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Funzionamento sensori pick-up motore

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ritratto di alexm90
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ciao a tutti,
avrei bisogno di acquisire con un microcontrollore la velocità di rotazione di un albero.. ho recuperato la ruota fonica e il sensore (pick-up) provenienti dal motore di una motocicletta (kawasaki zx6r 2003)
purtroppo però non riesco a capire come interfacciare il sensore..
il sensore ha due pin, ho pensato che si possa trattare di un sensore hall, ma non ne sono sicuro.
sul manuale d' officina mi vengono date solo queste informazioni:
- resistenza sensore albero motore : 460-470 ohm
- tensione di picco sensore albero motore: 2 volt o superiore
qualcuno ha qualche idea da darmi su come poterlo interfacciare?
grazie mille a tutti

ritratto di lucagiuliodori
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Ciao alexm90, con così poche

Ciao alexm90,

con così poche indicazioni sulle caratteristiche tecniche del sensore è difficile da dirsi.

Visto che hai solo due pin e che le caratteristiche parlano di tensione e di resistenza puoi procedere in questo modo per capire come funziona: prova a misurare con un oscilloscopio (se non ce l'hai puoi provare con un multimetro ma non so se riesci a vedere qualcosa) l'uscita del sensore al girare dell'albero motore. Dovresti ottenere impulsi con ampiezza pari a 2 volt che corrispondono al passaggio della ruota fonica sul sensore pick-up. Se è così a questo punto è relativamente facile far catturare questi segnali da un microcontrollore, interfacciandolo magari con un hardware opportuno per portare i livelli di tensione del sensore a quelli del microcontrollore.

Se non attieni nulla sull'oscilloscopio probabilmente la grandezza da misurare è un'altra e visto che nelle caratteristiche del sensore si parla di resistenza molto probabilmente si tratta proprio di quella e a questo punto l'hardware per interfacciare il sensore sarà differente.

Dubito fortemente sulla seconda ipotesi, prova a fare la misurazione che ti ho detto e poi vediamo.

Facci sapere.
Ciao!

ritratto di alexm90
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ok ho seguito il tuo

ok ho seguito il tuo consiglio.. quello che vedo sull' oscilloscopio però mi lascia un po perplesso.. si tratta di 3 onde sinuosoidali, l' ampiezza è di circa 2 volt.. ma queste 3 onde si intersecano continuamente

ritratto di alexm90
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e se cambiasse la sua

e se cambiasse la sua resistenza? se ci mettessi una resistenza in serie e alimentassi i capi, misurando la ddp tra la resistenza e il sensore?
un partitore resistivo in pratica.. ma come dimensiono l' altra resistenza? la metto dello stesso valore del sensore? (il valore che mi porta il manuale d' officina).. e la tensione di alimentazione? scelgo arbitrariamente 5 volt (12? essendo di derivazione automotive)... io non so quanta corrente può scorrere nel sensore

ritratto di lucagiuliodori
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Ma aspetta un attimo: avendo

Ma aspetta un attimo: avendo il sensore solo due fili, tu hai collegato una sola sonda dell'oscilloscopio giusto?! (massa su un filo e segnale sull'altro) e vedi 3 onde sinusoidali?! mi sembra una cosa strana avere con una sola sonda e 3 onde sinusoidali...forse non ho capito bene.

ritratto di alexm90
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esatto! per questo mi ha

esatto! per questo mi ha lasciato un po perplesso.. comunque, oggi faccio un video e lo posto su youtube

ritratto di alexm90
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mea culpa! aumentando al base

mea culpa! aumentando al base dei tempi, quella che appariva come una sovrapposizione di 3 onde, ora appare come una sola, chiarissima onda sinuosoidale, con ampiezza di circa 2 volt.
mi potresti spiegare come mai questa cosa? non ho ancora seguito il corso di misure, quindi diciamo che non sono proprio ferrato
a questo punto per interfacciare il sensore al micro, va bene un comparatore di tensione?
o forse devo usare un comparatore a finestra?
la tensione di riferimento come la scelgo? tenendo conto che l' ampiezza è circa 2 volte, la fisso a 1 volt arbitrariamente?

