I valori di Linux sono in pericolo?

I valori di Linux sono continuamente messi in discussione dalle regole del mercato e della concorrenza

I valori di Linux e dell’intera comunità open source devono fare i conti con le regole del mercato e con la concorrenza di grandi aziende come Windows e Mac. Questo impone a chi scrive il codice di rimanere sempre al passo con i tempi e di fornire agli utenti il meglio delle tecnologie disponibili. Ma questo diventa sempre più difficile a mano a mano che le tecnologie diventano sempre più sofisticate.

Ubuntu e i valori di Linux

I valori di Linux e della comunità open source continueranno ad essere gli stessi? Il mercato, si sa, impone delle scelte non sempre coerenti con i valori iniziali di un progetto. In questo settore, la concorrenza con colossi come Windows e Mac costringe la comunità open source a un continuo confronto tra gli ideali e il pragmatismo. Più un progetto ha successo, come nel caso di Ubuntu, e più bisogna fare i conti con l’economia e con le regole del mercato. Osservando Canonical e l’evoluzione della sua distribuzione di Ubuntu Linux, e anche la sua filosofia di “Linux per tutti” e di “umanità verso gli altri” c’è molto da riflettere. Ubuntu sta subendo un graduale passaggio dalla Comunità di free software open source ideale a un pragmatismo equilibrato.

A differenza del progetto Debian su cui è basato, che cerca di seguire da vicino gli ideali del software libero e governa la progettazione e le modifiche da parte del comitato, (che ha sempre causato un certo ritardo della distribuzione a differenza dei suoi concorrenti come Fedora, Ubuntu invece cerca di accelerare il processo con i rilasci semestrali e una gestione più agile.

Ubuntu ha anche adottato un approccio più pragmatico, consentendo il software non libero nel proprio stack, oltre a tecnologie come Mono che sono considerate controverse o addirittura negative dai puristi del software libero. Un altro problema che costringe a mettere in discussione i principi e i valori di Linux.

Questa settimana, l’ammininistratore delegato di Canonical, Mark Shuttleworth, ha annunciato che GNOME, che è stato in ritardo nello sviluppo della sua prossima versione, la 3.0, per diversi anni, non sarebbe più il default dell’interfaccia utente per il sistema operativo a partire dalla prossima versione, la 11.04. Invece, la società Open Source avrà la propria interfaccia, che è stata sviluppata inizialmente per i netbook.

Questa sarà la fine degli ideali di Canonical e Ubuntu come free software? Non proprio. Ma la società è giunta alla constatazione che, perché Linux abbia una possibilità sul mercato dei desktop, si devono fare alcune scelte difficili e accettare dei compromessi. Non si può aspettare che la GNOME Foundation arrivi in ritardo nell’innovazione desktop rispetto a Windows, Mac OS, o anche KDE.

La concorrenza tra Linux e i grandi sistemi operativi

Ubuntu ha bisogno di innovare e fornire un ambiente interessante che sia un’alternativa per gli utenti, altrimenti il sogno di un desktop mainstream di Linux è senza speranza. E al tempo stesso, deve fornire le stesse tecnologie, quali ad esempio il multitouch, che la prossima generazione di sistemi operativi come Mac OS X Lion e Windows 8 forniranno. Nel caso in cui Debian, GNOME e altri non potranno fornire queste innovazioni, Canonical e Ubuntu dovranno farlo da soli.

Chi scrive il codice deve prendere le decisioni, non la comunità open source nel suo complesso. E questa è la scomoda verità quando si parla di sviluppo del software. Probabilmente Canonical continuerà a fare le stesse scelte difficili per adattarsi alla situazione e aumentare ancora più il suo successo.

2 Comments

  1. @Facebook 2 novembre 2010
  2. @Facebook 2 novembre 2010

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