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Frequenzimetro 0,1 ÷ 999.999 Hz con micro Z8 - 1

Frequenzimetro 0,1 ÷ 999.999 Hz con micro Z8

Contatore di frequenza a 6 cifre significative con display LCD, molto preciso e realizzato con un circuito elettronico semplicissimo: grazie all’uso di un microcontrollore il tutto si riduce ad una basetta piccolissima e modulare, già predisposta per l’impiego con un prescaler.

Nell’attrezzatura del tecnico elettronico e del riparatore radio-TV non devono mancare alcuni strumenti indispensabili per le prove e le misure principali: generalmente l’essenziale è poter disporre di un tester e di un oscilloscopio, tuttavia per lavorare con i circuiti analogici e digitali è indubbiamente utile il frequenzimetro, cioè quello strumento che permette di conoscere immediatamente il valore della frequenza di un segnale elettrico. Proprio per questo, e anche per dedicare un po’ di spazio alla strumentazione da laboratorio, abbiamo voluto progettare, realizzare e proporre in questo articolo proprio un frequenzimetro: valido, preciso, piccolissimo, praticamente un modulo da inserire in pannelli di controllo ma anche in un elegante mobiletto, per completare la propria attrezzatura. Quello che trovate in queste pagine è sostanzialmente un contatore di frequenza operante fra 0,1 e 999.999 Hz, quindi capace di misurare in un vasto campo che comprende tutti i segnali audio, i clock di circuiti digitali e a microprocessore, le onde radio fino alle OM; è perciò un ottimo ausilio per molte prove e per il collaudo e la taratura di circuiti risonanti liberi e quarzati, nonché per tutti i tipi di oscillatori e multivibratori.

Andiamo dunque a scoprire il circuito in questione, riferendoci allo schema elettrico che lo illustra al completo; prima di entrare nei dettagli è bene notare che si tratta in pratica di un modulo universale,

predisposto per essere preceduto da un prescaler o da altri elementi: il prescaler permette la misura di frequenze di valore maggiore del limite attualmente consentito, operando una divisione per 10, 100, ecc. Appena possibile pubblicheremo un prescaler adatto ad essere collegato a questo frequenzimetro. Perciò, in previsione di un eventuale ampliamento, il dispositivo ha un ponticello che permette di interrompere il collegamento del segnale dall’ingresso al microcontrollore, un contatto di ingresso TTL supplementare (IN, dal prescaler) due per l’alimentazione dal-l’esterno o per un altro dispositivo, ed altri due contatti per impostare con livelli logici il fondo scala della misura, ovvero la posizione del punto decimale. Ciò premesso possiamo esaminare lo schema elettrico partendo proprio dall’ingresso del segnale da misurare. Il modulo può essere accoppiato al circuito da controllare sia in continua (DC) che in alternata (AC) a seconda che si abbia a che fare con circuiti polarizzati o meno: se si deve effettuare il collegamento con parti sottoposte ad un potenziale continuo è consigliabile lasciare inserito il condensatore C3, mentre connettendo Fin (l’ingresso del circuito) a reti disaccoppiate in continua (con condensatori o trasformatori) si può anche bypassarlo chiudendo il dip-switch DS1. Saltare il condensatore C3 può essere utile per abbassare il limite della banda passante, tanto più quando l’ingresso del frequenzimetro (Fin) è connesso ad un circuito avente in uscita un altro condensatore. Accoppiato o disaccoppiato in continua il segnale da misurare passa dal “cimatore” realizzato con R1 e DZ1 appositamente per limitarne l’ampiez-za qualora non sia a livello TTL; in pratica il dispositivo non accetta in ingresso segnali eccedenti i 5 volt, pertanto volendo effettuare misure su circuiti che erogano tensioni maggiori di tale limite è necessario ridurre tutto ad un valore accettabile: appunto i 5,1 volt del diodo Zener DZ1. R1 fa da resistenza di caduta per questo, ed è attualmente dimensionata prevedendo di applicare ad Fin tensioni continue o alternate di ampiezza non maggiore di una ventina di volt.

 

 

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