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Questo argomento contiene 28 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  divivoma 3 anni, 2 mesi fa.

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  • #58296

    Emanuele
    Keymaster

    Microchip Technology lancia oggi un nuovo portale
    Embedded Code Source
    Che sia la risposta all’annuncio di Banzi dell’altro giorno che invitava a postare il proprio codice Arduino nella repository Github?

    Anche se mi sembra tanto che Microchip insegua sempre Arduino, e quest’ultimo sia, con l’utilizzo di GitHub ancor piu dentro l’open osurce….
    Questa volta devo dire che il sito Embedded Code Source è molto ben fatto e l’idea (anche se non originale :) molto buona.

    Vediamo come reagiscono le due community…. voi che ne pensate?

    #70078

    TardoFreak
    Membro

    Scusa l’ intromissione ma mi chiedo perché continuae a parlare di “arduino” invece di parlare dell’ ATmega. e della Atmel?
    Non esiste un microcontrollore arduino, esiste ad esempio l’ ATmega328.
    La microchip è l’ azienda che vende il maggior numero di microcontrollori al mondo, come pezzi venduti intendo, e di sicuro non ha bisogno di correre dietro a nessuno perché tutti corrono, anzi concorrono con lei.
    La Atmel fa i suoi micro. Arduino è un semplice circuito.

    #70079

    Emanuele
    Keymaster

    Accetto il tuo punto di vista, ma non lo condivido pienamente….

    Ecco i fatti (sinteticamente, ma se vuoi possiamo entrare nel dettaglio):

    – Microchip è il numero 1 al mondo per vendita controllori ad 8bit
    – Nasce Arduino (scheda con micro Atmel)
    – Nessuno se la “fila” piu di tanto finchè l’OSHW inizia a diffondersi
    – Iniziano a diffondersi anche le Shields, espansioni per Arduino
    – Molte aziende realizzano schede Arduino compatibili, tra cui ChipKit
    – Atmel si “accorge” delle potenzialità dell’Open Source e collabora con l’Arduino Team
    – La “spinta” di Arduino porta Atmel (con gli AVR) in alto nel mercato degli 8bit
    – Arduino presenta la scheda con ARM
    – Arduino invita a realizzare una repository di library
    – Microchip annuncia Embedded Code Source una repository di library e application

    Non vi sembra che si sia una sorta di competizione?
    Se poi aggiungete che anni fa Microchip voleva comprare Atmel, ma non ci è riuscita…

    “La microchip è l’ azienda che vende il maggior numero di microcontrollori al mondo, come pezzi venduti intendo, e di sicuro non ha bisogno di correre dietro a nessuno perché tutti corrono, anzi concorrono con lei.”

    Sicuramente prima di Arduino si, ma poi non ne sono piu sicuro, sia per l’enorme quantità di micro che Arduino fa vendere , sia per scelte (a mio avviso) sbagliate, come i Dspic (troppo costosi) e i PIC32 (core MIPS).

    “Non esiste un microcontrollore arduino”
    Certamente, ma Arduino fa da traino alla vendita degli AVR

    “Arduino è un semplice circuito”
    Se Arduino fosse un semplice circuito, data la sua banalità, non avrebbe tutto questo successo.
    E’ una filosofia, è una moda, è OSHW, è arte, è…..

    Quindi, per come la vedo io, la sfida è tra la Microchip e Arduino
    (anche perche la scheda compatibile Arduino è con un micro a 32bit).

    La mia critica verso Microchip non vuole certo essere negativa, ma da un’azienda leader, mi aspetterei piu idee originali. Inoltre vorrei ricordare che oltre ai giusti meriti nel mercato automotive, rfid etc. Il successo dei PIC è dovuto anche a community che hanno utilizzato questi micro per fare le modifiche alla Playstation (modchip) ed alle codifiche satellitari che hanno diffuso i programmatori pic fai da te.

