dalla carica?
Buona serata!

ritratto di Marven
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Grazie non avevo notato

Grazie
non avevo notato questo particolare del Titolo... :-)

ritratto di Marven
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Ciao Antonello Scusa il

Ciao Antonello
Scusa il disegno fatto in fretta ma è solo per rendere l'idea
http://imageshack.us/photo/my-images/43/0cyh.jpg/
sperando di aver preso il link giusto (sbaglio sempre con imageshack :-( )
in questo caso ho disegnato dei MOS-FET, ma se fai una ricerca sul web trovi schemi con tantissime concezioni diverse.
Il MOS A entrando in conduzione non fa altro che cortocircuitare il pannello quando la batteria arriva alla massima carica.
Il MOS B serve a staccare (quindi smette di condurre) la batteria quando scende sotto un certo livello.
La logica di controllo può essere progettata sia con un semplice 555, oppure con un microcontrollore, direi che c'è l'imbarazzo della scelta (il web ne è pieno di circuiti del genere)

Ciao
Mario

ritratto di Antonello.90
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Ok, il disegno è chiarissimo,

Ok, il disegno è chiarissimo, ti ringrazio! Sarà una domanda stupida, ma... cosa devo cercare su google per trovare questi circuiti? scrivendo regolatore di carica mi escono solo pagine che riguardano i regolatori per impianti casalinghi con inverter ecc...

ritratto di Marven
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Ciao Antonello Scusami, in

Ciao Antonello
Scusami, in effetti non avevo ben riflettuto che i vari schemi che si trovano sul web sono studiati per pannelli solari che caricano batterie da 12 volt o 24 volt e, quasi tutti sono già corredati di inverter. Tutte cose che a te non servono...
Modificare uno di questi schemi per adattarlo alle tue esigenze è un po "lunghetta" come soluzione, pertanto direi che la cosa migliore sia progettarlo di sana pianta.
In questo periodo ho pochissimo tempo e non so dove sbattere la testa per primo ma, se mi dai qualche giorno (!), vedrò di prepararti uno schemino semplice che possa risolvere il tuo problema.
Ciao
Mario

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Mario grazie, sei molto

Mario grazie, sei molto gentile, ma non vorrei approfittare! A me in realtà non serve nulla di particolarmente complicato, voglio dire, per ricaricare due batterie da usare nel mouse posso anche fare a meno di circuiti di controllo, farò in modo di non lasciare per più di qualche ora al sole tutto il circuito e potrei anche cavarmela così! Quindi se non hai tempo non preoccuparti assolutamente, era partito come un progettino semplice e può anche rimanere così com'è!! :D Magari non ricaricherò così le batterie del flash della macchina fotografica, a cui tengo più di quelle che uso ordinariamente!
Comunque, oggi che a Roma c'è il sole ho potuto fare la prova per vedere se il mio umile "accrocco" funziona e mi pare di sì. Ciò che non mi convince (ed è una cosa su cui, non so perché, ho riflettuto solo un minuto fa) è un'altra cosa: premetto che le mie batterie sono Beghelli carica 500 comprate ormai diversi anni fa e anche maltrattate un po': in famiglia non abbiamo mai fatto molto caso a quanto tempo effettivamente le lasciavamo in carica, solo da poco io ho compreso quanto sia facile rovinarle. Dunque, batterie AA ricaricabili dovrebbero avere 1,2 volt o giù di lì, mentre sulle mie il multimetro segna quasi 2 volt!!! Come è possibile? Può essere dovuto al fatto che non sono state trattate con cura?
Comunque, la prova che ho fatto è stata questa: le batterie scariche (appena tirate fuori dal mouse, che non muoveva più il puntatore) avevano una tensione di 1760mV. lasciate al sole per due ore, le ho riprese e ora segnano 1980 mV. Quindi direi che comunque il circuito funziona, no? Posso dire di averlo realizzato in pieno? :D
Scusate il poema e buona giornata a tutti! :)

