Il problema delle emissioni elettromagnetiche

In molti paesi, più della metà della popolazione utilizza gli smartphone che rappresentano, ormai, una parte integrante delle moderne telecomunicazioni. Molti analisti stimano per i prossimi anni oltre 5 miliardi di dispositivi a livello globale costituendo, di fatto, una sorgente artificiale RF. Dato il gran numero di dispositivi è importante indagare, comprendere e monitorare qualsiasi potenziale impatto delle onde elettromagnetiche sulla salute umana. Le numerose ricerche hanno analizzato vari casi di assorbimento con correlazioni statistiche per quanto riguarda l'insorgere di malattie. SAR è un acronimo (Specific Absortion Rate) che esprime la quantità di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano durante l’esposizione ad una sorgente RF quale smartphone, microonde, Wi-Fi.

L'esposizione a campi elettromagnetici è una questione aperta da tanto tempo, negli ultimi anni però è cresciuta la sua rilevanza in seguito alla continua crescita delle tecnologie che creano sorgenti artificiali RF. In qualsiasi momento e qualsiasi luogo, ognuno è esposto alle onde elettromagnetiche, ovvero un insieme di campi elettrici e magnetici che si propagano nel tempo e nello spazio. Gli smartphone rappresentano il classico esempio di sorgente artificiale RF, così come alcuni elettrodomestici e apparati industriali. La tecnologia mobile trasmette onde radio per mezzo di una serie di antenne fisse denominate stazioni base. La loro interazione con la materia comporta fenomeni di riscaldamento del tessuto, e la quantità di energia a radiofrequenza che il corpo assorbe si misura attraverso il tasso di assorbimento specifico o SAR. La definizione tecnica viene espressa in riferimento ad una massa di un 1 Kg ed è per questo che in molti documenti troviamo il tasso di assorbimento espresso in W/Kg. Il design di apparati RF, in particolare lo smartphone, necessita di valori SAR in accordo alle norme nazionali ed internazionali: in italia è di circa 2 W/kg su 10 g di tessuto. La commissione FCC americana (Commissione Federale per le Comunicazioni) ha imposto invece un valore SAR non superiore a 1.6 W/Kg  su 1 grammo di tessuto. Facendo una lista di possibili valori SAR per i principali smartphone, scopriamo valori che si aggirano sempre al di sotto dei valori limite con un intervallo che va da circa 1.2 W/Kg per alcuni telefoni della Huawei a meno di 1 W/Kg per la maggior parte dei telefoni Samsung ed Apple. Ultimamente Samsung ha anche pubblicato alcuni valori di SAR di 0.3-0.4 W/Kg per i suoi ultimi dispositivi.

Le onde elettromagnetiche possono interagire in diversi modi con la materia vivente, come piante, essere umani e animali. Gli effetti sono legati alla frequenza e potenza, e variano a seconda dell'ambiente circostante e delle condizioni di assorbimento. In particolare, gli effetti termici rappresentano lo studio principale dell'esposizione RF sul nostro tessuto con i relativi potenziali effetti cancerogeni. Il riscaldamento è la conseguenza principale dell'interazione dei campi RF superiori a 1 MHz. Al di sotto producono riscaldamenti non significativi e inducono soprattutto piccole correnti nei tessuti. La maggior parte dell'energia prodotta da radiofrequenze è assorbita dalla pelle e altri tessuti superficiali, questo si traduce in un aumento trascurabile o meno (a seconda della potenza) della temperatura nel cervello e in altre parti del corpo.

Molti ricercatori stanno esaminando i potenziali rischi a lungo termine dall'esposizione a radiofrequenza, cercando un'associazione tra tumori al cervello e uso del telefono cellulare.

Diversi grandi studi epidemiologici multinazionali sono in corso, il più grande studio coordinato dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro cerca di determinare se ci sono collegamenti tra l'uso di telefoni cellulari e l'insorgere di tumori. Lo studio non ha trovato per ora un aumento significativo del rischio di glioma o meningioma con l'uso del telefono mobile per più di 10 anni. Ci sono alcune indicazioni di un aumento del rischio per coloro che hanno riportato un tasso di ore di conversazione al telefono più alto. Secondo l'associazione AIRC (associazione italiana per la ricerca sul cancro), i livelli di RF a cui siamo sottoposti giornalmente sono trascurabili (ad eccezione dei casi quando avviciniamo lo smartphone all'orecchio), ma questo però non permette di esprimere delle considerazioni sugli effetti a lungo termine. Molti esperimenti condotti in laboratorio hanno dimostrato una certa pericolosità con correlazioni statistiche di un certo interesse tra emissioni e l'insorgere di malattie croniche. L'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ha classificato i campi elettromagnetici come cancerogeni di gruppo 2B (sospetti agenti cancerogeni). Per avere una maggiore certezza negli studi condotti dai vari scienziati, è necessario monitorare la salute di un vasto gruppo di utenti di telefonia mobile ma soprattutto condurre questi esperimenti per lunghi periodi di esposizione.

La valutazione dei rischi per la salute derivanti dall'esposizione a campi elettromagnetici, e quindi dal relativo assorbimento, è molto complessa, soprattutto di carattere statistico, con numerose pubblicazioni esistenti che forniscono le loro considerazioni dimostrando una caratteristica multidisciplinare della tematica. Molti rischi vengono associati ai bambini in quanto più vulnerabili e con il sistema nervoso ancora in fase di sviluppo. E' consigliabile ridurre l'esposizione consentendo loro di utilizzare i telefoni cellulari per scopi prettamente essenziali e mantenere le chiamate brevi (al limite se volete farli giocare impostare la modalità aerea). L'aumento esponenziale di sorgenti artificiali RF pone sicuramente delle questioni e quindi dei rimedi per quanto riguarda la sicurezza e la salute umana. La potenza (e quindi l'entità di esposizione a radiofrequenza) di un dispositivo RF diminuisce rapidamente con l'aumentare della distanza dal ricevitore/trasmettitore, quindi utilizzando un dispositivo RF a "mani libere"  si avrà un'esposizione molto inferiore rispetto a quando il dispositivo si trova vicino al cervello durante una normale conversazione: l'esposizione si riduce significativamente se la persona utilizza il proprio dispositivo ad una distanza di 25-35 cm dal corpo (con l'ausilio di un auricolare). Per maggiori informazioni consultare il seguente link.  La necessità quindi di ulteriori studi porterà ad una decisa formulazione dei rischi derivanti dall'assorbimento dei campi elettromagnetici ad alta frequenza.

 

 

2 Commenti

  1. Marcello.Colozzo 1 22 agosto 2016

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