    Forse Microchip ha sottovalutato la forza delle community arrivando in ritardo su questo, rispetto al fenomeno Arduino (che invece Atmel, anche se dopo un pò, ha iniziato a supportare

    Che ne pensate?

    #70087

    TardoFreak
    Membro

    Io penso che se le case costruttrici basassero il loro mercato sui micro venduti per applicazioni hobbistiche avrebbero chiuso già da un pezzo. Ci sono micro diffusissimi ma che non vengono utilizzati dagli hobbisti e sono quelli maggiormente impiegati in applicazioni professionali.
    Poi, che magari le case prendano anche spunto da alcuni fenomeni di mercato ci può anche stare.
    E sono sicuro che chi usa i micro come lavoro non si sognerebbe neanche lontanamente di appoggiarsi a certi shields, non ha senso, anzi è controproducente.
    Io lavoro con i micro ed ho i programmatori e gli emulatori. Anni fa gli emulatori costavano milioni e milioni e si acquistavano comunque per lavoro (anche se c’erano i vari sotterfugi per evitarli come starter kits e menate varie) ma il clienti vogliono qualcosa di ben sviluppato visto che pagano bei soldi e che devono fare grosse produzioni. Figuriamoci se poi dovevano mascherare anche solo 10 o 20000 pezzi. Non era proponibile presentare loro un firmware sviluppato senza emulatore e che non fosse controllato nei minimi particolari.
    Oggi non è diverso ma gli emulatori costano cifre irrisorie quindi è normale averne una decina o più.
    Poi, per carità, per quanto mi riguarda sono ben contento che i micro vengano apprezzati dagli hobbisti per molte ragioni ma, se hai voglia di vedere un esempio dove uno shield come arduino è assolutamente inutile basta che ti leggi il datasheet del AT90USBxxx per scoprire cha ha già il bootloader USB pre-programmato e che basta un quarzo, un paio di condensatori e due pulsanti ed il micro per sviluppare. Il sistema di sviluppo è fornito gratuitamente dalla Atmel e non c’è bisogno di altro. Ma non è un sistema sufficiente per sviluppare in modo professionale.
    Il successo dei vari shields è limitato alla pratica amatoriale anche perchè poi à necessario sviluppare, per un’ apparecchiatura seria, il suo circuito stampato, passare le prove di compatibilità elettromagnetica e marcarlo CE, fosse anche solo una chiavetta USB.
    Gli hobbisti si trovano delle librerie già pronte e le usano perché semplificano il lavoro, quando poi si evolvono le librerie le lasciano da parte per far da se. E’ un approccio del tipo semplice-e-veloce, tutto qui.
    Per la cronaca in questo preciso momento sto sviluppando un’ apparecchiatura che usa un micro che ha 16K di flash e 4K di RAM, che costerà al cliente 1€ o forse meno ed è … un 32 bit. Ma non ho visto hobbisti che lo usano.

    #70089

    divivoma
    Membro

    per fare un parallelismo con gli smartphone…vedete com è finita la NOKIA !!
    Ma vi ricordate quanto era forte Nokia prima dell’uscita di Android..?
    adesso invece come tutti sappiamo la nokia ha soltanto una piccola fetta di mercato mentre le grosse fette se le ripartiscono la Apple.. e i cellulari con Android e quindi con filosofia più Open Source aperta alla community…!

    Quindi ancora una volta… l’unione e lo “knowledge sharing” fanno la forza..e anche le cose fatte per bene!

