IBM e urbanizzazione: l’informatica sempre più sorgente di innovazioni per un modello di città 2.0

Smarter Town IBM

Il progetto si chiama Smarter Town ed è già stato attuato in importanti città europee quali Stoccolma e Londra, con risultati logistici ed ecologici decisamente soddisfacenti: adesso è il turno dell’Italia.

Per chi studia o lavoro nel campo delle tecnologie, anche a livello hobbistico, almeno una volta avrà pensato a come sarebbe bello se tutto il mondo funzionasse con la disponibilità degli utenti dei forum, la generosità di Google e la forza dei blog. Da questa mentalità inarrestabile prende spunto il progetto “Smarter Town” del colosso informatico IBM.

Il problema di un’efficiente urbanizzazione, strettamente collegata ad un miglior uso delle infrastrutture, porta a voler sempre più abbattere problemi di vita quotidiana che la gente sempre più deve affrontare: dalla scuola alla salute, dalla sicurezza cittadina a quella automobilistica, ferroviaria e aerea, passando per l’ottimizzazione delle attività commerciali.

Il progetto “Smarter Town” è già stato consolidato in varie città europee dove efficaci sistemi informatici hanno reso possibile ridurre ingorghi e quindi inquinamento, con una maggiore e più rapida presenza delle forze dell’ordine. Per l’Italia, le prime città ad ospitare questo progetto saranno Parma e successivamente Salerno. I vantaggi saranno prima di tutto per i cittadini in termini di servizi: sicurezza, fruizione di arte e cultura, infomobilità.

Tutto ciò fa parte del progetto Smarter Planet, ovvero un pianeta reso più intelligente per aiutare i sistemi urbani in direzione del progresso e, parole di Luciano Martucci, presidente e amministratore delegato IBM Italia, “utilizzare, anche a livello di comunità locali, le tecnologie oggi disponibili a vantaggio di un diverso e più intelligente modo di condividere le informazioni.” L’impatto per la città sarà quindi minimo, si pensi alle ridottissime dimensioni dei sensori e delle telecamere, mentre è prevedibile un cambiamento per la vita dei cittadini, dei quali è stata chiaramente espressa collaborazione. Ad esempio a Parma verranno installati video sportelli da dove poter sbrigare le proprio pratiche tramite un operatore e sempre con la presenza di documenti cartacei.

Il successo è assicurato (a mio parere personale anche solo per la definizione stessa di tecnologia) dagli esperimenti precedenti. Ad esempio a Stoccolma (e successivamente Londra) la regolazione dei flussi dei veicoli ha ovviamente ridotto traffico ed emissioni nocive con il conseguente uso più ampio di mezzi pubblici. Ad Amserdam (insieme a CISCO) hanno recentemente annunciato un progetto per un smarter use nel campo energetico e finanziario, il tutto con l’obiettivo di avere infrastrutture sempre più eco-compatibili: per migliorare il consumo energetico il piano olandese comprende una rete di sensori di ambito domestico oltre che numerosi investimenti di famose aziende per nuove tecnologie impatto zero.

Probabilmente l’input è stato dato da Masdar City negli Emirati Arabi, che rappresenta un grandissimo modello di design e tecnologia. La città copre sei chilometri quadrati con abitazioni, commerci principali e un’università (Masdar Instituite of Science and Technology, assistita addirittura dall’ IMT). Potrebbe sembrare semplicemente un esempio per come investire dei soldi! All’interno della città sono ammessi solo i mezzi pubblici ma la principale peculiarità è l’avveniristico sistema di interconnesione di sistemi.

L’esempio che più mi ha colpito è quello di Parigi: lì un grande centro ospedaliero sta progettando una rete per la gestione di terapie in modo da velocizzare ogni fase della degenza dei pazienti: la tecnologia in questo modo entra prepotentemente nel nostro quotidiano facendosi strada e migliorando un aspetto essenziale della nostra vita. Potrebbe essere un modo per poter diffondere una maggior dimestichezza per la tecnologia ma soprattutto una maggior consapevolezza per l’importanza di queste nuove tecnologie, quasi spero di sentir dire un giorno “..perchè non è stato fatto prima?”.

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