ritratto di lucagiuliodori
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Ciao alexm90, allora, se sei

Ciao alexm90,

allora, se sei sicuro che il settaggio dell'oscilloscopio è stato fatto nel modo corretto (non vorrei che le tre onde ci sono comunque ma ora, avendo regolato la base dei tempi, non le vedi...anche se continuo a pensare che di onde ne dovresti vedere sempre e comunque una visto che usi una sola sonda) la mia ipotesi è che il sensore che stai usando è di tipo induttivo e le onde che vedi sono dovute al passaggio del materiale ferromagnetico della ruota fonica sul sensore di pick-up costituito da un induttore o spira (http://it.wikipedia.org/wiki/Ruota_fonica).

Se queste ipotesi sono valide, il principio su cui si basa il sensore induttivo è la Legge di Faraday, per cui la forza elettromotrice (la tensione) ai capi della spira è l'opposto della variazione del flusso magnetico del campo. Quindi, nel tuo caso, la forma d'onda sinusoidale è dovuta alla rotazione del materiale ferromagnetico sul sensore e dovresti vedere che l'onda sinusoidale aumenta il suo valore massimo all'aumentare della velocità.

Quanto ti ho detto è scaturito da un mio ragionamento quindi: ti torna se fai una prova pratica? Poi vediamo come realizzare un probabile circuito elettrico per interfacciarci con il sensore.

Facci sapere.
Ciao!

ritratto di alexm90
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ho appena eseguito una

ho appena eseguito una verifica più precisa:
l' ampiezza è esattamente 2 volt, precisi precisi, va da + a - 1 volt
l' ampiezza è sempre costante, e non è legata alla frequenza

ritratto di lucagiuliodori
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Bene alexm90, quindi hai una

Bene alexm90,

quindi hai una sinusoide che ha l'ampiezza che varia da +1 volt a -1 volt e la sua frequenza dipende dalla velocità, giusto? Le ipotesi che ho fatto precedentemente sull'ampiezza del segnale non erano corrette, rimane comunque valido il fatto che la frequenza dipende dalla velocità.

Un circuito semplice semplice per poter "digitalizzare" questo segnale può essere proprio quello che hai suggerito tu qualche post fa, ossia un comparatore di tensione che può essere realizzato collegando il sensore sull'ingresso positivo dell'operazione e il riferimento di tensione (magari collegato alla massa del circuito vista la forma del segnale) sull'ingresso negativo dell'operazionale. In questo modo avrai in uscita dell'operazione un'onda quadra che avrà frequenza pari a quella del segnale del sensore e che assumerà il valore "+ V" quando il sensore restituisce una tensione positiva e il valore "0" (o - V, a seconda se usi una tensione di alimentazione duale o meno) quando il sensore restituisce una tensione negativa.

Se metti questo segnale in ingresso ad un microcontrollore ti sarà facile ricavare la velocità, contando magari il numero di impulsi al secondo e facendo i dovuti calcoli.

Se poi vuoi raffinare ancora il circuito puoi condizionare ancor il segnale del sensore mettendo, prima del comparatore, altri operazionali configurati opportunamente che vanno ad aggiustare ulteriormente il segnale (per esempio lo puoi traslare in modo che non hai tensioni negative o amplificare per portarlo alla tensione del microcontrollore).

Se vuoi "risparmiare" sugli operazionali (non tanto per il costo ma quanto per la costruzione del circuito), ci sono alcuni microcontrollori che hanno già delle periferiche che sono dei veri e propri comparatori. Con questi non potrai modificare l segnale ma se ti "accontenti" della prima soluzione che ti ho suggerito vanno più che bene.

