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Un interfono via radio - 4

Un interfono via radio

Notate che il piedino 15, che regola la sensibilità dello squelch, è stato collegato ad un trimmer (R21) così da poter regolare il livello del segnale radio per il quale deve avvenire l’ascolto in altoparlante: rammentate perciò che tanto maggiore è la resistenza inserita tanto più è efficace il controllo, mentre riducendone il valore si abbassa l’intervento del muting, e in altoparlante si sentono anche soffi e rumori tipici della radioricezione anche se di fatto non vi è alcun modulo interfono in trasmissione.

In ogni caso il segnale audio, uscente dal piedino 18, giunge tramite il condensatore C11 e la resistenza R20, ai capi del P1, un potenziometro che permette la regolazione del volume di ascolto del dispositivo; dal suo cursore l’audio opportunamente dosato raggiunge l’ingresso dell’integrato U5, un finale di piccola potenza di tipo LM386, prodotto dalla National Semiconductors e capace di erogare fino ad 1 watt ad un altoparlante da 8 ohm di impedenza. Questi provvede ad amplificare di quanto basta il segnale in modo da rendere ben udibile in un altoparlante la voce di chi parla dall’altro apparecchio interfonico.

L’intero circuito, ovvero ogni modulo, è alimentato a tensione continua di valore compreso tra 15 e 20 volt, applicati tra il punto +Val e la massa; il diodo D4, posto in serie alla linea, protegge dall’inversione di polarità, mentre il regolatore integrato U4 provvede a ricavare 12 volt ben stabilizzati. Numerosi condensatori elettrolitici e ceramici filtrano localmente l’alimentazione (C7 agisce ad esempio su quella principale).

E passiamo adesso a vedere come costruire ed utilizzare in pratica l’interfono: per prima cosa dovete rammentare che un sistema è composto da un minimo di due moduli, poiché uno può ricevere il segnale dell’altro quando esso è in trasmissione, e viceversa; in sostanza, se serve per far dialogare almeno due persone dovete usare quantomeno un dispositivo a persona.

REALIZZAZIONE PRATICA
Il montaggio è ovviamente uguale per tutti, quindi vediamo le fasi principali partendo dal circuito stampato che dovete preparare ricorrendo preferibilmente alla fotoincisione: allo scopo potete ricavare la pellicola fotocopiando o fotografando (questo può farlo un “fotolito”) la traccia lato rame che trovate illustrata in queste pagine a grandezza naturale. Incisa e forata la basetta inserite resistenze e diodi al silicio (ricordando che questi ultimi hanno una polarità: la fascetta colorata indica il catodo) quindi il trimmer e gli zoccoli per i due integrati dip, entrambi da 4+4 piedini, che consigliamo di disporre con la tacca di riferimento dalla parte indicata nel disegno di disposizione componenti visibile in queste pagine; così facendo avrete il riferimento per quando dovrete innestare i chip.

Procedete inserendo e saldando i condensatori, in ordine di altezza, prestando attenzione alla polarità di quelli elettrolitici, quindi tutti i transistor ed il regolatore integrato 7805: tutti hanno un verso d’inserimento che va rispettato, e che è ben indicato dal solito disegno; in particolare, il regolatore deve stare con il lato delle scritte rivolto all’esterno dello stampato. Quanto al relè, montatelo senza curarvi troppo del suo verso di inserimento, dato che entra soltanto in un modo; sistemate via-via quello che manca, ricordando di fare il ponticello vicino a RL1, utilizzando uno spezzone avanzato dai terminali tagliati di diodi, resistenze o condensatori.

 

 

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