Interfono moto

interfono moto fai da te

Fai da te interfono moto. Facilmente applicabile a qualsiasi tipo di casco, consente a passeggero e pilota di comunicare tra loro senza essere costretti ad urlare. La scatola di montaggio comprende anche gli auricolari e i microfoni con le relative staffe di fissaggio. Siamo in piena estate, la stagione preferita dagli appassionati di moto. Le belle giornate di sole rappresentano la cornice ideale per gite ed escursioni. Non a caso strade ed autostrade sono invase dai centauri, tutti, piloti e passeggeri, con il regolamentare casco di protezione.

Per chi viaggia in moto il casco rappresenta un elemento di sicurezza fondamentale; basti pensare che da quando è stata estesa l’obbligatorietà anche per i ciclomotori, gli incidenti mortali si sono dimezzati. Il casco, dunque, va sempre indossato, sia nei viaggi brevi che nei lunghi trasferimenti. Purtroppo questo utilissimo accessorio presenta anche alcuni inconvenienti; il principale (a parte il caldo d’estate) è rappresentato dall’isolamento acustico: per comunicare tra loro, pilota e passeggero debbono urlare e in alcuni casi (alta velocità, moto molto rumorose) i due, addirittura, non riescono a sentirsi. Per eliminare questo inconveniente, è necessario fare uso di un apposito interfono da montare sui caschi.

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Nei negozi che trattano accessori per moto possiamo trovare vari dispositivi di questo genere, con caratteristiche e prestazioni differenti ma anche con una cosa in comune: il prezzo decisamente eccessivo. Spesso, non a caso, sulle riviste di elettronica, troviamo progetti del genere, richiesti dai lettori appassionati di moto che sono alla ricerca di qualcosa di più economico di quanto offerto dal mercato.

Tutti i progetti che abbiamo visto in questi anni sono sicuramente più che validi dal punto di vista tecnico (d’altra parte si tratta di un semplice amplificatore) ma, tutti quanti, peccano per quanto riguarda l’aspetto pratico. Infatti il problema di questi dispositivi non è la circuiteria elettronica ma bensì il sistema di fissaggio del microfono e dell’auricolare, che, se non risolto, vanifica anche il più sofisticato schema.

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D’altra parte non è possibile affrontare “artigianalmente” questo problema che va risolto a monte, da chi propone il progetto. Per questo motivo, quando abbiamo deciso di realizzare un interfono per moto, abbiamo cercato di risolvere innanzitutto il problema del microfono e dell’auricolare; solo in un secondo tempo ci siamo occupati del circuito elettrico. Ecco dunque la nostra proposta per un interfono economico, sicuro, facilmente installabile su qualsiasi casco.

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L’apparecchio è disponibile in scatola di montaggio ed il kit comprende anche una coppia di auricolari/ microfoni con il relativo sistema di fissaggio al casco che risolve l’annoso problema, tipico di questi dispositivi. Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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Il circuito è quanto di più semplice si possa immaginare essendo composto da un solo stadio amplificatore. Abbiamo deciso di adottare questa soluzione per ridurre al minimo il consumo in modo da ottenere un’elevata autonomia. L’interfono viene alimentato con 4 pile mini stilo che, se di tipo alcalino, consentono un impiego continuativo di almeno 80-100 ore. Il circuito assorbe infatti meno di 10 mA mentre le pile mini stilo sono in grado di erogare una corrente di 800 mA/h. L’unico elemento attivo utilizzato nell’interfono è l’integrato U1, un comune LM386 (datasheet).

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Il segnale audio di ingresso viene applicato al pin 3 tramite il potenziometro di volume P1. Il circuito utilizza quali microfoni due capsule preamplificate che evitano l’impiego di ulteriori stadi di preamplificazione. Le capsule sono polarizzate mediante le resistenze R3 e R4; i condensatori C8 e C9 limitano la banda passante del dispositivo. I due segnali audio vengono miscelati tra loro mediante i condensatori elettrolitici C5 e C6, entrambi collegati allo stesso terminale del potenziometro P1.
Il segnale amplificato è disponibile sul pin 5 da dove, tramite il condensatore elettrolitico C7, giunge ad entrambi gli auricolari da 32 ohm collegati in parallelo tra loro. E’ evidente che con questa configurazione circuitale sia il passeggero che il pilota sentono in cuffia anche la loro voce ma ciò non provoca alcun fastidio. Anzi, il fatto di udire anche la propria voce consente di verificare costantemente il buon funzionamento del circuito. Il led LD1 segnala quando l’interfono è alimentato.

L’interruttore di accensione fa parte del potenziometro di volume. Il guadagno complessivo del circuito è volutamente basso in modo da evitare fastidiosi rumori di fondo nell’auricolare: l’unico segnale che passa, anche per la vicinanza del microfono alla bocca, è la voce del compagno di viaggio. Fin qui il circuito; vediamo ora come va costruito ed utilizzato il dispositivo. Come si vede nelle illustrazioni, tutti i componenti sono stati inseriti e montati su un minuscolo circuito stampato; dato l’esiguo numero di elementi, la possibilità di commettere qualche errore durante questa fase del cablaggio è piuttosto remota.

A montaggio ultimato la piastrina va inserita all’interno di un piccolo contenitore plastico munito di portapile in grado di accogliere quattro mini stilo collegate in serie. Su un lato del contenitore vanno fissate due prese jack stereo alle quali fanno capo l’auricolare ed il microfono di ciascun casco. E’ consigliabile fare uso di un contenitore munito di clips in modo da poterlo fissare alla cintura. Il microfono è fissato ad una lato di una astina flessibile la quale può essere montata facilmente su qualsiasi tipo di casco grazie ad un particolare gancio, come si vede nelle foto e nei disegni. L’astina va opportunamente regolata in modo che il microfono si trovi esattamente davanti alla bocca.

L’interfono dispone di un solo controllo (il potenziometro di volume) mediante il quale è possibile accendere e spegnere l’apparecchio e regolarne il livello sonoro in funzioni delle condizioni di impiego.

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