Facci sapere.

ritratto di alexm90
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a me interessa avere un onda

a me interessa avere un onda quadra proporzionale alla frequenza, in modo da poter far scattare un interrupt ad ogni fronte di salita.. contando il tempo tra due interrupt, calcolo la velocità angolare.
lo schema è semplicemente questo ?

ovviamente l' operazionale non andrà alimentato in tensione duale, giusto?
l' uscita dell' operazionale la posso collegare direttamente al micro, o necessito di una resistenza di pull-down (dipende dall' operazionale che userò?)

ritratto di alexm90
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se il sensore si trovasse in

se il sensore si trovasse in ambienti rumorosi, che accorgimenti posso adottare per falsare le misure? utilizzare un cavo schermato basta? in tal caso, solo un estremità della schermatura va collegata a massa, vero?

ritratto di lucagiuliodori
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Ciao Alexm90, si, il circuito

Ciao Alexm90,

si, il circuito più semplice è quello mostrato da te nella figura; in questo caso ai un onda quadra che commuta da "0" a "1" e viceversa, quando l'onda sinusoidale del sensore passa per lo "0". In questo caso non dovresti avere problemi se hai l'onda negativa in ingresso all'operazione anche se il tuo circuito funziona con tensioni positive.

Per quanto riguarda il rumore innanzitutto ti consiglio di adottare un cavo di lunghezza la più corta possibile, per ridurre al minimo l'accoppiamento del rumore con il segnale; l'utilizzo del cavo schermato ti aiuta a ridurre il rumore quindi se lo vuoi utilizzare non c'è problema. Se vuoi una soluzione più "raffinata" potresti utilizzare, prima del comparatore, un altro operazionale in configurazione differenziale e in cui ci connetti entrambi i fili del sensore; in questo modo il rumore, potendolo considerare un segnale di modo comune, verrà ridotto. Attenzione, in questo caso devi adottare un amplificatore operazione con un CMRR adeguato e in questo caso il circuito si fa più complesso. Tutto dipende dalla precisione che vuoi adottare e dalle spese che puoi affrontare.

Comunque credo che, visto che digitalizzi il segnale utilizzando come discriminante 0 volt e visto che il segnale va da +1 V a -1 V, credo che con delle piccole accortezze hardware e software riesci ad ottenere comunque buoni risultati. Tieni presente che se conti un impulso in più su un minuto di campionamento per esempio, la misurazione della velocità non sarà soggetta ad un grande errore.

ritratto di divivoma
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Per quanto riguarda il

Per quanto riguarda il rumore...si la schermatura ci può stare.. ma di solito si usano i comparatori a soglia variabile.. non so se ne hai mai sentito parlare... comunque praticamente questi comparatori permettono di cambiare il livello della soglia nel momento in cui c'e la prima commutazione, infatti in quel preciso istante la soglia viene innalzata evitando delle false commutazioni..

Dopodichè la soglia si riporta al valore iniziale una volta che il segnale in ingresso ha superato una certa escursione di tensione (e quindi non può essere rumore :) )..ad ogni modo ti consiglio di non trascurare quest'evenienza perchè magari riesci anche a risolvere la schermatura..(se nn sei in ambito industriale !!)
Ti lascio qualche riferimento didattico (come faccio di solito :) )

Il nome giusto è comparatore con isteresi o a soglia variabile..ci sono più scheme..intanto ti puoi leggere il wiki poi se vuoi approfondiamo..ciao

http://it.wikipedia.org/wiki/Amplificatore_operazionale#Comparatore_con_isteresi

ritratto di lucagiuliodori
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Si esatto, visto che devi

Si esatto, visto che devi digitalizzare il segnale puoi usare un comparatore con isteresi come quello suggerito da divivoma e così ti si semplifica lo schema, sempre che il rumore che è sovrapposto al segnale non è tale da rendere irriconoscibile il segnale.

