Introduzione ai requisiti della direttiva RoHS2002/95/CE 1/3

Introduzione ai requisiti della direttiva RoHS2002/95/CE 1/3

Introduzione ai requisiti della direttiva RoHS2002/95/CE
La direttiva RoHS (Restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose) limita l’utilizzo di sei sostanze:

    Piombo (Pb)
    Mercurio (Hg)
    Cromo esavalente (Cr (VI))
    Cadmio (Cd)
    Ritardanti di fiamma bifenili polibromurati (PBB)
    Ritardanti di fiamma eteri di difenile polibromurati (PBDE)

L’uso di queste sostanze nelle apparecchiature che rientrano nel campo di applicazione della direttiva è soggetto a restrizioni. La direttiva si applica alle apparecchiature elettriche ed elettroniche che dipendono per il corretto funzionamento da campi elettrici o elettromagnetici, e alle apparecchiature di generazione, trasferimento e misura di queste correnti e campi che rientrano in una delle categorie elencate a pagina 9 di questa guida e progettate per l’uso con tensione nominale non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua.
Si estende a otto delle dieci categorie contemplate dalla direttiva sulle apparecchiature elettriche ed elettroniche di scarto (WEEE). Esse sono:

    1. Elettrodomestici grandi
    2. Elettrodomestici piccoli
    3. Apparecchiature informatiche e di telecomunicazione
    4. Elettronica di consumo
    5. Apparecchi di illuminazione (comprese lampadine elettriche e lampadari di uso domestico)
    6. Strumenti elettrici ed elettronici (fatta eccezione per le attrezzature industriali fisse di grandi dimensioni)
    7. Giocattoli e attrezzature per lo sport e il tempo libero
    10. Distributori automatici

I requisiti RoHS si applicano ai prodotti finiti compresi nel suo campo di applicazione; ciò significa che nessun componente, o combinazione di componenti assemblati in modo da costituire un sottogruppo, può contenere una qualsiasi delle sostanze soggette a restrizione a livelli superiori ai valori limite di concentrazione.

Esenzioni
Sono previste alcune esenzioni:
Piombo: In leghe di saldatura con punto di fusione alto. Nei vetri CRT, nei tubi fluorescenti e nei componenti elettronici. Nei componenti elettronici ceramici. In alcune leghe in concentrazioni ridotte. Nelle leghe di saldatura dei server, degli array di storage e delle apparecchiature di storage e delle infrastrutture di rete di telecomunicazione.

Mercurio: Nelle lampade fluorescenti e di altro tipo
Cadmio: Nei rivestimenti eccetto ove vietato dalla direttiva 91/338/CEE (direttiva sul cadmio)
Cromo esavalente: Negli impianti di raffreddamento in acciaio al carbonio per refrigeratori ad assorbimento. Sono state richieste altre esenzioni che, al momento della pubblicazione di questo documento, sono oggetto di valutazione da parte della Commissione europea. Le batterie non sono comprese nella direttiva RoHS e sono oggetto di una legislazione specifica. Il governo del Regno Unito ritiene che le apparecchiature militari debbano essere esenti, tuttavia non è prevista un’esenzione specifica per i velivoli e per alcune attrezzature usate sui velivoli che rientrano nel campo di applicazione. Molte altre sostanze, inoltre, sono state vietate dalla direttiva sulle sostanze pericolose. Tra queste vi sono due ritardanti di fiamma PBDE: il penta-BDE e l’otta-BDE. La vendita di queste sostanze è proibita a partire dall’agosto 2004. Va notato, tuttavia, che la maggior parte degli altri ritardanti di fiamma bromurati si possono usare in tutta sicurezza.

Il vostro prodotto deve conformarsi alla direttiva RoHS?
La direttiva si applica alle apparecchiature elettriche ed elettroniche che dipendono per il corretto funzionamento da campi elettrici o elettromagnetici. Si applica inoltre alle apparecchiature di generazione, trasferimento e misura di queste correnti e campi che rientrano in una delle categorie elencate nell’allegato. A a pagina 10 di questa guida e progettate per l’uso con tensione nominale non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua. Rivolgetevi ai fornitori per sapere se i loro materiali, ricambi, componenti, ecc. contengono una delle sei sostanze soggette a restrizione: Piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente e ritardanti di fiamma PBB o PBDE. I fornitori devono rilasciare una dichiarazione che può essere redatta in vari formati. Alcuni pubblicano le informazioni su un sito web.

Cosa fare se si è in dubbio sulla presenza di sostanze soggette a restrizione?
Usate l’albero riportato a pagina 8 di questa guida per decidere se eseguire o meno l’analisi.
La frequenza di analisi dipende da molti fattori, tra cui il vostro rapporto con i fornitori.
Essa dipende inoltre dal potenziale impatto ambientale derivante dall’utilizzo non intenzionale di una sostanza soggetta a restrizione. Le autorità si aspetteranno analisi più frequenti dei componenti dei prodotti venduti in grandi quantità rispetto a quelli venduti in quantità relativamente ridotte. Alcuni fornitori potrebbero non modificare i codici interni, perciò sarà necessario distinguere i componenti compatibili con la direttiva RoHS da quelli non compatibili. Conservate le dichiarazioni dei fornitori e i dati delle analisi in un file tecnico. Le autorità vorranno consultarlo in caso di sospetta violazione. I vostri clienti possono chiedervi informazioni sulla conformità alla direttiva RoHS e si aspettano che gli forniate una dichiarazione.

