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Questo argomento contiene 6 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  rickymac 1 anno, 8 mesi fa.

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  • #59272

    rickymac
    Membro

    Salve a tutti,

    mi chiedevo se la certificazione IPC puo’ essere realmente un vero “asset” per un masterista.

    http://dc.ipc.org/html/designer-certification.htm

    Che io sappia in italia non c’e’ nessuna societa’ che fa gli esami IPC per designers, ma solo per la saldatura. Io faccio questo lavoro da 13 anni e la maggior parte delle cose che so l’ho imparata da solo, dagli errori, dai costruttori, ed anche dagli standard IPC che mi sono studiato.
    Questo tipo di certificazione ha un costo non indifferente che dovrei scucire di tasca mia, dato che l’azienda non è interessata (mai visto un corso di aggiornamento per i dipendenti, ad eccezione dell’obbligatorio primo soccorso). Pero’, se per esempio dovessi cambiare lavoro (estero incluso), avrei piu’ possibilita’ di trovarlo con la certificazione oppure non “gliene frega niente a nessuno”?

    Grazie

    #72202

    Emanuele
    Keymaster

    Ciao Ricky,

    anche io faccio questo lavoro da molto tempo (quasi 20 anni) e già molti anni fa ho iniziato ad inserire nelle offerte la conformità alla IPC 2221 per lo sbroglio e la IPC-A-610 per il montaggio, quindi il suggerimento che posso darti è quello di evidenziare queste tue conoscenze in fase di offerta e poi verificare se qualche cliente ti contesta il fatto che le IPC le conosci solo ma non hai il certificato.

    A patto che il cliente ne conosca l’esistenza…..

    P.S. se poi vogliamo fare un discorso tecnico, immagino saprai che il famoso grafico “conductor width” della IPC 2221 prelevato dalla MIL-STD-275 si è rivelato errato!!!

    Insomma per +50 anni ci si è basati su documentazione errata!!

    #72203
    Piero Boccadoro
    Piero Boccadoro
    Partecipante

    Posso fare una proposta?
    Perchè non ne parliamo in un articolo?
    Credo sarebbe utilissimo approfondire questo argomento specie per quelli tra noi che hanno poca esperienza o ne sanno poco…

    #72204

    Emanuele
    Keymaster

    Si, già me lo ero appuntato. Volevo parlarne anche al Better Embedded ma non c’e stato il tempo….

    #72205
    Piero Boccadoro
    Piero Boccadoro
    Partecipante

    Bene così, allora :D
    Abbiamo un altro articolo Premium già in scaletta :D

    #72312

    rickymac
    Membro

    Grazie Emanuele e Piero,

    ho gli standard qui davanti a me (oltre alla 2221a ho anche la IPC-T-50H e IPC-D-325A), diciamo che le cose principali le ho “assorbite” col tempo e l’esperienza, quindi li consulto piu’ per verifica durante le varie fasi del progetto. Cerchero’ di porre un po’ piu’ di enfasi su queste normative nel mio cv, anche se non sono certificato mi sembra utile che il cliente sappia che non sono un semplice “connect-the dots-guy” :)
    Mi e’ capitato di leggere qualche annuncio (soprattutto in inghilterra) in cui c’era la richiesta della cerificazione, ma sono molto rari in effetti…vi è piu’ attenzione per l’esperienza maturata sui vari software di sbroglio (che dev’essere verificata in sede di colloquio o con referenze). Diciamo che le due cose si completano, penso dipenda anche dal sistema di qualita’ interno all’azienda.

    Per la larghezza delle piste ho sempre usato un calcolatore software, ma ora che me lo dici mi vado a vedere la tabella incriminata :) (è quella a pagina 38?)

    #73241

    rickymac
    Membro

    Salve a tutti,

    alla fine mi sono certificato, sono CID (certified interconnect designer). Sono passati quasi due mesi (il tempo vola!). Il corso di due giorni prima dell’esame è stato molto interessante, e l’intero contesto entusiasmante e d’ispirazione per chiunque lavori in campo elettronico. Ho scelto di volare a San Diego all’IPC apex expo, facendo due conti il costo del solo corso in Europa, sommando le tasse, è uguale se non superiore a quello del volo a/r per San Diego+corso americano, ed in piu’ c’era questa fiera spettacolare di altissimo livello con workshop, corsi ed esposizioni. Ottime occasioni di networking con altri designers verso un mercato (quello americano) che ha si risentito della crisi, ma appare sempre molto piu’vivace di quello europeo…L’esame era tosto di suo, ma a rendere le cose piu’ complesse e’ stata la semantica delle domande che traeva in inganno anche i madrelingua (quindi, e’ necessario un buon livello di comprensione dell’inglese), e in ultima analisi era una beta-class, abbiamo studiato su un testo completamente rivisto rispetto al passato e le 50 persone che hanno partecipato sono state le “cavie” per il nuovo corso ed esame CID aggiornato. I feedback che abbiamo dato agli insegnanti finiranno nel testo definitivo che andra’ a pieno regime entro l’anno. Se qualcuno avesse domande mi scriva qui sul forum o in pvt, saro’ ben lieto di rispondere!

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