Il grande Digi-Comp II

digi-comp II calcolatore meccanico

DIGI-COMP II è un calcolatore educativo, che realmente funziona in un modo analogo ad un elaboratore digitale elettronico. Realizza un numero sorprendente di funzionamenti realizzati dal calcolatore elettronico, ma in un modo visibile e meccanico piuttosto che elettronicamente.

In DIGI-COMP II un impulso corrente elettronico è simulato da una sfera che rotola. La sfera rotola giù una superficie propensa nell’ambito della forza di gravità in un modo esposto. Quindi, la gravità fornisce la fonte di potere per DIGI-COMP II piuttosto che un rifornimento di corrente elettrica. Nel corso del relativo viaggio la sfera è diretta dalle guide (che simulano i legare che guidano gli elettroni nel calcolatore elettronico) ai punti di ingresso degli elementi di logica digitali binari successivi.

digi-comp II

La sfera entrando in un elemento di logica “interroga” o “lo consulta” per la relativa “condizione” e possibilmente cambia la relativa “condizione” nel corso del passaggio. Il funzionamento di DIGI-COMP II può essere interamente automatico o manuale. Con le varie regolazioni il vostro DIGI-COMP II può essere fatto funzionare nei seguenti modi:

1. Conteggio fuori un numero specificato delle sfere.

2. Conteggio nell’aritmetica binaria.

3. Aggiunga.

4. Moltiplichi.

5. Moltiplichi ed aggiunga.

6. Ottenga o “il 1” o “2” complementato

7. Sottragga.

8. Disaccordo.

9. Zero o libero.

10. Trabocco.

11. Fermata.

Mi ha un po sorpreso ricordare che il primo computer fu meccanico e non elettrico. Blaise Pascal a 19 anni inventò e costruì una macchina meccanica che calcolava somme e sottrazioni. Era il 1642. In suo onore fu dato il suo nome al linguaggio di programmazione. Qualche anno più tardi W.B. Leibniz inventò e costruì una macchina meccanica che faceva anche moltiplicazioni e divisioni .

Oltre a inventare il calcolo binario e preparae basi utili alla realizzazione della macchina di Touring. Solo 150 anni più tardi Charles Babbage costrui un macchina in grado di risolvere equazioni polinomiali e progettò una macchina meccanica programmabile dotata di memoria e lettore di schede perforate.

Nel 1991 il suo progetto è stato totalmente realizzato a conferma della sua intuizione.  Tra le altre cose è stato il padre della ricerca operativa e prefigurò il concetto di intelligenza artificiale. Notizie dei primi calcolatori meccanici si ritrovano anche ne L’accadeimia dei sogni di Wiliam Gibson , il Curta , calcolatore meccanico usato nei Rally sino agli anni ’80. La prima programmatrice fu una donna ed era il 1833, Ada Augusta Lovelace programmò la analytical engine di Baddage . Anche in suo onore il suo nome fu dato al linguaggio di programmazione.

Lo Z1 era un computer meccanico inventato da Konrad Zuse nel 1937. Era un calcolatore meccanico binario ad azionamento elettrico, limitatamente programmabile. L’input e l’output avvenivano tramite nastri perforati di celluloide. Una riproduzione dello Z1 (vedi immagine accanto) è attualmente esposta al Deutsches Technikmuseum di Berlino. La macchina era solamente in grado di compiere somme e sottrazioni fra valori in virgola mobile di 22 bit ciascuno (word), e comprendeva una logica di controllo che lo rendeva capace di effettuare operazioni anche più complesse, come moltiplicazioni (mediante la ripetizione di addizioni) e divisioni (ripetizioni di sottrazioni). L’ISA della macchine era formato da nove operazioni e il CPI del sistema variava tra 1 e 20.

Il New Journal of Physics ha pubblicato una ricerca capitanata da Robert Blick presso l’Università del Wisconsin a Madison secondo cui sarebbe possibile sfruttare la nanotecnologia per costruire un computer totalmente meccanico e privo di elettronica basata sui microprocessori in silicio. Un’idea bizzarra e apparentemente insensata, ma che a guardare più a fondo si rivela davvero innovativa e capace di aprire stimolanti prospettive. Le componenti di processazione del computer verrebbero realizzate in materiali di tipo piezoelettrico particolarmente duri – come per esempio il diamante. Questi hanno la proprietà di cambiare forma quando attraversati da scariche elettriche. In questo modo le trasformazioni spaziali controllate dei vari nanocomponenti all’interno del chip potrebbe indicare l’assegnazione del valore 1 o 0 a ciascun microelemento secondo la logica binaria, base di tutta la scienza dell’informazione.

2 Comments

  1. muldee 1 agosto 2011
  2. mdipaolo 1 agosto 2011

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