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Interfaccia Echolink di terza generazione 3/4

Interfaccia Echolink di terza generazione

Il progetto

Veniamo adesso al progetto vero e proprio. La parte hardware ingloba alcune sezioni delle generazioni precedenti che quindi tralascio perché già trattate. La prima differenza consiste nell’assenza dei jumper delle funzioni COR e PTT normale/negato: tale selezione si eseguirà in software. I led COR e PTT, dovendo assolvere a molteplici funzioni, non sono più pilotati dai circuiti più disparati ma dipendono direttamente dal microcontrollore. Questa interfaccia lavora colloquiando con il PC esclusivamente in ASCII perciò la linea dedicata del comando PTT è stata tolta. Il PIC utilizzato, come detto, dispone di porta seriale hardware che è stata sfruttata per questa funzione. Le velocità supportate da Echolink sono 2,4 e 9,6 Kbs e quest’interfaccia è stata sperimentata con entrambe fornendo risultati assolutamente identici. Non vi sono significative differenze in termini di prestazioni perché il tempo impiegato per l’invio dei dati è trascurabile rispetto a quello d’inattività per questo la scelta più logica è ricaduta sui 2,4 Kbs che, almeno sulla carta, consentono meno probabilità d’errore nel trasferimento.

In internet girano software per interfacce di seconda generazione che utilizzano il PIC16F628A e che sono esclusivamente di derivazione PIC16F84A quindi simulando solo la porta seriale lasciando inutilizzata quella hardware. E’ bene sottolineare che, per i computer che non dispongono più della porta seriale, è sufficiente un apposito adattatore serialeUSB: io ho testato quest’interfaccia anche con uno di questi dispositivi. Come accennato, il micro dispone di due comparatori interni per questo è possibile acquisire anche segnali analogici che saranno in seguito trattati per via digitale. Grazie a tale opportunità questa interfaccia sostituisce con elevata affidabilità tutta la funzione VOX d’Echolink consentendo anche l’accensione del led COR indicante una ricezione in corso.

Interfaccia_Echolink_schema

Il sistema in uso è misto hardware-software in modo di sfruttare i vantaggi di entrambi.

A differenza del programma Echolink, il funzionamento può avvenire in tre modi: VOX, COR, MIX: prescindendo da quanto selezionato sull’interfaccia, nel programma Echolink si dovrà sempre abilitare il COR.

Funzionamento VOX

Al microcontrollore sono applicati due distinti segnali: uno è la BF proveniente dalla radio opportunamente dosata dal potenziometro PT1 e amplificata dall’operazionale U4a, l’altro è la tensione continua proveniente dal potenziometro PT2 che regola la soglia d’intervento. Il giusto dosaggio di queste due regolazioni, per niente critiche, permettono di far funzionare il VOX perfettamente.

Al fine di monitorare la BF è stato implementato un apposito led (DL1 BF) che lampeggia in conformità al segnale. Un VOX efficiente è caratterizzato da parametri specifici (alcuni presenti anche in Echolink con nomi diversi): un tempo variabile di caduta del VOX al cessare del segnale BF (F-VOX), un tempo fisso di verifica del segnale BF (V-VOX), un tempo variabile d’insensibilità all’attacco BF (AVOX), un tempo variabile d’insensibilità alla BF dopo la caduta del VOX (I-VOX). Il tempo VVOX è impiegato nel riconoscimento della BF, quello A-VOX per evitare falsi agganci sui colpi di portante, quello C-VOX è il classico tempo che determina la caduta del VOX al termine della BF ed infine I-VOX impedisce il riaggancio durante i rumori generati dallo squelch. Tutti questi parametri sono controllati dal micro attraverso i timer hardware interni con la precisione nell’ordine dei microsecondi e sono tutti modificabili (di quest’operazione si parlerà in seguito).

radiokit elettronica

 

 

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