Home Forum Scrivi una domanda di elettronica cerco schema analizzatore di dispersione in impianto elettrico domestico

Questo argomento contiene 4 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Anonimo 2 anni, 5 mesi fa.

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  • #58666

    i2srm
    Membro

    Come da titolo, cerco schema, kit, strumento poco costoso, per ricerca guasti in impianto domestico. Da 1 mese circa in modo casuale mi scatta il salvavita, in media 1 volta ogni 12 h. Come individuare la ciabatta con apparecchi, la coppia di fili (magari dentro le canaline) interressati, ecc.? Come analizzare la dispersione o lo sfasamento introdotto da ogni singolo carico, e avere la somma “vista” dal salvavita?
    Col tester poco fa su una qualunque presa di casa, misuravo 0,7 V A.C. tra neutro e terra.
    TNX de i2srm Michele

    #71104

    Emanuele
    Keymaster

    Ciao Michele,
    non sono un elettrotecnico ma provo comunque ad aiutarti :)

    Se misuri la corrente di fase e quella di neutro queste devono essere uguali, se non lo sono, allora l’apparato disperde verso terra.

    Per effettuare queste misure potresti:

    1) utilizzare una pinza amperometrica
    2) utilizzare un tester in Corrente AC ponendolo in serie, quindi devi tagliare i fili, ad esempio della ciabatta.
    3) utilizzare una di quelle prese a basso costo che mostrano l’assorbimento a display

    P.S. 0,7Vac tra neutro e terra non credo sia un problema

    #71113

    i2srm
    Membro

    Proverò. Per ora dispongo solo di 2 tester ICE, uguali. Sarà duro apprezzare la discrepanza fra le 2 correnti, soprattutto quando si ha a che fare con grossi carichi; quanto alla fase non dispongo ancora di una pinza amperometrica (dovrò leggere qualcosa per capirne l’uso); ho letto in giro che su qualsiasi apparecchiatura, a seconda del senso d’inserimento rispetto alla presa, si ha più o meno sfasamento e logicamente si dovrebbe cercare d’inserire rispetto al minore letto. Ho anche letto che già con qualche PC fisso e accessori montati sulle rispettive “ciabatte” che putroppo non tagliano i 220 completamente, perchè magari dispongono di un semplice interruttore 1 via, si genera sfasamento che si traduce in dispersione: forse tutte queste concause aumenteranno la corrente di “fondo” di dispersione; a quel punto basta una goccia in più…
    Ho chiesto in giro anche su qualche altro forum; se avrò notizie, le comunicherò. Per ora grazie ancora. I2SRM Michele

    #71115

    linus
    Membro

    Si intende sfasamento quando la tensione sinusoidale non è in fase con la corrente, ovvero quando la sinusoide della corrente non combacia con quella della tensione, che non ha un nesso causale con la dispersione infatti chi ha scritto le norme ha utilizzato termini diversi che non hanno legami tra loro. Lo sfasamento può essere induttivo o capacitivo, in presenza di fenomeni magnetici, tipici dei motori o dei trasformatori, si hanno sfasamenti dove la corrente risulta in ritardo rispetto alla tensione, ciò viene rappresentato vettorialmente, l’angolo di sfasamento viene chiamato cos fi, in caso di fenomeni capacitivi invece succede il contrario, fortunatamente questi fenomeni si compensano tra di loro, per cui nel caso di fenomeni magnetici si utilizzano condensatori o batterie di condensatori per rifasare i carichi.

    Riguardo alle correnti di dispersione, queste vengono definite come correnti che fluiscono nel circuito di isolamento, vedi carcasse motori, lavatrici, ecc. creando una differenza di potenziale tra il conduttore neutro o il conduttore di fase e il conduttore di protezione.

    Per la misura dello sfasamento vengono utilizzati i cosfimetri, oppure si utilizzano dei wattmetri elettronici che misurano il cos fi, oppure ancora, si procede alla misura della tensione e della corrente, nonchè della potenza elettrica con un wattmetro e dividendo P/VI si ottiene il fattore di potenza.

    Per la misura della corrente di dispersione si utilizzano particolari amperometri differenziali che fanno un confronto tra la corrente passante del conduttore neutro e la corrente passante nel conduttore di fase. La prova può essere effettuata anche con una pinza amperometrica confrontando la corrente entrante con quella uscente.

    Il differenziale, detto volgarmente ‘salvavita’ fa un confronto tra le due correnti intervenendo quando viene superato il limite imposto dal costruttore o dalla taratura effettuata dall’utente, se questo supera la corrente differenziale per un determinato periodo.

    Un valore di tensione pari a 0,7 V, non risulta critico per poter affermare che nel circuito vi sia una tale dispersione che possa recar pericolo alle persone o alle apparecchiature.

    #71464

    Anonimo

    quando scatta il salvavita è perchè vi è una dispersione verso terra che supera 30 mA
    riferito a quelli delle abitazioni. in certi apparecchi vi sono dei filtri antidisturbo
    che hanno dei condensatori tra fase e neutro e qui non c’è nessun problema, ma vi è anche tra fase e massa e introducono una dispersione di qualche mA.
    mi è capitato di trovare differenziali che intervenivano a causa di prese nelle taverne in cui vi era umidità, comunque di solito quando si misura la corrente con un amperometro a pinza si usa un solo conduttore per effettuare la misura, se nella pinza
    si fanno passare i due conduttori e le correnti circolanti sono identiche lo strumento segna zero, solo in caso di dispersione verso terra vi è uno squilibrio in quanto la corrente di fase è leggermente superiore a quella che ritorna dal neutro e viene segnalata. l’unico problema è che gli amperometri a pinza normali hanno portate anche di 100 o più A e riescono a rilevare correnti superiori ad almeno a 0,1A
    per l’uso specifico esistono amperometri che riescono a rilevare anche i decimi di mA
    per cui è facile misurare le dispersioni degli impianti.
    io personalmente quando non avevo questo strumento avevo usato un toroide che viene usato negli interruttori industriali e avevo fatto passare tramite un variac una corrente da 1 a 200 mA e avevo misurato ai capi del toroide la corrispondente tensione
    e mi ero fatto una tabella per cui con un tester normale misurando i millivolt potevo calcolare che corrente corrispondente di dispersione dell’impianto, l’unico problema è che bisognava staccare i due fili infilare il toroide e riattaccarli.
    comunque in certi casi di difficile soluzione in cui vi sono piccole dispersioni a volte inevitabili è consuetudine dividere l’impianto di casa con due, tre o anche più differenziali in modo che è più facile in caso di intervento risalire alla causa e inoltre è più difficile che piccole dispersioni si sommino per superare i 30 mA

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