Riesci a fare delle misure in merito e dirci di che entità è il rumore? Perchè magari e sufficiente un semplice comparatore senza isteresi e con il valore di riferimento fissato al valore medio dell'onda.

Facci sapere.

ritratto di alexm90
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ok, chiarissima la

ok, chiarissima la spiegazione!
ricapitolando, utilizzo come primo stadio questo:

La tensione in uscita dovrebbe essere di 4 volt, perchè Vo= (R1/R4)*(V2-V1)
i valori delle resistenze le ho scelti arbitrariamente, sono troppo alti? o troppo bassi? li ho scelti in modo da rispettare il rapporto di 2:1
per quanto riguarda il secondo stadio, aggiungerei semplicemente questo:

come operazione ho scelto l' LM358, perchè già lo ho disponile.. credi possa andare bene?
in questo caso, mi è parso di capire leggendo il datasheet che non è necessaria una resistenza di pull-down in uscita

ritratto di lucagiuliodori
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Rieccomi qua, allora, si il

Rieccomi qua,

allora, si il circuito è esattamente come l'avevo pensato io: un differenziale che ha in ingresso il sensore e in uscita è collegato ad un comparatore.

La tensione di uscita non è proprio di 4 volt ma avrai una tensione che va da +2 volt a -2 volt e poi il comparatore farà il resto.

Non conosco bene l'LM358 ma credo che il valore delle resistenze vadano bene, solo che ti conviene sostituire il valore dei 5 kOhm con una 4.7 kOhm perchè non so se riesci a trovarle da 5.
Per l'uscita degli operazionali se sul datasheet c'è scritto che non serve la resistenza di pull-down non ce la mettere.

Prova ad implementarlo su una basetta sperimentale o mille fori e facci sapere come va. Per simulare il rumore o lo metti nell'ambiente rumoroso oppure ti costruisci prima un'altra parte di circuito che somma al segnale del sensore un segnale che simula il rumore bianco.

Facci sapere.

ritratto di lucagiuliodori
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Ops hai ragione, la tensione

Ops hai ragione, la tensione va da 0 a 4 volt, ho calcolato male :)

ritratto di alexm90
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nulla purtroppo non

nulla purtroppo non funziona
all' uscita ho sempre una linea piatta su 0
se però punto la sonda dell' oscilloscopio tra il primo e il secondo stadio, vedo solo la semionda positiva.. la semionda negativa viene sostituita da un valore costante su 0
la cosa strana è che l' ampiezza della semionda positiva non è di 4 volt

ritratto di lucagiuliodori
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Ahimè la fretta è sempre

Ahimè la fretta è sempre cattiva consigliera e prima a me (visto che ero di fretta) a suggerito male :)

Avevo intuito giusto: la tensione di uscita oscillerà tra i +2 volt e i -2 volt, infatti un amplificatore differenziale fornisce in uscita la differenza tra i due segnali di ingresso (V+ e V-), moltiplicata per una costante (http://it.wikipedia.org/wiki/Amplificatore_differenziale) che rappresenta il guadagno di modo differenziale. C'è anche un guadagno di modo comune ma nel tuo caso deve essere il più basso possibile così che ti abbassa il rumore (CMRR alto). Gli amplificatori operazionali il guadagno di modo differenziale più alto di quello di modo comune ma nel tuo caso ne devi scegliere uno con un guadagno di modo comune molto molto basso.

Nel tuo caso la differenza tra gli ingressi "V+ - V-" (o meglio la differenza tra i due ingressi visto che nello schema ci sono le due resistenze R3 e R4) è proprio la tensione del sensore "Vs", quindi questa verrà moltiplicata per 2 che è il guadagno del circuito così progettato. Ora, non conosco che tipo di alimentazione hai usato ma credo che hai alimentato gli operazionali con la sola tensione positiva, motivo per cui in uscita dal primo stadio vedi solo le semionde positive e al posto di quelle positive vedi lo "0".
Per quanto riguarda il secondo stadio sembra come se avessi collegato l'uscita del primo stadio sull'ingresso V- del comparatore, infatti se così fosse, avrai che la tensione su V- sarà sempre più alta della tensione su V+ (quando c'è la semionda positiva è sicuramente più alta perchè maggiore del riferimento a massa, quando a zero probabilmente è leggermente più alta del riferimento a massa) e quindi, non avendo una tensione di alimentazione duale, anzichè vedere la tensione negativa, vedi "0" (problema simile al primo stadio).

