Home Forum MARCATURA CE Iter per mettere in commercio un progetto, test da fare, documenti da presentare e certificazioni da ottenere

Questo argomento contiene 6 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Leonardo.Nitore 3 mesi, 1 settimana fa.

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  • #60743

    Elby
    Partecipante

    Apro questa discussione sperando possa interessare i professionisti del settore per avere informazioni circa l'iter che un progettista dovrebbe fare per poter realizzare e vendere un proprio progetto in particolar modo qualora si tratti di un singolo prodotto su commissione (esempio un singolo sistema di automazione) o al limite prodotto in un numero estremamente limitato di copie. A questo aggiungerei poi i possibili costi che dovrebbe affrontare e che possono poi scoraggiare il procedere nella commercializzazione del prodotto in quanto troppo dispendiosa dal punto di vista dei test ufficiali e delle certificazioni. 

    Mi auguro vogliano intervenire i professionisti del settore che si sono effettivamente scontrati con il problema per dare un'idea chiara sull'iter da seguire dall'idea all'oggetto realizzato. 

     

    #75692
    Piero Boccadoro
    Piero Boccadoro
    Partecipante

    Sicuramente Emanuele sarà in grado di dare un contributo importante.

    #75693

    Emanuele
    Keymaster

    La domanda è un po’ generica, in quanto molto dipende dal settore di applicazione. E’ un po’ come chiedere quanto costa un auto e qual’è l’iter per realizzarla. Avrei bisogno di maggiori informazioni.

    Puoi specificare meglio il settore di applicazione, il tipo di progetto da realizzare, i quantitativi previsti, la certificazione richiesta (oppure i Paesi dove si intende commercializzarlo) e tutte le altre info che possiedi.

    #75694
    Piero Boccadoro
    Piero Boccadoro
    Partecipante

    Provo ad aggiungere un elemento: la realtà che vuole produrre che cosa intende fare? Comprare componenti e assemblarli, testarli ec soì via dicendo oppure produrre tutto in casa da zero?
    Quanti e quali sono, eventualmente, i soggetti esterni coinvolti? Di cosa si occupano?
    Rimanendo sull’esempio dell’auto, per capirci, la FIAT non fa in casa i tergicristalli ma li compra.
    Non so se rendo l’idea..

    Lo chiedo soprattutto perchè l’indicazione sul progettista è un po’ vaga rispetto al fatto che se c’è una commissione, c’è un committente, allora non è solo il progettista che progetta ma chi commissiona che vuole commercializzare.

    #75695

    Elby
    Partecipante

    Effettivamente sono stato troppo generico. Fino ad oggi ho sempre fatto progettazioni di sistemi di automazioni nel settore navale come dipendente per aziende di carpenteria navale. Essendo il settore navale gestito da propri codici e regolamenti (nonchè da pirati e banditi!) , le norme terrestri vengono in gran parte ignorate in nome di quelle marine. In tutti i progetti fatti quindi ho sempre dovuto tener conto delle norme Bureau Veritas e la certificazione finale del prodotto veniva fatta sul sistema meccanico-elettronico e non elettromeccanico (spero sia chiara la differenza). In pratica interessava che la parte meccanica rispondesse alle direttive navali tramite il sistema elettronico ma nulla di più. Tra l'altro in questi settori la CE non viene quasi mai considerata perchè i clienti sono sempre residenti nelle isole Cayman!

     

    Dato l'attuale periodo in cui il settore navale è definitivamente fermo (e come lavoro dipendente nel settore elettronico non si trova nulla salvo aver l'esperienza di chi ha lavorato gli ultimi 20 anni in Siemens!) ho deciso di cercare alternative e pensavo quindi di mettermi in proprio sfruttando il mio laboratorio allestito a Latina e scontrandomi però con tutta una serie di dubbi e problemi che non riesco a districare per cercare di restare nei regolamenti. 

    Il dubbio principale che mi pongo è il seguente:

    Diciamo che ho intenzione di realizzare un sistema di automazione comandata da microcontrollore che gestisca 3 driver per motori passo passo (che sono montati su una qualche meccanica tipo stampante 3d o macchina pick & place oggi tanto di moda). Il tutto dovrebbe avere poi un display di visualizzazione ed una pulsantiera capacitiva. Infine sarebbe interessante valutare la possibilità di creare un sistema per interfacciare l'automazione con Android (non so ancora se con trasmissione BT o WF perchè credo che quest'ultima condizione faccia qualche differenza sulle EMC). Un sistema di questo tipo, a seconda del filmware può essere impiegato per realizzare mille e più movimenti, dalle porte automatiche ai meccanismi per movimentare TV o macchine automatizzate.

    Dato che a questo punto una volta progettato, realizzato e testato dovrebbe essere venduto, il problema si pone su cosa è necessario fare per mettersi in regola con le leggi italiane per evitare problemi. 

    Cosa è necessario fare se per esempio il cliente è solo uno ? sarebbe impensabile pensare di dover sopportare il peso di tutti i test necessari alla messa in commercio di un prodotto industriale e farla gravare su un unico cliente. Non mi è quindi chiaro se c'è un limite minimo di vendite da considerare per riuscire a rientrare almeno dei costi delle certificazioni e quali dovrebbero essere queste in funzione di un prodotto come quello descritto. O se per lavori del tipo "artigianato tecnologico" si possano evitare (non riuscirei ltrimermi a spiegarmi tutti i piccoli laboratori di stampanti 3d nate negli ultimi tempi da gruppi di ragazzini). Tra l'altro in rete si trovano mille studi di consulenza ma nessuna indicazione su test e costi. Cercavo quindi esperienze personali di chi come Emanuele ha intrapreso la libera professione da anni.

    In definitiva…sono a dir poco confuso! 

    #75696

    Emanuele
    Keymaster

    Comprendo la tua confusione, in ragione del fatto che fuori da settori specifici, come l’avionico, il ferroviario o, nel tuo caso, il navale, regna una sorta di anarchia…..

    Comunque di base, per commercializzare un prodotto finito è necessaria la marcatura CE che al suo interno comprende anche la Sicurezza elettrica per apparati alimentati a rete. I costi si aggirano sul migliaio di euro, quindi facilmente ammortizzabili per chi ha intenzione di andare in produzione.

    Diverso il discorso per “uso personale” o didattico. MA anche nei kit e per i prototipi, non ci sono certificazioni richieste.

    Considerando che sei di Latina, (noi siamo a Roma e le produzioni le facciamo a LT) ci si potrebbe sentire in privato per scambiarci un po’ di idee ed eventualmente valutare una collaborazione ;)

    Puoi scrivermi tramite il modulo contact del mio profilo

    http://it.emcelettronica.com/users/emanuele/contact

    #75955

    Leonardo.Nitore
    Partecipante

    Ma è sempre vero che un prototipo non necessita della certificazione di conformità? Cioè cercavo di capire bene questo discorso perché ho sempre trovato idee discordanti a riguardo e molta confusione in generale.

    Secondo me, anche se è destinato ad essere utilizzato in laboratorio, necessita comunque della certificazione, perché mi dico: se qualcuno si fa del male chi risponde? L’inventore immagino.. Giusto? Che ne pensate?

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