    #70091

    TardoFreak
    Membro

    A mio avviso è un parallelismo che non calza per niente. I microcontrollori sono utilizzati per produrre apparecchiature. Ora immaginiamo un cliente che deve produrre 100 mila oggetti, magari di uso comune.
    Bene, questo si fa sviluppare il micro e poi produce. A questo punto quale pazzoide si sobbarcherebbe le spese di ingegnerizzazione, produzione ed omologazione per regalare il progetto bello e pronto firmware incluso? Sarebbe un bellissimo regalo per un concorrente il quale, tomo tomo cacchio cacchio, riprodurrebbe l’ oggetto a costo di sviluppo zero.
    Che android sia open source non vuol dire niente. La Apple e gli altri che costruiscono e vendono cellulari con android ti regalano anche il progetto del cellulare? No, ti danno la possibilità di farti le applicazioni ma mai si penserebbero di fornirti il progetto completo, manco sotto tortura!
    Non mischiamo capra e cavoli.
    L’ open source è un qualcosa di bellissimo ma occhio che ci sono le licenze di mezzo. Se la licenza prevede che il prodotto adotti la stessa licenza vuol dire regalare il prodotto. Si può anche fare se su quei prodotti non ci devi vivere o se lo fai per svago.
    Ed anche le librerie, occhio a leggersi le licenze se si ha intenzione di usarle a livello professionale, i vincoli sono notevoli.

    #70092

    Emanuele
    Keymaster

    Secondo me il parallelo è borderline in quanto pur entrambi open source, quello software ha di fatto uno sviluppo diverso da quello software.

    Sono in accordo invece con il “knowledge sharing” e spero che piu passi il tempo e piu le aziende ne tengano conto.

    #70093

    Emanuele
    Keymaster

    Da progettista elettronico non posso che essere in accordo con quanto dici, ma allo stesso tempo sono consapevole che le cose stanno cambiano.

    Quello che dici è vero, ma, di fatto, l’Arduino Team ha fatto proprio quello che tu dici ed ora, supportanto anche da Atmel, sta vendendo centinaia di migliaia di schede….

    E’ un discorso piu di economia che di elettronica, come ad esempio la politica commerciale della TI che, a mio avviso per contrastare il successo di Arduino, ha messo in vendita una demoboard con l’msp430 a… 4.30$

    Insomma invece di investire in pubblicità, hanno investito nei clienti, scontando la scheda. MA il successo non è arrivato…. eppure se paragoni costi e prestazioni, tra la Launchpad ed Arduino non cè paragone!
    Eppure Arduino vince…. probabilmente perche è stato il primo “pazzoide” a divulgare il progetto…..

    Concordo con il discorso delle licenze e dei vari limiti, ma poi ogni Paese ha le sue regole e, ad oggi non esistono legislazioni comuni e la confusione è ancora tanta
    (vorrei dire che poi in Italia….. ma non lo dico)

    #70094

    Emanuele
    Keymaster

    Quello che penso su Arduino e sul potenziale pericolo di tanto successo, l’ho scritto qui

    http://it.emcelettronica.com/arduino-ha-vinto-cerchiamo-di-non-perdere-noi-ora

    Ma prima ho elencato tutti i suoi pregi, tra cui vorrei sottolineare proprio le shields

    tu dici:
    “E sono sicuro che chi usa i micro come lavoro non si sognerebbe neanche lontanamente di appoggiarsi a certi shields, non ha senso, anzi è controproducente.”

    giusto, nemmeno io. La realizzerei da solo, anzi realizzerei una scheda completa.

    Parliamo cosi perche siamo progettisti elettronici, ma al mondo, rispetto ai softwaristi, siamo in minoranza! Immagina quante software house, grazie ad Arduino e relativa Shield possono sviluppare software, senza capire niente (o quasi) di elettronica.

    Aver insegnato agli informatici ad accendere un LED è un merito che si aggiunge alla lunga lista di Arduino.

    P.S. io sto realizzando una scheda di interfaccia per micro ARM9 (Atmel quarda caso :-)

    Tu a che micro ti riferisci?