Antonello

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Ciao Antonello Vai

Ciao Antonello
Vai tranquillo! :-) che non stai approfittando... mi sono offerto volentieri e, appena possibile ti preparerò uno schemino semplice (tanto non sei a "piedi"), nel frattempo puoi continuare ad utilizzarlo così com'è.
Tra l'altro, se ricordo bene, mi pare di aver visto su una rivista, che non ricordo quale sia in questo momento, uno schema del genere, il tempo di dare un'occhiata e, se poi ricordo male, vuol dire che lo farò di sana pianta.
Per le batterie Beghelli non ti so rispondere perchè non ne ho mai utilizzate, però se dici di leggere 2 volt allora vuol dire che non seguono lo standard (anche se mi sembra strano), il punto è che se le maltratti, al limite dovresti avere una lettura inferiore ma mai superiore.
Comunque la vera lettura la si dovrebbe fare a carico inserito per essere certi del valore.
Ok, intanto hai il tuo caricabatterie funzionante :-) in seguito vedremo di ottimizzarlo.
Ciao
Mario

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Ciao, oggi per la seconda

Ciao, oggi per la seconda volta ho usato il mio caricabatterie, e anche oggi le ho riprese cariche, le ho lasciate fuori per circa 5 ore... Voglio fare un po' di esperimenti per vedere quanto tempo lasciarle in carica, e appena riesco a rimediare un portapile da 4 lo completo, magari mettendolo anche in una scatolina sigillata!!! Poi magari vedrò se implementarlo con qualche altro "gadget in più, per renderlo più efficiente e fare la mia parte nella crociata contro la dittatura del petrolio!!! xD
Scherzi a parte, grazie ancora a tutti per l'aiuto e buon fine settimana!!!

Antonello

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Ciao ben fatto,

Ciao
ben fatto, Antonello...
ci risentiamo tra qualche giorno per lo schema...
Ciao
Mario

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Ciao Antonello come vedi non

Ciao Antonello
come vedi non me ne ero dimenticato, purtroppo il tempo è tiranno...
ho buttato giù uno schemino ma ancora non ho avuto il tempo di montarlo e provarlo, intanto lo posto, magari tu hai più tempo di me e riuscirai a provarlo prima :-)
questo è il link
http://imageshack.us/photo/my-images/543/ub5k.png/
i due elettrolitici sono da 100 microfarad 16 volt
il transistor è un 2N1711 o equivalente
non ricordo i valori commerciali dei vari diodi zener, in pratica se non trovi i valori che ho scritto prendi quelli più vicini.
In questo modo sei tranquillo che la carica non supererà mai i valori dei due o quattro stilo (in base a dove posizioniamo il deviatore).
Appena posso faccio una prova, in caso ci sia da modificare qualche valore, e ti faccio sapere.
Ciao
Mario

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Ciao Antonello scusa, mi ero

Ciao Antonello
scusa, mi ero dimenticato un particolare molto importante: il transistor deve essere corredato di apposita aletta di raffreddamento perchè sicuramente scalderà parecchio.
Ancora un'ulteriore info per quanto riguarda l'inserimento dei due condensatori elettrolitici: i condensatori hanno il compito di filtrare tutti i disturbi dell'alimentazione, un esempio è se utilizziamo la cella con della luce artificiale, otterremo una "stupenda" sinusoide raddrizzata ma non filtrata, infatti le lampade ad incandescenza e fluorescenti seguono l'andamento oscillatorio della rete. Nel caso vollessi utilizzarlo soltanto con il sole, si possono anche eliminare (per quello che costano direi che è meglio lasciarli ed avere la possibilità di caricare le batterie anche di sera mentre, magari, guardiamo la tv).
Ci risentiamo tra qualche giorno.
Ciao
Mario

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Mario, non so che dire,

Mario, non so che dire, grazie davvero!!
Ho guardato lo schema e non mi sembra molto complesso, non dovrebbe dare problemi, tanto più che i componenti li ho quasi tutti, dovrei comprare solo i diodi zener e il transistor, ma non è un problema. Innanzi tutto, sicuramente lascerò dove sono i condensatori, poi volevo chiederti un paio di cose: parto subito chiedendo se posso sostituire D4 con uno schkottky in5819: seguendo il consiglio che mi avete dato sopra li ho comprati, quindi volendo posso usarlo, se è più indicato.
Poi volevo informazioni su come dimensionare l'aletta di raffreddamento: ne ho una, anche quella recuperata da una scheda madre, che misura a occhio 5x4x0.5 cm, potrebbe essere sufficiente?
Infine, ma se non hai tempo non preoccupartene assolutamente, vorrei capire in che modo questo circuito blocca la carica, come funziona? Ma soprattutto: se dovessi assemblarlo, come faccio a rendermi conto se sta funzionando o no?
Ti ringrazio moltissimo e ti auguro buona serata!

