Iniziare da zero con il kit Arduino: studio e applicazioni con il transistor BC547

Parlare delle applicazioni di un transistor affiancate all'utilizzo di un microcontrollore sembrerebbe anacronistico. Invece non c'è occasione migliore per ribadire, ancora una volta, che tale componente, non solo è alla base di qualsiasi circuitazione digitale ed analogica, ma fornisce molti spunti e soluzioni ai problemi che, altrimenti, sarebbero risolti con parecchia difficoltà.

Introduzione

Il kit di Arduino, del quale abbiamo parlato in altre occasioni, ci mette a disposizione cinque transistor BC547. Essi sono, a pieno titolo, degni successori dei modelli BC107, più vetusti e, ormai, andati fuori produzione ed il loro utilizzo è universale.

Caratteristiche del BC547

Prima di proseguire con l'articolo e produrre i relativi circuiti elettrici, è doveroso entrare a conoscenza del transistor BC547, esaminandone le caratteristiche, alcune delle quali estremamente interessanti:

  • VCB: 50V;
  • VCE: 45V;
  • VEB: 6V;
  • IC: 100mA;
  • PC: 500mW;
  • TJ: 150°C;
  • hFE: 200-450;

Esso si presenta in contenitore plastico TO-92 e, guardandolo coricato, in modo che il lato arrotondato si trovi nella parte sottostante, come mostrato in figura 1, i terminali sono, partendo da sinistra, il collettore, la base e l'emettitore.

 

Figura 1: Il pinout del transistor BC547.

Figura 1: il pinout del transistor BC547.

Diamo anche un'occhiata alle curve caratteristiche del transistor in oggetto, come mostrato in figura 2, ovviamente in regime statico.

Figura 2: Le curve caratteristiche del transistor BC547.

Figura 2: le curve caratteristiche del transistor BC547.

Il transistor: una leva... elettronica

L'esperienza che intraprenderemo è quella che fa comprendere come un transistor sia una sorta di leva elettronica che, con pochissima quantità di corrente può eseguire compiti ben più ardui e pesanti. Per capire il concetto, poniamoci questa domanda: "Posso sollevare un'automobile solo con le mie mani?". Ovviamente la risposta è no ma, se ragioniamo un poco, possiamo affermare esattamente il contrario. Il sollevamento di una grossa massa è possibile, a patto di adoperare una leva. Assimiliamo, dunque, il componente elettronico ad un cric per automobile, guardando anche la figura 3.

Figura 3: Il paragone di un transistor ad un cric per automobile.

Figura 3: il paragone di un transistor ad un cric per automobile.

 

Applicando una piccola forza alla leva del cric (terminale "base") con la mano si riesce, con molta facilità, a sollevare una pesante automobile, grazie alla forza moltiplicata presente sulla sella reggi carico (terminale "collettore"). Tutto il peso viene scaricato a terra attraverso le ruote (terminale "emettitore"). Con questo paragone, un po' spartano ma estremamente efficace, si comprende bene come il transistor riesca a far transitare una notevole quantità di elettroni tra collettore ed emettitore, ricevendo dalla base una irrisoria corrente. Ovviamente la corrente ne' si inventa ne' viene fornita gratuitamente dalla natura. Questa grande quantità di energia deve essere erogata da un generatore. In questo caso, dunque, il transistor si comporta come un regolatore di flusso. Ecco un altro esempio di paragone per comprendere il funzionamento del transistor. Conoscete tutti il pantografo, ossia quello strumento che consente di riprodurre disegni rimpiccioliti o ingranditi, partendo da un disegno modello. Eseguendo piccoli movimenti con il perno centrale del pantografo (base), si ottengono [...]

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5 Commenti

  1. Giovanni Di Maria Giovanni Di Maria 27 aprile 2017
  2. Maurizio Di Paolo Emilio Maurizio Di Paolo Emilio 27 aprile 2017
  3. solitone 29 aprile 2017
  4. Doc77 Doc77 1 maggio 2017

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