A questo punto, considerando che lavori solo con alimentazione positiva, puoi aggiungere un ramo con una resistenza ben dimensionata all'ingresso V+ e con una tensione costante (magari la realizzi con un partitore), in modo da sommare questa tensione costante al segnale risultante e portare quindi il segnale di uscita tutto positivo (devi dimensionare bene resistenza e tensione costante; i calcoli sono semplici, basta che segui la logica del sommatore, chiaramente unita a quella del sottrattore già adottata). A questo punto cambi la tensione sul V- del secondo stadio e non metti più la massa (altrimenti avrai di nuovo la situazione in cui hai sempre un valore di tensione costante) ma ci metti il valore di tensione pari a Vmax/2, dove Vmax è il massimo valore assunto dal segnale di uscita al secondo stadio.

Fammi sapere, così dovrebbe funzionare.

ritratto di divivoma
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mmm luca secondo

mmm luca secondo l'amplificatore in questione va anche compensato...? altrimenti possono esserci problemi di stabilità... al momento nn ricordo bene quand' è che bisogna compensare però...vado a vedere un pò e nel caso ci confrontiamo..!
Ovviamente però credo che il tutto dipenda anche principalmente dalle frequenze a cui si vuole andare a utilizzare l'amplificatore...percui raga occhio al diagramma di Bode e sopratutto alla frequenza critica..(omega c), ossia quella in cui il guadagno a catena aperta è pari a 1 ! ( non mi fate dire anche la def. di margine di fase e margine di guadagno dai .. secondo me la sapete sicuramente ;) !! )

Ciao

ritratto di lucagiuliodori
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Ciao divivoma, si, quello che

Ciao divivoma,

si, quello che dici è giusto ed è sempre sempre tenerne conto! In questo caso non mi sono soffermato su queste problematiche perchè ho fatto l'assunzione (forse sbagliandomi) che il segnale in questione non avesse frequenze elevate tali da richiedere una compensazione o da valutare i punti di instabilità dell'operazionale con la caratteristica di trasferimento dell'operazionale in funzione della frequenza.

Generalmente un operazionale, se retroazionato nel modo corretto, lavora bene con frequenze dell'ordine dei Khz o dei Mhz (facendo sempre riferimento alle frequenze di lavoro degli operazionali, ci sono quelli che lavorano anche a frequenze più alte). Chiaramente le mie sono valutazioni forse un po troppo "ad occhio" ma alle volte fa comodo avere una visione più approssimativa del progetto senza dover tirar giù pagine di teoria.

ritratto di divivoma
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eh ma purtroppo.. la colpa

eh ma purtroppo.. la colpa mica è della teoria... ma del fatto che altrimenti le cose possono funzionare si.. ma un pò "a caso".. è vero il lato empirico ci sta tutto..ma il mio intento era quello di far scaturire interesse anche in qualcosa di più approfondito in modo tale da avere trovare soluzioni più robuste anche per i progetti futuri...
Poi se vi annoia la teoria..allora non so che dirvi..sta di certo che non è che ci sia chissà che da sapere in questo caso...