Antonello

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Ciao Antonello innanzi tutto

Ciao Antonello
innanzi tutto puoi tranquillamente sostituire l'1n4004 con l'1n5819 che è più adatto all'uso.
Mentre per quanto riguarda l'aletta di raffreddamento, per utilizzare l'aletta che hai tu si dovrebbe sostituire il 2n1711 che ti ho indicato (che tra l'altro non so se si riesce a reperire ancora perchè è un po datato) con uno di caratteristiche simili ma in contenitore TO220 cioè quelli neri piatti con il forellino per poterli avvitare all'aletta di raffreddamento. Il 2n1711 monta una aletta "a corona" cioè circolare e va incastrata a tipo cappello.
Il circuito così com'è stato concepito, non fa altro che abbassare i 6 volt della cella a circa 0,8 volt in più della batteria, quindi se carichi due stilo (2,4 volt) la tensione che arriverà loro sarà di 2,4 più 0,8 che è uguale a 3,2 volt, ecco perchè c'è lo zener da 3,2 (che sicuramente non troverai, mi pare che il valore commerciale sia di 3,3 volt che va ugualmente bene), ovvio che girando il deviatore su 4,8 volt si avranno 4,8 più 0,8 che è uguale a 5,6 volt.
Non appena la tensione della batteria arriva a questi valori, non farà altro che rimanere sotto carica di mantenimento senza assorbire più di tanto, quindi niente pericolo di surriscaldamento o bruciature.
Resta inteso che appena posso proverò il circuito, anche perchè non sono sicuro del valore dei due zener, c'è la possibilità che bisogna aumentare il valore di 1 volt ciascuno, questa caduta di tensione di 1 volt potrebbe causarla il transistor. Basta misurare la tensione ai capi dello zener in uso per essere sicuri.
Se hai altre domande chiedi pure.
Ciao
Mario

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Ciao Mario, quindi se ho

Ciao Mario,
quindi se ho capito bene in realtà non è che il circuito stacca le batterie dalla carica, ma fa solo in modo che, una volta cariche, ricevano solo la tensione che serve per compensare un'eventuale piccola scarica, o comunque una tensione che possa essere facilmente dissipata, giusto? Siccome in un post precedente mi avevi nominato circuiti basati sui 555 mi ero immaginato qualcosa di più complesso, ma così va bene, anzi meglio, è di più facile realizzazione! Il valore di 0,8v è stato scelto per qualche motivo preciso o hai seguito il classico metodo spannometrico? te lo chiedo perché potrei dover realizzare un altro caricabatterie per pile da 9v, e saper dimensionare i componenti può tornarmi utile! :)
Comunque non preoccuparti di provarlo subito, posso aspettare, anche perché il clap-switch dell'altro tread mi un bel po' occupato!! :D Se ho un po' di tempo nel week end provo a realizzare il tuo schema, intanto ti ringrazio e ti auguro buona notte!

Antonello

ritratto di Marven
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Ciao Antonello si esatto, in

Ciao Antonello
si esatto, in effetti non stacca le batterie dalla carica, si limita a non superare il livello massimo di carica.
Per il valore di 0,8, diciamo che sono andato un pò a spannometro e un pò a ricordi del passato, rovistando nei meandri sperduti della mia memoria :-) sono riuscito a far riaffiorare qualche flebile ricordo, grossomodo dovremmo essere lì come valori, su una 9V credo si debba arrivare a 10,1V così come nelle batterie a 12V delle auto si arriva a 13,8V.
Per il clap-switch non ho più risposto perchè ho notato che eri in buone mani, Adriano si presta volentieri ed è molto competente.
Per quanto riguarda il 555, non è difficile che appena riesco a liberarmi da un po di impegni, preparo anche un circuito con questo integrato polivalente, così ci sarà più scelta e, magari, inserisco anche qualche controllo che stacchi le batterie in caso di guasti (o roba del genere, vedremo).
Ci risentiremo presto
Ciao
Mario

ritratto di Antonello.90
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Ciao Mario, sì in effetti

Ciao Mario,
sì in effetti Adriano e Ivan sono stati gentili e mi hanno aiutato molto col clap-switch, che adesso funziona!
Non ho ancora potuto provare lo schema che hai disegnato, ma l'ho riportato su Eagle CAD, per averlo a portata di mano se dovessi avere tempo. Mi sono messo anche a vedere la possibile disposizione dei componenti su una pcb, divertendomi a fargli fare l'autorouting: non è detto che non provi a realizzare la scheda di questo regolatore, mi sembra abbastanza semplice come circuito, con poche parti! E poi sono curiosissimo di provare la tecnica, mi sembra divertente, e anche più facile che usare una millefori, o sbaglio? :D
Buon week-end, a presto

