Questo argomento contiene 4 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  electropower 3 anni, 6 mesi fa.

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  • #57846

    gardo48
    Membro

    ho un motore 12v. con un consumo di 6 Amp.come posso alimentarlo con 220v.Mi basta un trasformatore da 14v. e un raddrizzatore da 10 Amp.

    #69383

    electropower
    Membro

    Allora, innanzitutto devi dimensionare adeguatamente il trasformatore. Questo è infatti una macchina statica in grado di convertire una tensione rigorosamente alternata in un’altra alternata più bassa o più alta a seconda del rapporto spire, il tutto mantenendo costante la potenza ( a meno del rendimento del trasformatore che sotto i 20VA di potenza tipicamente non supera 0,8, man mano che si va in su con la potenza, aumenta anche il rendimento ma dipende sempre dalla qualità costruttiva di cui risulta caratterizzata la macchina). A te occorre alimentare un motore in continua a partire da una tensione alternata e a 50Hz. Dalle specifiche del motore, perchè il rotore possa ruotare alla massima velocità con la coppia massima, è necessario che la potenza elettrica sia pari a 12*6= 72W (in realtà anche questa è un’approssimazione perché sia il trasformatore che il motore soffrono delle perdite sia di campo che per effetto joule, quindi la potenza meccanica e quella elettrica di alimentazione si trovano a non coincidere). Ipotizzando che il fattore di potenza sia pari a 1 (in realtà non può esserlo data la natura induttiva del carico, ma immaginiamo che sia comunque abbastanza vicino a questo valore) allora il trasformatore dovrebbe poter gestire una potenza che è pari a circa potenza_carico/(rendimento*cos(phi)) e assumendo per il rendimento 0,8 (caso peggiore) ti occorre un trasformatore di minimo 90VA, ovviamente abbondi arrivando almeno a 100/120VA per garantire che il trasformatore non sia troppo prossimo alla soglia di potenza richiesta e poi per tenere in conto anche del cos(phi). Quindi ti occorre un trasformatore di almeno, e sottolineo “almeno”, 100VA. Il ponte di diodi da 10A va benissimo, ammesso che l’assorbimento del motore sia davvero 6A. Quello che ti resta da capire è se aggiungerci dell’altro o meno. All’uscita del ponte raddrizzatore, tu hai un’onda pulsante tutta completamente positiva che viaggia alla frequenza di 100Hz. La corrente, nel motore, segue grossomodo lo stesso andamento essendo la costante di tempo elettrica del motore sufficientemente bassa che il suo reciproco è maggiore sicuramente di 100Hz. Questo vuol dire che la componente a 100Hz non è eliminata dalla corrente e quindi avresti un motore in continua con una coppia che varia alla stessa frequenza della tensione raddrizzata. Come spesso accade di vedere, all’uscita del ponte raddrizzatore occorre metterci in parallelo una capacità elettrolitica dimensionata anche questa in funzione del carico. Livellando la tensione (e quindi la corrente) con la capacità in questione, i calcoli fatti sopra tornano ad avere una maggiore validità. Attenzione però che il motore è sottoposto così facendo ad una tensione che è pari a 14*sqrt(2)=19,79v, circa 20V. Conviene dimensionare il trasformatore con una tensione di uscita il cui massimo non eccede di troppo i 12V perché suppongo che tu abbia misurato la tensione di uscita dal trasformatore in AC, e quindi nel suo valore efficace. Quando si livella una tensione precedentemente alternata e sinusoidale, bisogna considerare il valore massimo pari al valore efficace x sqrt(2)…Quindi ti occorre in più un condensatore elettrolitico da qualche migliaia di uF almeno 50V (abbondante, ma sui volt non ci si risparmia mai!)…ho fatto un calcolo molto veloce e per garantire un ripple di tensione (ma data la frequenza di 100Hz relativamente bassa anche di corrente) con una costante di tempo elettrica accettabile (5ms) devi mettere in ingresso al motore due capacità in parallelo da almeno 1000uF. Non eccedere troppo con la capacità in parallelo al ponte perché la corrente nei diodi cresce proporzionalmente! ;)

    #69384

    electropower
    Membro

    nella mia trattazione ho trascurato la caduta di tensione dei diodi del ponte, pari a circa 1,4V essendo due i diodi accesi ad ogni semionda di tensione sinusoidale. In tal caso, 14/15V come picco massimo dell’onda pulsante in uscita al ponte di diodi va più che bene! ;)

    #69390

    linus
    Membro

    alle correnti di spunto all’avviamento, ciò dipende dal tipo di motore utilizzato, dire che funziona in c.c. non è risolutivo per comprendere se con un alimentatore possa funzionare o meno. Cito ad esempio, una prova, effettuata giorni fa, su un motore per automodellismo, il tizio lamentava che non riusciva ad avviare il motore che a regime assorbiva meno di un ampere con un alimentatore professionale da 2,5 A, mentre con una semplice batteria da 12V 4A non gli dava alcun problema. Facendo alcune misurazione si è constatato che all’avviamento la corrente assorbita aveva spunti tra i 3 e i 4 ampere che l’alimentatore non era in grado di erogare.

    #69392

    electropower
    Membro

    Concordo pienamente con la precisazione di linus. Infatti, quando il motore è fermo è nulla anche la forza controelettromotrice indotta dai magneti permanenti di statore sugli avvolgimenti rotorici e quindi, la corrente di spunto è pari alla tensione applicata diviso la resistenza fisica degli avvolgimenti che differisce dalla corrente di regime che è pari a (tensione applicata – forza controelettromotrice)/(resistenza degli avvlgimenti) e questa corrente, a parità di coppia, diminuisce all’aumentare della velocità (perchè aumenta la tensione indotta sugli avvolgimenti). La corrente di spunto, in effetti, potrebbe essere tale da non permettere al motore di avviarsi se l’alimentazione non è ben dimensionata. Il mio dimensionamento precedente, effettivamente, è più relativo al funzionamento a regime, per l’avvio è necessario sovradimensionare il trasformatore. Il problema dell’avvio, a volte, si può risolvere appesantendo la capacità di filtro posto all’uscita del ponte di diodi, ma non è la soluzione ottimale perchè si sforzano maggiormente i diodi. Quindi in definitiva, occorrerebbe misurare la resistenza degli avvolgimenti (lo si può fare con un comune tester) e dividere per questa la tensione di 12V. Ottenuta la corrente di spunto, allora occorre sovradimensionare il trasformatore con questo valore. A regime, la potenza richiesta sarà più bassa essendo più bassa anche la corrente di funzionamento.

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