    #70095

    TardoFreak
    Membro

    Io direi che le aziende che producono micro si sono finalmente svegliate, anche grazie alla crisi se vogliamo dirla tutta.
    Se ci pensi bene l’ interesse di un produttori di circuiti integrati è quello di venderne il più alto numero possibile. Per farlo devono invogliare la gente a provare il prodotto. Ma, ripeto, non vivono su qualche continaio di migliaia di micro venduti grazie ad arduino.
    Prendi un qualsiasi prodotto per il mercato automotive. Questo viene prodotto in milioni di esemplari, dal circuitino con il CAN bus per accendere una lampadina alla centralina apriporte e compagnia cantante. Una produzione, per quanto piccola possa essere, si aggira intorno ai 100 mila pezzi. Se fai il conto di quanti apparecchietti diversi ci sono in un’ auto la dimensione appare evidente.
    Tornando al discorso iniziale.
    Ricordo che nel 97 la motorola aveva fatto una cosa del genere: è stata la prima a mettere in circolazione un starter kit per il 68HC04 (o forse era l’ HC05? boh!) ed in pratica … lo regalava ai progettisti,lo regalava davvero, non lo pagavi, solo per fartelo provare. E con quello potevi sviluppare, c’ erano anche alcuni campioni EPROM finestrati (le flash erano ancora allo studio). Insomma, una volta che il progetto era fatto ti compravi anche l’ emulatore (diversi milioni).
    Quindi l’ idea non è nuova.
    Una cosa analoga l’ ha fatta la Zilog regalando un ottimo compilatore, l’ importante era usare il suo micro (a memoria non ricordo quale, mi pare lo Z8).
    E’ chiaro che se la Atmel vede che il suo micro si sta diffondendo grazie ad arduino lo supporta per forza. Non sono mica degli sprovveduti, è tutta pubblicità gratis. Ma attenzione perchè i contenitori DIL sono costosi ed è interesse di tutti i produttori usare solo contenitori per montaggio superficiale.
    Poi ci sono aziende come la renesas che, secondo me, non hanno ancora capito niente ma tant’è.

    Tornando su arduino beh, egli vince (nel campo amatoriale) nella stessa misura in cui vince ancora il PIC16F84 (che è una ciofeca incredibile). Semplicemente perchè ci sono libri di testo, progetti, ed una montagna di applicazioni realizzati su questi due micro.

    E’ la stessa cosa che è capitata all’ MS-DOS. Al tempo c’era il CP/M ma la IBM ha preferito l’ MS-DOS ma solo per un motivo economico. Il PC-IBM ha poi avuto successo solo perchè era IBM e non per le sue caratteristiche che, diciamocelo pure, erano abbastanza scadenti quindi gli utenti, ignoranti di computer, si affidavano al marchio. Quello che ha fatto esplodere il PC sono stati i cloni al punto che la IBM se l’ è presa nel didietro perchè i suoi stessi PC si trovavano ad un decimo del prezzo costruiti a taiwan.

    Quello che intendo dire io è: ATTENZIONE A NON CONFONDERE LA POPOLARITA’ CON LA BONTA’.
    Sono due cose diverse.

    #70096

    TardoFreak
    Membro

    Un ARM7

    #70098

    Fabrizio87
    Membro

    Nella realtà dei fatti il fabbricante Microchip ha sempre cercato di essere il leader del mercato,
    attualmente possiamo dire che tutti studenti di scuole superiori che frequentano il tecnico usano quasi esclusivamente Microchip.

    Questo è dovuto soprattuttoal fatto che i libri di testo e anche il manuale dell’elettronico la sua quarta edizione quello pubblicato dalla casa editrice HOEPLI usa questo tipo di microcontrollori nei suoi esempi.

    Adesso con l’avvento di Arduino che usa un diverso microcontrollori che nella realtà dei fatti è ATmega328 che viene prodotto dall’azienda AVR, lo sta vedendo come un pericolo imminente.

    da questo anche lei ha voluto lanciare il suo proprio scheda sul modello di Arduino.

    #70099

    Fabrizio87
    Membro

    Per cosa riguarda i cellulari attualmente la Nokia ancora grossa fetta di mercato,
    ma a livello smartphone appreso molto ritardo,

    Uno dei motivi principali del successo Android è il fatto che appartiene a una de le più nostre aziende mondiali Google, e come tutte le mamme lo protegge con cura dandogli il massimo dell’attenzione.