Il diagramma di bode c'è l hai... il guadagno di cui parlavate prima -R2/R1 è quello a CATENA APERTA... quello a catena chiusa è un altro... e lo si può ricavare dal diagramma di bode stesso... ;) m pare sia 1/1+T ..ma devo verificare...

ritratto di lucagiuliodori
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No, la teoria non mi annoia

No, la teoria non mi annoia affatto anzi, una cosa per poterla utilizzare devo prima capirla e bene, altrimenti sono diffidente nell'usarla, sia per un fatto di "certezza" su cosa sto facendo ma soprattutto per un fatto di curiosità e conoscenza.
Quando parli di diagrammi di Bode, retroazione, guadagno a catena aperta o chiusa, ecc... so di cosa stai parlando e all'università è stato uno degli esami tanto belli quanto sudati ma il mio intento non era quello di "snobbare" la teoria o dire che è "noiosa", ma era quello di dire che forse alle volte, se già si è lavorato con questi dispositivi, è anche bello quanto utile saper essere un po' empirici per poter realizzare progetti in poco tempo e con una manciata di calcoli.

Chiaramente se il progetto richiede specifiche molto stringenti è necessario se non indispensabile ricorrere a tutta la teoria possibile (immagino per esempio agli strumenti di misura), ma come nel caso di questo post credo che saper approssimare sia una cosa utile: non credo che l'intento di questo progetto sia quello di misurare la velocità con una precisione elevata, piuttosto quello di realizzare una sorta di tachimetro che misura con una buona approssimazione la velocità (mi sbaglio alexm90?!).

Quindi, la teoria è bella e allo stesso tempo indispensabile in certi contesti quanto affascinante, ma alle volte è utile far uso dell'esperienza (anche se poca).

Abbiamo vedute diverse ma in fondo è il diverso che arricchisce :)

ritratto di divivoma
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Concordo... in fondo anche a

Concordo... in fondo anche a me piacerebbe poter fare esperienza... soltanto che ho pochi mezzi a disposizione..per non parlare del tempo poi.. comunque non volevo dirti che "snobbi" la teoria figurati...
Però è sempre tutto più bello quando, conti in una mano , saldatore e strumentazione nell'altra..vedere che tutto o quasi tutto funziona..e ovviamente non ottenere i stessi risultati che si ottengono nei conti quasi sempre "ideali" nonostante i mille modelli che si possono fare...purtroppo mi non ho potuto fare un esame che mi avrebbe consentito di imparare molto sul campo... e soprattutto con un prof. come quello che ritroviamo a padova che è davvero un mostro.. diciamo che a tale corso ho preferito un corso meno pratico ma più avanzato nel design tecnologico...aihmè però fare l'analog designer oggi giorno in italia è quasi impossibile...e il dottorato poi è una scelta drastica se vuoi rimanere in italia!

Spero che comunque siamo stati di aiuto a alexm90 cosi che riuscirà meglio nel suo intento e che non l'abbiamo annoiato più di tanto, anche perchè mi diceva che lui sta studiando ancora quindi..in realtà quello più fresco in merito alla teoria potrebbe essere proprio lui !!

PS. hai ragione se non ci fossero le diversità si imparerebbe senza confronto...! il che sarebbe davvero un dramma..

Ciao

ritratto di lucagiuliodori
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Si infatti, tempo e mezzi

Si infatti, tempo e mezzi molto spesso scarseggiano (soprattutto il primo). Io ho la "fortuna" di lavorare in un'azienda in cui posso sia toccare con mano sia fare teoria (anche se poca, vista l'equazione troppo spesso tenuta in mente: tempo=soldi); non avrei mai potuto iniziare a giocare con gli oscilloscopi o con gli analizzatori di spettro se stavo a casa, ahimè questi strumenti hanno costi elevati e che non sono alla portata di tutti.

Purtroppo o per fortuna (in fondo il bello di una scoperta sta proprio nella ricerca) anche la teoria che studiamo è un approssimazione della realtà (per esempio le equazioni di Maxwell sono un approssimazione di leggi più "generali" come quelle della meccanica quantistica o relativistica) quindi pensare che tutto funzioni alla perfezione è una cosa quasi impossibile. Se poi aggiungiamo che nella progettazione si adoperano modelli che sono a loro volta un'approssimazione dei componenti reali (per esempio i componenti parassiti rare volte vengono considerati), già si capisce come alle volte in teoria tutto funziona ma poi ahimè la pratica ci smentisce :)

Tornado ad alex90 (altrimenti Emanuele ci banna :) ), sei riuscito a trovare qualche risultato utile?

