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Freescale e MathWorks: un sodalizio che si consolida.

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Come interpretereste una pubblica lode da parte di un produttore di software nei confronti di un produttore di hardware quando questi sono due tra i più grossi nomi che circolano nei rispettivi campi? Bene questo è quanto accade tra Freescale e Mathworks. E così, si consolidano le prospettive di successo del "model-based design".

La MathWorks, azienda produttrice di MATLAB, sviluppa il suo software, nonchè i relativi toolboxes, in modo tale da accontentare le esigenze più disparate. Si tratta indubitabilmente di software che possono aiutare tantissimi tipi diversi di professionisti a svolgere le mansioni più differenti tra loro.

Tra coloro che beneficiano del lavoro dell'azienda americana, da oggi, ci sono anche coloro che lavorano alla Freescale, colosso della produzione di semiconduttori e affini, ai quali pare che il lavoro della Mathworks sia piuttosto gradito.

In un articolo apparso di recente sul Web, si legge come Freescale abbia lodato apertamente il “model-based design toolbox” al quale si ha accesso utilizzando Simulink grazie al “motor control development toolbox”.

MATLAB ha una struttura modulare per la quale ciò che viene distribuito e venduto è un programma di base che implementa una ricchissima varietà di funzioni ma queste possono essere espanse e potenziate tramite l'acquisto di singoli toolboxes, ovvero “plug-in”, che rendono l'intera suite decisamente più completa ed adatta alle esigenze disparate.

Anche in ambito accademico la modularità viene apertamente lodata dai programmatori e dai tecnici perchè essa permette di sviluppare software virtualmente indipendenti ma che interagiscano in maniera efficace.

Quello lodato apertamente da Freescale risulta piuttosto utile nell'ambito dell'ingegnerizzazione dei controlli industriali, nonché del design dei sistemi di controllo, che l'azienda sta utilizzando, insieme ai microprocessori, in sistemi che rispettino le direttive IEC 61508 (SIL3) e ISO 26262 (ASIL-D).

Stando a quanto dichiarato da Steve Pancoast “i (nostri) processori per il settore auomotive, e per l'automazione del controllo industriale, sono diventati modelli molto più evoluti grazie all'utilizzo del toolbox”.

Come conseguenza di ciò, gli ingegneri riescono a creare dei modelli, e sviluppare progetti, utilizzando blocchi ottimizzati per l'esecuzione su microcontrollori ed anche ad ottenere delle simulazioni precise proprio di quei design. È evidente che l'intera produzione risulta molto più veloce, affidabile e precisa, con conseguente risparmio di risorse e tempo per l'intera azienda.

Anche il processo di ottimizzazione e verifica del design viene così snellito e reso infinitamente più efficace.

Stando a quanto dichiarato da Tom Erkkinen, responsabile per le applicazioni di tipo embedded della MathWorks, “La reazione dei clienti alla profondità e alle possibilità offerte dal toolbox di cui stiamo trattando ha permesso addirittura di stabilire nuove linee di investimento all'azienda Freescale”.

Gli algoritmi che vengono utilizzati da questo tool, così come la possibilità di configurare e generare tutto ciò di cui il software ha bisogno per eseguire degli algoritmi di piattaforma hardware Freescale come MPC5643L o PXS20, ha reso tutto veramente molto più semplice.

D'altronde, è evidente che maggiore è il grado di integrazione e di dialogo tra il software all'arbore, migliori sono i risultati che si ottengono quando si effettua la programmazione.

Il lavoro di test e di debug che resta da fare ai programmatori è, certamente, molto più esiguo.

Il “Motor Control Development Toolbox” supporta tutte le famiglie di microcontrollori come MPC564xL, MPC567xK, nonché PXS30 e PXS20 e questo permette all'azienda di avere diverse soluzioni sulle quali puntare per effetto dello sviluppo.

Le funzioni matematiche di base che vengono utilizzate all'interno del ”Motor Control Development Toolbox” sono incluse attraverso librerie specifiche che contengono anche funzioni trigonometriche, controllori di tipo PI, filtri IIR e FIR e tante altre ancora.

L'ambiente di sviluppo che può essere utilizzato per lavorare e scrivere codice su queste piattaforme è il CodeWarrior, che gli appassionati di Freescale conosceranno già certamente.

Insomma, pare che tra le due aziende il sodalizio sia ufficiale, con l'evidente risultato di rendere molto più semplice a tutti programmatori il lavoro di sviluppo utilizzando materiale proveniente da entrambe.

E voi, cosa ne pensate?

 

 

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