Gli ingegneri devono anche saper scrivere bene in italiano?

Gli ingegneri devono saper scrivere bene in italiano

Gli ingegneri (elettronici) devono anche saper scrivere bene in italiano o basta che sappiano ‘far di conto’? Partiamo da un commento lasciato su un articolo del blog, dai toni piuttosto duri e carichi di rimprovero per tutti gli ingegneri giovani che, a detta dell’autore, non farebbero un uso appropriato della lingua italiana. Inevitabilmente si è scatenata una vera e propria discussione riguardo le competenze di chi, come mestiere, progetta ed elabora, ma parla poco. Quindi, è necessario che gli ingegneri parlino e scrivano bene in italiano?

Sono imbarazzato per te, caro collega. Già alla prima rapida lettura di questo testo emergono un uso della lingua italiana tutt’altro che adeguato al tuo livello di studi e numerosi refusi (rileggere, prima di pubblicare!). Sono un ingegnere sicuramente più anziano di te, che non si sognava sgrammaticature ed infrazioni sintattiche così evidenti nemmeno durante la scuola elementare. Leggiti qualche libro e studia nuovamente la grammatica. Articoli così non fanno che screditare ulteriormente la già vituperata fama dell’ingegnere moderno.

Questo è un commento lasciato su un articolo del blog, dai toni piuttosto duri e carichi di rimprovero per tutti gli ingegneri giovani che, a detta dell’autore, non farebbero un uso appropriato della lingua italiana. Inevitabilmente si è scatenata una vera e propria discussione riguardo le competenze di chi, come mestiere, progetta ed elabora, ma parla poco. Quindi, è necessario che gli ingegneri parlino e scrivano bene in italiano?

Quanto è importante l’italiano per un ingegnere

La disputa che si è accesa in seguito al commento riportato in apertura ha riguardato diversi utenti del blog, primo fra tutti il suo fondatore, Emanuele, che si è espresso in difesa dell’autore dell’articolo, ritenendo il lavoro nel complesso ottimo, benché macchiato da qualche svista e da un paio di frasi da rivedere. Il fatto che si passi la maggior parte del tempo di fronte a linguaggi di programmazione, sigle e testi scritti spesso in inglese, causa nel povero giovane ingegnere la perdita di contatto con il mondo della lingua italiana; inoltre su un blog, così come sui cellulari e nelle e-mail si tende a portare meno attenzione perché lo schermo di un computer o il display del telefonino non hanno probabilmente lo stesso sex appeal della carta. Il commento di Emanuele ha posto anche le basi per una nuova riflessione, poiché viene asserito che è Meglio un progetto che funziona spiegato male che uno che non funziona spiegato bene.

C’è addirittura chi è inorridito alla lettura di questa frase per un motivo però chiaramente giustificato: scrivere male fa perdere fascino al contenuto di qualsiasi argomento, perché infastidisce la lettura e non permette di cogliere il significato profondo che le parole dovrebbero esprimere. Come d’altronde è successo in questo articolo, la cui maggior attrattiva sono state le doti letterarie dello scrittore piuttosto che il contenuto davvero valido.

Non è mancato chi ha fatto notare, molto educatamente, che in effetti il saper scrivere e leggere bene, oltre che per aiutare tutti nella comprensione e per sfruttare la bellezza della lingua italiana, è fondamentale soprattutto per chi lavora all’interno di un’azienda, per almeno due motivi vitali: l’immagine data ai clienti e i possibili cavilli legali che si generano da imperfezioni linguistiche. Insomma, i commenti si sono divisi sulla condanna o sull’assoluzione per gli ingegneri che non scrivono bene in italiano. Tra i secondi mi ha colpito molto quello di un utente, dichiaratosi cultore della lingua italiana (non a torto vista la qualità di scrittura), a cui voglio collegarmi per esprimere il mio parere in merito alla questione. Come mi sento di condividere con l’autore del commento, l’importanza della conoscenza dell’italiano e della sua espressione, sia orale che scritta, è fondamentale per valutare qualsiasi lavoro in qualunque campo: anche se decidete di comprare una macchina, vi fidereste di chi pubblica un annuncio sgrammaticato o difficilmente comprensibile? Certo che no!

Fatto questo preambolo generale, è arrivato il momento di dire la mia: gli ingegneri devono saper scrivere bene in italiano, non devono emozionare perché non pubblicano romanzi, ma hanno il dovere di essere comprensibili perché il sapere è di tutti. Non c’è cosa più odiosa di leggere sigle e parole in slang e gergo prettamente tecnico: serve solo ad allontanare chi da profano cerca di approcciare una materia nuova. Personalmente, inoltre, ritengo che un lavoro ben realizzato ma scritto in un italiano non corretto alla fine non sia valido, per il semplice motivo che chi lo legge potrebbe essere portato in errore da eventuali ambiguità sintattiche o grammaticali.

La mia posizione è dunque intransigente e la voglio esprime in modo crudo: se non sai parlare e scrivere, tutto quello che sai perde di valore, anche se sei un ingegnere con quoziente intellettivo pari a 200. Se poi fossi un professore universitario boccerei di sicuro chi si presenta preparatissimo ma sbaglia un congiuntivo.

Questo soprattutto in tempi come quelli odierni, in cui chat e messaggi di testo hanno completamente stravolto il modo di concepire la comunicazione e la lingua italiana (a volte faccio fatica a non farmi scappare le varie abbreviazioni o le K al posto di ch e trovo la cosa intollerabile) e allora l’intransigenza diventa l’unico modo per alzare il livello di guardia.