Facci sapere.

ps: una volta non ricordo chi, forse un professore, mi disse "l'ingegnere non fa i calcoli precisi, bensì approssima per poter realizzare ciò che conosciamo in teoria" :)

ritratto di vijay deep bhatt
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La teoria non è mai noioso.

La teoria non è mai noioso. Sono d'accordo con luca. e direi che avere la teoria sempre chiaro in mente rende il lavoro interessante progetto. e ci danno più soluzioni rispetto alla banale.
La teoria è noiosa forse a causa del professore, ma se avete professore come il professor Lewin del MIT per la fisica si inizierà ad amarla. e lo uso tutta la vita. Vorrei raccomandare a guardare queste lezioni a tutti i professori di come lavora duramente per rendere gli studenti a comprendere.

ritratto di lucagiuliodori
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Ciao alexm90, ci sono novità

Ciao alexm90,

ci sono novità per questi sensori? Sei riuscito a contare il numero di impulsi provenienti dal sensore e quindi a calcolare la velocità?!

Facci sapere.

Ciao!

ritratto di alexm90
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dal punto di vista del

dal punto di vista del condizionamento del segnale mi sono fermato un attimo, per dare un attimo spazio allo studio dell' icd2 e del pic che utilizzerò per l' applicazione.. essendo la prima volta che utilizzo questi dispositivi nello specifico sto procedendo un po a rilento, causa anche gli impegni universitari che sono "andati a regime"
appena potrò, posterò gli sviluppi
comunque, grazie a tutti!

ritratto di lucagiuliodori
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Ciao alexm90, l'icd2 è

Ciao alexm90,

l'icd2 è facilissimo da usare: basta che colleghi i cinque pin dell'icd2 (in realtà ne vedi sei ma c'è il pin LVP per la programmazione in "Low Voltage" che può essere usato solo con particolari microcontrollori e che, se non hai esigenze particolari, puoi anche non usarlo) ai corrispondenti pin del microcontrollore e solitamente sono:
- Vdd e Groung li colleghi ai pin di alimentazione del micro.
- MCLR/Vpp lo colleghi sul pin dove vedi scritta la stessa sigla (di solito è lo stesso pin dove c'è il master clear MCLR).
- Il pin PGC è il clock per il bus di programmazione e sul microcontrollore puoi trovare diverse nomenclature, come per esempio "ICSPCLK" o "PGC" (comunque non è difficile da trovare, si capisce facilmente e sul manuale del micro dovresti trovare indicazioni in merito).
- Il pin PGD è il bus dati per la programmazione e sul microcontrollore puoi trovare diverse nomenclature, come per esempio "ICSPCLK" o "PGD" (anche per questo pin non è difficile da trovare, si capisce facilmente e sul manuale del micro dovrebbe essere indicato).

Se la tua applicazione non richiede grandi potenze per funzionare puoi provare ad alimentarla direttamente con l'icd2 (devi andare sulle impostazioni dell'icd2 dell'mplab e abilitare l'alimentazione tramite icd2; fai attenzione a settare il voltaggio giusto!!!).
Ricorda che l'icd2 lo puoi usare sia come debug sia come programmatore.

Riguardo l'icd2 ti do un'altra dritta: la microchip fa la rottamazione degli icd2 per passare all'icd3, che è molto più performante in termini di velocità e di debug e supporta tutti i microcontrollori.

Per quanto riguarda il micro che stai utilizzando, se mi dici che micro è ti posso dare delle dritte anche su quello e comunque non è difficile iniziare a programmare con i PIC.

Facci sapere.

 

 

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