Interfaccia Echolink di terza generazione 1/4

Interfaccia Echolink di terza generazione

Come gli appassionati d’Echolink sanno, le possibilità di accedere al sistema sono di due tipi: via PC oppure via radio attraverso un link o un ripetitore; nel secondo caso è necessario eseguire un collegamento fisico tra PC e radio. Tale operazione permette di far transitare i segnali BF fra PC e RTX (e viceversa) oltre a fornire alla radio il comando del PTT (trasmissione radio in corso) e ricevere eventualmente quello di COR (ricezione radio in corso).

Anche qui vi sono due strade: collegamento diretto o tramite interfaccia separatrice. La prima opzione è molto rischiosa perché può portare a malfunzionamenti (a causa di deleteri anelli di massa) oppure a danneggiamenti del PC o viceversa (in caso di differenze di potenziale). La cosa non è da prendere sottogamba, qualche anno fa anch’io ne sono stato vittima. Avevo il PC collegato tramite porta seriale ad una scheda RF ed è bruciato l’integrato PLL pilotato direttamente da tale linea. Quindi non si tratta di leggende come mi è già capitato di udire in radio: i componenti vanno “arrosto” davvero. Ecco quindi la necessità di una scheda separatrice in modo che vi sia il libero scambio dei segnali senza collegamento fisico. Vediamo in fig. 1 i blocchi essenziali di tale interfaccia che potremmo definire di “prima generazione”.

Interfaccia di prima generazione

I segnali da separare sono quattro: due di BF (RX BF e TX BF da e per la sound blaster) e due di controllo (PTT e COR da e per la porta seriale). Per quelli del primo gruppo si adottano generalmente semplici trasformatori separatori di segnale con rapporto 1:1 impedenza 600 ohm. Nel secondo caso, invece, il lavoro è svolto da fotoaccoppiatori e da un annesso circuito che adatta i livelli a quelli richiesti dalla porta RS232 (ed oggi è spesso seguito anche da un adattatore seriale-USB per i PC sprovvisti di questa porta). Le linee del segnale hanno generalmente dei trimmer per la regolazione delle ampiezze (V1 e V2) e la BF proveniente dall’RTX fluisce su una resistenza di carico (RC). Un jumper (JPTX) permette di chiudere a massa, tramite una resistenza, il circuito BF del microfono al fine di comandare la trasmissione sugli apparati che richiedono questa modalità. Si noti che la parte sinistra “RTX” (gialla) è fisicamente separata da quella destra “PC” (azzurra) sia nella parte segnali sia in quella masse (a tale scopo queste ultime sono state disegnate diversamente per evidenziare tale caratteristica).

Questa interfaccia, non avendo connotazioni particolari, può essere utilizzata anche per altri scopi (Packet, PSK31 ecc.). Esistono varianti totalmente optoisolate (linee di controllo e BF) che hanno però il non indifferente svantaggio di richiedere una doppia alimentazione senza fornire alcun che di migliorativo.

Interfaccia_Echolink_schemi

Chi usa il sistema Echolink sa anche che la gestione radio avviene tramite bitoni DTMF e che la loro corretta decodifica è essenziale. Quella software del programma fa quello che può tanto è vero che sono nate da subito delle interfacce che trasferiscono in hardware tale necessità. Questo fa anche risparmiare al PC risorse non essendo impegnato in quest’operazione. Ecco quindi la nascita d’interfacce che definirei di “seconda generazione”.

radiokit elettronica
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