Introduzione alla direttiva RoHS
La restrizione dell’uso di determinate sostanze pericolose (RoHS) entrerà in vigore il 1º luglio 2006. A partire da tale data, i produttori di determinate categorie di apparecchiature elettriche ed elettroniche (vedere pagina 9) non potranno collocare sul mercato prodotti che contengano le sei sostanze vietate, salvo esenzioni specifiche. Fin qui è tutto chiaro, ma cosa si aspettano le autorità dai produttori?

Cosa si intende per prodotto conforme?
La direttiva RoHS si applica alle apparecchiature che rientrano nel campo di applicazione della direttiva. Nessuno dei “materiali omogenei” presenti nei prodotti conformi deve contenere livelli delle sei sostanze soggette a restrizione superiori ai “valori limite di concentrazione”.

Chi è responsabile?
I produttori delle apparecchiature hanno la responsabilità di assicurare che i loro prodotti non contengano le sei sostanze soggette a restrizione. La direttiva non si applica ai componenti e ai sottogruppi, perciò i produttori delle apparecchiature dovranno adottare misure atte a garantire che nessuno dei componenti e dei materiali utilizzati nei loro prodotti contenga le sostanze soggette a restrizione. Per “produttore” si intende qualsiasi persona che, a prescindere dalla tecnica di vendita usata:

(i) costruisca e venda apparecchiature elettriche ed elettroniche con il proprio marchio;
(ii) rivenda con il proprio marchio apparecchiature prodotte da altri fornitori; oppure
(iii) importi o esporti a livello professionale apparecchiature elettriche ed elettroniche in uno stato membro.
Risulta chiaro da quanto affermato che in alcune circostanze le responsabilità del “produttore” non spetteranno all’effettivo costruttore del prodotto.

Quali sono i valori limite di concentrazione?
Non sono stati definiti in modo formale, ma presumibilmente saranno lo 0,1 per cento in peso dei materiali omogenei per quanto riguarda il piombo, il mercurio, il cromo esavalente, i PBB e i PBDE, e lo 0,01 per cento in peso dei materiali omogenei per quanto riguarda il cadmio.

Cosa si intende per materiale omogeneo?
La definizione di materiale omogeneo ha causato una certa confusione in passato, ma è stata chiarita nella bozza di linee guida pubblicata dalla Commissione europea. Per materiale omogeneo si intende una singola sostanza come la plastica, per esempio l’isolante in PVC di un cavo in rame isolato. I componenti come i condensatori, i transistor e gli insiemi di semiconduttori non sono “materiali”, in quanto composti da numerosi materiali diversi. Un insieme di semiconduttori, per esempio, ne contiene almeno sei come indicato di seguito.

 

/Materiale_omogeneo_insieme_semiconduttori

 

Introduzione alla direttiva RoHS
Cosa dovranno fare i produttori per conformarsi alla legislazione RoHS?
Collocando i loro prodotti sul mercato, i produttori dichiarano che sono conformi alla legislazione RoHS. Questa è la base dell’“autodichiarazione” utilizzata in relazione a numerose altre direttive dell’Unione europea. Non è richiesta l’applicazione di un marchio specifico o l’esecuzione di prove da parte di terze parti indipendenti. Tuttavia, le autorità all’interno di ciascuno Stato membro sorveglieranno il mercato ed effettueranno controlli sui prodotti. Se troveranno un prodotto non conforme alla legislazione RoHS, il produttore sarà tenuto a dimostrare di aver applicato la debita diligenza e di aver intrapreso “iniziative ragionevoli” per conformarsi. Questa difesa legale è utilizzata in relazione ad altre legislazioni, ma non è stato definito in cosa consistano le “iniziative ragionevoli”. I produttori dovranno adottare due misure per assicurare la conformità:

    Ottenere dai fornitori le dichiarazioni di conformità relative ai materiali, ai componenti e ad altre parti.
    Eseguire analisi selezionate. Se le autorità individueranno apparecchiature non conformi, sottoporranno a verifica la documentazione del produttore, che è opportuno inserire in un “file tecnico”. I file tecnici devono essere conservati almeno quattro anni.

Dichiarazioni di conformità
I produttori delle apparecchiature dovranno farsi rilasciare dai fornitori le dichiarazioni relative ai materiali o i certificati di conformità. Al momento non sono previsti formati standard, per quanto diversi siano in fase di elaborazione. Essi dovranno quanto meno indicare che i materiali, le parti o i componenti possono essere usati per produrre apparecchiature conformi alla direttiva RoHS. La conferma deve essere riferita ai singoli materiali, non agli interi componenti (a causa del requisito relativo ai materiali omogenei). Alcuni costruttori di componenti rilasciano dichiarazioni sui materiali correlate a gamme di prodotti, per esempio un’unica dichiarazione per tutti i tipi di package Quad Flat Pack (QFP). La procedura è adeguata perché questi package sono costituiti tutti dagli stessi materiali, quindi la dichiarazione relativa a un numero di particolare specifico sarebbe identica a quella relativa a un altro compreso nella stessa gamma, e perché la composizione è la stessa per tutti i materiali. I produttori delle apparecchiature spesso acquistano regolarmente dallo stesso fornitore determinati componenti, che, in un certo lasso di tempo, possono provenire da lotti diversi. Non sono necessarie dichiarazioni separate per ciascun lotto, a meno che il costruttore non modifichi il processo di produzione. Nonostante ciò, i produttori delle apparecchiature devono essere consapevoli che possono verificarsi variazioni da un lotto all’altro.

Leggi di più:
Farnell.
RoHs
Dichiarazione di tracciabilità dei materiali ai fini della conformità alla direttiva RoHS
Saldatura senza piombo [direttiva RoHS] 3/3

Post dal 3 marzo 2009

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