    Android è il sistema operativo che è stato inventato nella strategia globale Google serve a portare il più possibile ad utilizzare le applicazioni che ha messo di disposizione la casa madre in qualunque punto del mondo basta pensare al navigatore che usa le cartine GoogleMap, il fatto che è necessario usare un indirizzo su Gmail e e perfino portare certe applicazioni che erano limitato a un pubblico di conoscitori come GoogleVoci che è il desiderio di sintesi vocale e di riconoscimento vocale di Google che può essere installato su un computer, manda la versione Android 2.1 è disponibile.

    Infine come Google voleva lasciare un po’ di margine ai fabbricanti di esempio Samsung per creare prodotti un po’ diversi dalla concorrenza ha lasciato la possibilità di personalizzare il suo sistema operativo in un certo limite.

    infine la ciliegina sulla torta di Google lascia sviluppare applicazioni Android per tutti e senza chiedere un soldo a nessuno a differenza della concorrenza come Apple dove necessario comprare prima di tutto la suite di programmazione e in +1 volta fatto questo è necessario chiedere l’autorizzazione per essere messo appStore, Android è possibile scrivere alla sua applicazione e metterla in giro direttamente senza nessun controllo e senza nessun problema.

    #70100

    divivoma
    Membro

    Beh io sono contro questi occultamenti delle tecnologie da parte delle grosse case…posso capire la concorrenza si.. ma non credo sia certo un esempio di elettronica open source quello che fa la microchip (da quello che dici..ma la penso anch’io così).. per non parlare poi di questa strumentalizzazione che fanno tramite i libri.. è una cosa oscena…
    Oggi poi quanto ci mette un 15enne ad andare su internet e scrivere su google “microcontrollori” e scoprire che il mondo non è fatto solo di microchip…
    per questo io credo che ci sia sempre qualche accordo “oscuro” tra case editrici e produttori…ma questa è una storia sicuramente vecchia..!!
    (alla faccia degli “How to” )..

    #70101

    Fabrizio87
    Membro

    Nella realtà dei fatti e che è difficile fare ricerche anche su un altro microcontrollori che microchip moderno,
    È il fatto che se faccio una ricerca su Google le 10 prime risposte mi esce microchip,
    Non posso controllare su wikipedia essendo bloccati per altri sciagure ma non espelliamoci troppo su questo argomento da prima pagina lo spiega molto bene.
    È perfino i suggerimenti sono esclusivamente rivolti a PIC
    I quattro esempi che mi ha fornito Google di ricerca più approfondita

    programmare microcontrollori
    microcontrollori pic
    microcontrollori pic teoria e pratica
    offerte di lavoro microcontrollori
    microcontrollore pic 16f84
    microprocessore
    microcontrollore 8051

    Sicuramente il fatto che nel passato microchip abbia regalato massivamente i suoi componenti alle scuole e a qualunque persona che mi facesse richiesta ha creato questa situazione,
    ricordiamo che all’epoca pic 16f84 era un prete che si potevano ottenere gratuitamente riprendo il formulario così il loro sito, quindi le scuole visto che non hanno fondi si sono precipitato su quest’opportunità così è stato quasi monopolizzato il mercato dello studente con microchip, dopo per conseguenza il fatto che i libri scolastici non scritti da professori che usano PIC 16F84 la cosa ha proseguito,

    chiaramente la microchip all’inizio avuto una buona strategia commerciale anche proponendo dispositivi meno efficienti a stesso prezzo, ma ha potuto sedurre il mercato.

    tre in esempio attuale Apple ha riuscito a convincere con il suo nuovo iphone 4S era il primo che faceva riconoscimento vocale e sintesi vocale, ma queste funzioni erano già presente da ormai più di una decina di anni in quasi tutti telefonini della Nokia, è io lo uso sul mio android il riconoscimento della sintesi vocale da più di un anno, senza nessun problema.

    a volte il marketing è più forte delle ragioni tecniche o o perfino della logica

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