Inoltre, chi scrive male legge anche male. Bisogna anche tenere presente che in effetti sullo schermo ci si sente giustificati a sbagliare (è un errore che ho fatto anche io in alcuni articoli) e si presta meno attenzione rispetto a ciò che si scrive su un foglio, e ora gli ingegneri difficilmente prendono in mano carta e penna.

Mi sono chiaramente espressa, si è capito, però ci tengo anche a precisare che per l’articolo ‘colpevole’ di tanto rumore ho trovato piuttosto infondate le critiche cariche di livore presenti nel primo commento. Insomma, le mie conoscenze tecniche non sono assolutamente all’altezza dell’autore, ma io leggendo il testo non ho avuto alcun problema di comprensione e, a parte qualche virgola e un paio di refusi fatti notare (a meno che degli strafalcioni non siano stati corretti prima della mia lettura) non ho incontrato delle eresie letterarie. Quello in cui mi sono imbattuta è un articolo davvero apprezzabile e chi muove delle critiche ha il diritto di farlo, ma allo stesso tempo ha il dovere di essere umile e cortese.

Quindi quale è il limite di qualità per definire uno scritto come “una buona scrittura” e, soprattutto, CHI lo stabilisce?

101 Comments

  1. Andres Reyes 28 novembre 2011
  2. Cristina 28 novembre 2011
  3. linus 15 novembre 2011
  4. Emanuele 15 novembre 2011
  5. alexm90 15 novembre 2011
  6. Emanuele 15 novembre 2011
  7. stefano664 15 novembre 2011
  8. stgrce 15 novembre 2011
  9. muldee 15 novembre 2011
  10. giovy90 15 novembre 2011
  11. muldee 15 novembre 2011
  12. Piero Boccadoro 1 dicembre 2011
  13. muldee 15 novembre 2011
  14. muldee 15 novembre 2011
  15. divivoma 15 novembre 2011
  16. Emanuele 15 novembre 2011
  17. Emanuele 15 novembre 2011
  18. Emanuele 15 novembre 2011
  19. divivoma 15 novembre 2011
  20. divivoma 15 novembre 2011
  21. Emanuele 15 novembre 2011
  22. linus 15 novembre 2011
  23. giovy90 15 novembre 2011
  24. Emanuele 15 novembre 2011
  25. magian 15 novembre 2011
  26. Andres Reyes 15 novembre 2011
  27. Andres Reyes 15 novembre 2011
  28. Edi82 15 novembre 2011
  29. Cristina 3 gennaio 2012
  30. Edi82 15 novembre 2011
  31. 12AT7 15 novembre 2011
  32. linus 3 gennaio 2012
  33. 12AT7 15 novembre 2011
  34. linus 15 novembre 2011
  35. Cristina 3 gennaio 2012
  36. linus 15 novembre 2011
  37. Cristina 3 gennaio 2012
  38. Andres Reyes 15 novembre 2011
  39. jumpjack 15 novembre 2011
  40. linus 3 gennaio 2012
  41. Andres Reyes 15 novembre 2011
  42. linus 3 gennaio 2012
  43. Edi82 15 novembre 2011
  44. Cristina 3 gennaio 2012
  45. Edi82 15 novembre 2011
  46. Andres Reyes 15 novembre 2011
  47. Andres Reyes 15 novembre 2011
  48. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  49. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  50. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  51. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  52. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  53. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  54. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  55. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  56. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  57. Piero Boccadoro 15 novembre 2011
  58. stefano664 16 novembre 2011
  59. maurotec 16 novembre 2011
  60. Piero Boccadoro 16 novembre 2011
  61. Vittorio Crapella 16 novembre 2011
  62. Piero Boccadoro 16 novembre 2011
  63. linus 16 novembre 2011
  64. divivoma 16 novembre 2011
  65. stefano664 16 novembre 2011
  66. divivoma 16 novembre 2011
  67. Emanuele 16 novembre 2011
  68. Emanuele 16 novembre 2011
  69. stefano664 16 novembre 2011
  70. maurotec 16 novembre 2011
  71. amplimax 16 novembre 2011
  72. stefano664 16 novembre 2011
  73. cai 16 novembre 2011
  74. cai 16 novembre 2011
  75. Piero Boccadoro 16 novembre 2011
  76. cai 16 novembre 2011
  77. Piero Boccadoro 16 novembre 2011
  78. giovy90 16 novembre 2011
  79. Emanuele 16 novembre 2011
  80. Phyr0 17 novembre 2011
  81. maurotec 17 novembre 2011
  82. Vittorio Crapella 17 novembre 2011
  83. Phyr0 17 novembre 2011
  84. giovy90 17 novembre 2011
  85. Emanuele 18 novembre 2011
  86. stefano664 18 novembre 2011
  87. muldee 18 novembre 2011
  88. muldee 18 novembre 2011
  89. Emanuele 18 novembre 2011
  90. Piero Boccadoro 19 novembre 2011
  91. muldee 18 novembre 2011
  92. divivoma 21 novembre 2011
  93. linus 21 novembre 2011
  94. linus 21 novembre 2011
  95. ingframin 21 novembre 2011
  96. Fabrizio87 14 dicembre 2011
  97. Piero Boccadoro 15 dicembre 2011
  98. Andres Reyes 27 novembre 2011
  99. Andres Reyes 28 novembre 2011
  100. Cristina 28 novembre 2011
  101. divivoma 28 novembre 2011

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