Home Forum NUOVE IDEE O PROGETTI DA SVILUPPARE Scaldavestiti da armadio

Questo argomento contiene 4 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  CristianPadovano 11 mesi fa.

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  • #60146

    salvomors
    Membro

    Salve. Con l’arrivo del freddo avevo pensato di costruire un dispositivo per riscaldare i vestiti la mattina prima di indossarli. Per l’idea avevo pensato di usare una cella di peltier e una lastra di rame per diffondere il calore. Vorrei però un aiuto per la progettazione

    #74578

    adrirobot
    Partecipante

    Ciao salvomors,
    Data che ti sei appena iscritto e questo è il tuo primo messaggio ti do il benvenuto nella comunità.
    La tua idea di utilizzare le celle di peltier per realizzare un riscaldatore per riscaldare gli abbiti è innovativa.
    Credo che il problema principale sia dato dal fatto che nel loro funzionamento è da un lato emettono calore che servirebbe al tuo scopo ma dall’altro lato queste si raffreddano.
    Dovendo assorbire lavoro per trasferire calore contro il secondo principio della termodinamica, cioè creare una differenza di temperatura, le celle Peltier assorbono necessariamente un gran quantitativo di corrente elettrica. Una tipica cella di dimensioni 30 × 30 × 4 mm da 25 W, può presentare una caduta di tensione ai suoi capi di 8,5 V e assorbire 2,1 A. Inoltre, a causa della curva tensione-corrente caratteristica per la giunzione, usualmente si deve alimentare il dispositivo in limitazione di corrente.
    Perciò oltre a calcolare e dimensionare la cella occorrerà trovare una soluzione di come trattare il lato freddo della cella.
    Comunque puoi trovare su questo sito un progetto con un alimentatore per celle di peltier, in questo caso utilizzato per creare un frigorifero ma dato la reversibilità dovrebbe andare bene lo stesso, al massimo sarà da potenziare.

    http://it.emcelettronica.com/tag/celle-peltier

    Saluti
    Adriano

    #74598

    CristianPadovano
    Partecipante

    Concordo in parte con il ragionamento di Adriano. Le celle di Peltier hanno due lati, quando uno si scalda l’altro di raffredda, ma al lato freddo la temperatura non sarà mai così tanto fredda da raffreddare l’ambiente. Infatti queste celle vengono usate per raffreddare i processori a volte e ,per far ciò, sul lato freddo ci deve essere per forza un dissipatore e una ventola altrimenti la temperatura non scende di molto. Quindi, secondo me, la temperatura al lato freddo dovrebbe essere abbastanza irrilevante rispetto al lato caldo.
    Concordo invece sul fatto che queste celle assorbono molto e devono funzionare con un’alimentazione continua almeno di 15V e da 5 a 11A quindi sarebbe utile creare un circuito con un relè e, per stare più sicuri, inserire anche un transistor: in questo modo quando il transistor si satura, il relè viene alimentato da 15V, l’interruttore si chiuse e la cella viene alimentata; se il transistor non si satura, le celle non vengono alimentate. Ovviamente vanno fatti due circuiti identici per le due facce della cella.

    #74615

    Antonello.90
    Membro

    Ciao a tutti,
    forse la mia idea sarà un po’ ingenua, nel qual caso chiedo venia. Mi chiedevo perché usare proprio una cella di peltier, quando si sa già che si andrebbe incontro alla scomodità del lato che si raffredda e a ingenti consumi di energia? Non sarebbe forse più facile ed economico predisporre un circuito temporizzato che eccita un relè, magari collegato a una stufetta elettrica, e dopo un po’ lo diseccita, spegnendo la stufa? Ho in mente una sorta di funzionamento “a tostapane”, che permetterebbe a salvomors di alzarsi la mattina, premere un pulsantino e ritrovare i vestiti caldi dopo essersi preparato. E’ un’idea tanto balzana? :D
    Un saluto

    Antonello

    #74616

    CristianPadovano
    Partecipante

    No ovviamente, anzi. Salvomotors aveva intenzione di usare la cella di Peltier e quindi ci siamo concentrati su quello. :D
    Al posto della cella si può usare una serpentina che, come dici tu, si riscalda grazie ad un relè, per stare in sicurezza, e ad un temporizzatore; si imposta il tempo e ogni mattina si accende il circuito tramite pulsante. Si può usare anche una lastra di rame, per esempio, con uno o 2 reostati da un bel po’ di watt, tipo 50W, Arduino, un amplificatore con termocoppia e un relay: Arduino scalda le resistenze tramite il relay e tiene la temp sotto controllo con la termocoppia collegata all’amplificatore; quando si arriva alla temp voluta, stacca e si spegne. Si può anche inserire una ventola che diffonda il calore, se è un ambiente chiuso. :D

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