Generatore multifunzione 3/3

Generatore multifunzione

I COLLEGAMENTI TRA I DUE LATI

Ultimata anche questa fase troverete numerose piazzuole libere nelle quali dovrete inserire degli spezzoni di conduttore da saldare da entrambi i lati della piastra. Non resta ora che inserire nei rispettivi zoccoli i quattro integrati (occhio alla polarità!) ed effettuare i collegamenti con i controlli esterni. In questo caso tutti i collegamenti sono interessati da segnali di tipo digitale per cui non è necessario effettuare collegamenti particolarmente corti o con l’ausilio di conduttori speciali: una piattina multipolare va più che bene. Il problema, caso mai, riguarda la reperibilità della pulsantiera a 14 contatti indipendenti tra loro e normalmente chiusi.

Male che vada è possibile ricorrere ad una soluzione più ”artigianale” che prevede l’impiego di 14 interruttori a pulsante. Questa soluzione è stata da noi che dare tensione al circuito e verificare che tutto funzioni correttamente. A tale scopo è necessario utilizzare un frequenzimetro ed un oscilloscopio con banda passante di almeno 20 MHz. Il led rosso deve accendersi segnalando che il circuito è alimentato correttamente. Con il frequenzimetro verificate che sul piedino 26 dell’integrato U2 sia presente una frequenza di 8,192 MHz esatti. Qualora così non fosse, modificate leggermente i valori dei condensatori C4 e C5 sino a leggere la frequenza esatta.

Questo segnale non è influenzato dalla posizione degli interruttori che controllano il divisore U2 ed il DAC U3. A questo punto collegate sia l’oscilloscopio che il frequenzimetro al terminale di uscita del generatore e selezionate la forma d’onda sinusoidale. Con la pulsantiera, invece, predisponete una frequenza di uscita qualsiasi, purché molto alta. Ad esempio, aprite gli interruttori collegati tra i punti A (1 KHz) e P (8,192 MHz) in modo da predisporre lo strumento per generare un segnale di 8,193 MHz. Con un cacciavite antinduttivo regolate il compensatore C10 sino a leggere tale frequenza sul display del frequenzimetro. Controllate successivamente che aprendo gli altri interruttori il circuito generi la frequenza corrispondente.

Verificate infine le varie forme d’onda generate: potrete notare come nel caso della sinusoide la distorsione sia praticamente nulla anche alle frequenze più elevate. Anche l’onda quadra e quella triangolare non si deteriorano alle frequenze più alte. Controllate anche che sul bocchettone di uscita per sincronismo esterno sia disponibile l’apposito segnale. A questo punto non resta che pensare al contenitore nel quale inserire lo strumento. In considerazione delle elevate prestazioni fornite da questo generatore è consigliabile utilizzare un contenitore metallico, sicuramente più “professionale” di un modello plastico. Un contenitore metallico, inoltre, consente di schermare nel modo migliore l’apparecchiatura la quale, non dimentichiamolo, è in grado di generare segnali che possiamo definire di tipo “RF”. Nella scelta del contenitore prevedete anche la possibilità di inserire all’interno dello stesso, unitamente al generatore, anche un idoneo frequenzimetro digitale.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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