Un interfono via radio – 3

Un interfono via radio

C6 verrà quindi forzato a ricaricarsi ed avremo quindi un altro ciclo come quello già visto, poi una sequenza di carica e scarica che si ripeterà ciclicamente fino a che SW2 non verrà rilasciato privando dell’alimentazione il partitore R13/R14 e bloccando quindi il funzionamento del multivibratore astabile.

La sequenza dei cicli di carica e scarica vede l’alternarsi dei livelli alto e basso all’uscita dell’operazionale U1b, ovvero un segnale quadro unidirezionale dell’ampiezza di 10÷11 volt che, tramite la resistenza R8, viene portato al sommatore U1a per essere attenuato (il rapporto R5/R8 determina necessariamente attenuazione, vista la notevole ampiezza del segnale fornito dal multivibratore); il condensatore di disaccoppiamento C3 lascia passare il segnale modellandone la forma d’onda, ed evita l’interferenza tra la polarizzazione dell’amplificatore di ingresso e quella del piedino 7 dell’U1.

La radiofrequenza generata dall’ibrido TX-FM Audio esce dal piedino 15 e, tramite uno scambio del relè RL1, giunge all’antenna ricetrasmittente per essere irradiato nell’ambiente circostante; notate che anche RL1 viene comandato dai pulsanti SW1 ed SW2: infatti in ogni caso l’alimentazione applicata ai piedini 1 e 2 dell’U2 polarizza la base del transistor NPN T2, che va in saturazione ed alimenta con il proprio collettore la bobina del relè. Questi è normalmente a riposo e in tale condizione connette l’antenna all’ingresso della sezione ricevente, che andiamo ad esaminare.

La parte di ricezione, tutta condensata (per facilitarne l’esame) in basso nello schema elettrico, è costruita attorno a due integrati: quello principale è indubbiamente l’ibrido RX-FMAudio, siglato U3, che è in pratica un completo radioricevitore FM sintonizzato sulla stessa frequenza del trasmettitore U2, ovvero a 433,75 MHz. Quando il circuito è a riposo, ovvero quando non viene premuto alcuno dei pulsanti SW1/SW2, il relè RL1 commuta l’antenna verso l’ingresso dell’ibrido, e porta l’alimentazione ad esso ed all’amplificatore BF integrato U5, che vengono invece spenti in trasmissione per evitare di sentire ciò che viene inviato localmente dall’antenna e che, per ragioni di vicinanza, sarebbe inevitabilmente captato dalla sezione ricevente.

Allora, quando l’antenna capta il segnale inviato da un’altra unità dell’interfono posta in trasmissione, il modulo RX-FM Audio lo sintonizza e lo demodula, estraendo la bassa frequenza e quindi il segnale vocale; quest’ultimo esce dal piedino 10 e rientra nel 19, che è l’interruttore CMOS comandato dallo squelch interno. Praticamente prelevando la BF dal piedino 18 possiamo fare in modo che l’amplificatore di potenza venga tacitato quando il segnale radio è troppo debole o disturbato, ovvero quando non c’è portante e non si vuole ascoltare l’insieme di fruscii che inevitabilmente si sentono in altoparlante in assenza di trasmissioni.

Va osservato che in ricezione usiamo solo la rete di deenfasi interna al modulo, e non abbiamo aggiunto alcun condensatore esterno perché in trasmissione non è stata operata alcuna preenfasi dei toni acuti: ciò determina una lieve attenuazione delle alte frequenze dell’audio, che però ha solo effetti benefici, perché riduce un po’ i soffi tipici dei collegamenti via radio e non pregiudica l’uso perché la voce si estende non oltre qualche KHz, ovvero nella zona dei toni medi e non si apprezza alcuna alterazione nella comunicazione.

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