Interfaccia Echolink di terza generazione 4/4

Interfaccia Echolink di terza generazione

In fig. 4 sono raffigurati questi tempi (DLY VOX) in funzione della BF e l’effetto che hanno sul COR, sul PTT e sui led: il led BF lampeggia in funzione della bassa frequenza proveniente dalla radio invece il led del COR si accende fisso per tutta la durata della trasmissione verso internet. Ai più arguti non sarà sfuggito il grafico del PTT con relativo led ovvero sintomo di una trasmissione radio: trattasi di un’altra novità introdotta da questa scheda. Quando si aggancia un ponte, e cessa il segnale che lo impegna, al passaggio in ricezione si assiste alla coda del ripetitore fornendo quel senso di sicurezza nell’aver impegnato il sistema. Nel link, invece, al termine della trasmissione non avviene nulla lasciando nell’incertezza sia dal punto di vista “tecnico” che “psicologico” l’operatore. Questa funzione (selezionabile da software) permette di simulare ad un link la coda come per un ripetitore.

Tale funzione, essendo legata all’interfaccia, è attiva a prescindere dallo stato del collegamento Echolink. Qualora si operi con il VOX la risposta si attiverà al cessare del tempo IVOX, nel caso si operi con il COR radio essa avverrà immediatamente al cessare di quest’ultimo. Ciò significa che nel primo caso basta una qualsiasi BF per ottenere una risposta (escluse note DTMF), nel secondo un colpo di portante, analogamente a quello che avviene in un ripetitore; anche a questo tempo è possibile variare la durata. Al fine di far funzionare il tutto al meglio è stato necessario introdurre una linea di ritardo sul cammino della BF tra la ricezione radio ed il PC.

Infatti, come per tutti i VOX, il riconoscimento avviene quando è già presente il segnale e ad esso vanno sommati altri ritardi dovuti al sistema. Il risultato è un taglio più o meno pronunciato della prima parte del parlato. Con l’uso classico del programma Echolink questo non avviene perché lo stesso ha già all’interno tale linea (virtuale), la stessa usata per sopprimere la BF dei bitoni DTMF verso internet: nel nostro caso va quindi aggiunta esternamente. Anni fa la cosa era improponibile perché si sarebbe dovuto assemblare un’infinità di componenti; adesso, invece, esiste un integrato specifico nato per il surround (dal costo di pochi euro) che ingloba tutto il necessario.

Il fatto poi che è ideato per questo scopo fa sì che si garantiscano delle specifiche audio (come ad esempio banda passante e distorsione) ben superiori a quello che richiede questa specifica applicazione. Anche se nella mia realizzazione il ritardo di riconoscimento è appena avvertibile, ne esiste un altro creato appositamente per uno specifico scopo che obbliga l’utilizzo di un simile congegno. Il ritardo AVOX, infatti, impedisce che sia attivata la comunicazione via internet quando s’interroga il sistema con i bitoni DTMF. Una funzione simile è presente in Echolink ma sopprime solo la BF dei codici, attivando comunque la trasmissione del PC. Il programma per quest’interfaccia riconosce immediatamente quando si tratta di bitono DTMF invece di semplice BF e non attiva la procedura d’invio al computer. Il risultato finale è evidente in una conferenza. Se si pensa che i sistemi collegati sono spesso decine e altrettanto numerose possono essere le interrogazioni orarie è presto fatto il calcolo delle trasmissioni inutili con conseguente scocciatura nei confronti di chi è in ascolto. Inoltre il ritardo A-VOX aiuta a discriminare una portante muta da quella modulata.

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