Antonello

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Ciao Antonello vero! c'era

Ciao Antonello
vero! c'era anche Ivan nella discussione del clap-switch, non lo ricordavo. Mi fa piacere per te che il tutto funziona.
Per quanto riguarda Eagle CAD non so cosa risponderti perchè non lo conosco, questo che ti ho postato è il primo schema che disegno con Eagle e devo ancora imparare ad utilizzarlo al meglio, ad esempio non ho inserito tutti i valori perchè non ci sono riuscito, o meglio, inserendoli andavano a sovrascrivere i vari simboli e non riuscivo a spostarli... devo studiarlo meglio ma il tempo a mia disposizione è davvero ridotto in questo periodo.
Io di solito utilizzo una breadboard per fare le prove e, una volta definito e provato il prototipo, passo al circuito stampato, se ancora non hai una di queste board, te la consiglio perchè è utilissima.
Ciao
Mario

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Ciao Mario, forse in questo

Ciao Mario,
forse in questo posso ricambiare parte dell'aiuto che mi hai dato tu finora: c'è uno strumento, sulla barra di eagle, che si chiama "smash". Una volta selezionato clicca con il sinistro sul componente che vuoi "smashare" e vedrai che apparirà una crocetta: a quel punto il componente, il suo valore e il suo nome saranno separati e li potrai muovere e ruotare indipendentemente dal resto! Mi pare funzioni sia in modalità schema che pcb, e così eviti che la scritte e i disegni si sovrappongano!
La breadboard è stata una delle prime cose che ho messo nel mio piccolo kit di elettronica. E' davvero comda, infatti adesso il clap-sitch è lì, e posso fare tutte le prove che voglio! Per la mia prima pcb sicuramente c'è tempo, anche perché devo ancora capire alcune cose del procedimento, ad esempio cos'è lo stagno liquido e se sia indispensabile, ma sicuramente ci proverò prima o poi!!!
Spero di esserti stato utile con Eagle, buona serata,

Anto

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Ciao Antonello grazie,

Ciao Antonello
grazie, utilissimo, appena ho un'attimino proverò il tasto smash e, uno alla volta tutti gli altri casi :-).
Lo stagno liquido si utilizza nelle vasche di saldatura (di solito a livello industriale oppure per piccole produzioni), in pratica la basetta viene fatta galleggiare per pochissimi secondi in questo liquido, saldando contemporaneamente tutti i punti che sono senza vernice protettiva, non è quindi il nostro caso, noi saldiamo uno alla volta i vari punti utilizzando il comunissimo saldatore :), a questo proposito volevo far notare (a chiunque legge) che i vapori (o fumi) della saldatura sono nocivi, a breve scadenza per le persone allergiche e a lunga scadenza per le altre, quindi stanza areata e non mettiamoci con il naso subito sopra ciò che stiamo saldando. Sono in commercio degli aspiratori progettati proprio per questo scopo però è chiaro che verranno acquistati solo da chi utilizza lo stagno per tutta la giornata.
a presto
Mario

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Quindi serve proprio per

Quindi serve proprio per saldare, io pensavo fosse una cosa che serve a proteggere le piste appena fatte dall'ossidazione, nel caso in cui non si procedesse subito alla saldatura...
Fai bene a ricordare i possibili rischi, io sono sempre stato un fan della sicurezza quando si usano strumenti potenzialmente pericolosi. Infatti avendo sentito della potenziale nocività dei fumi di saldatura, mi sono sbrigato fin da subito a rimediare una vecchia ventola per pc e un pezzetto di filtro per cappe: non è potentissimo ma è una parvenza di aspiratore, se non altro allontana quel filo puzzolente di fumo dalla mia faccia!! Poi ovvio che chi usa il saldatore tutto il giorno debba usare filtri come si deve, ma per me che faccio solo qualche saldatura ogni tanto va benissimo la soluzione casalinga! :D E comunque ho visto che non c'è da scherzare neppure col flussante nello stagno: schizza e può essere pericoloso se arriva sul viso!
Saluti

Antonello

 

 

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