Home
Accesso / Registrazione
 di 

Le aurore polari. Manifestazioni e loro cause. Interesse dei radioamatori 3/3

Le aurore polari. Manifestazioni e loro cause. Interesse dei radioamatori

Se la stazione è situata più a nord più significativi risultano gli effetti dell’aurora e quindi maggiore è la probabilità di collegare una stazione di un certo “paese” che in normali condizioni non sarebbe possibile “lavorare”. La distanza per effettuare eventuali QSO dipende da vari parametri: l’altezza della cortina riflettente, la distanza della stessa, l’angolo sotto cui i segnali vengono riflessi, l’intensità di ionizzazione della cortina e la potenza usata in trasmissione. In merito all’attività degli OM di comunicare in periodi aurorali, ricordiamo che la Rivista “CQ Amateur Radio” dell’aprile 2000, pubblicava un interessante articolo di un radioamatore americano KEN NEUBECK WB2AMU dal titolo “Amateur Radio and Aurora Research”. Nello scritto l’autore ricorda che l’attività degli OM via aurora ha contribuito a dare un grande aiuto agli scienziati nello studio di questo importante fenomeno naturale. Egli rammenta che negli anni ’30, dopo la scoperta da parte degli OM dello strato sporadico E, la Rivista “QST” citava il radioamatore W2AMJ che il 24 febbraio 1939 aveva effettuato un collegamento via aurora in CW. Molti OM pensarono di continuare esperienze negli anni successivi e tra questi si distinsero R. MOORE W2SNY, ROLF DYCE W2TTU, DON LUND WA0IQN, RICHARD MILLER VE3CIE ed EMIL POCOCK W3EP. Anche in Europa i radioamatori si distinsero per le osservazioni di “radio aurora”.

Tra le associazioni più attive ricordiamo la DARC (Deutscher Amateur Radio Club). Nel periodo 1957-1963 gli OM europei nelle loro sperimentazioni in occasione dell’aurora operarono, prevalentemente, nei 2 metri. I risultati conseguiti in quel periodo furono raccolti da G. LANGE- HESSE in un libro dal titolo “ARCTIC COMMUNICATION”, pubblicato dalla Casa Editrice Pergamon nel 1964. Alla fine del volume l’autore ringraziava tutti gli OM europei per il contributo dato nelle osservazioni e gli esperimenti. L’autore del citato articolo “Amateur Radio and Aurora Research” nel fare, tra l’altro, anche una sintetica descrizione del fenomeno geofisico, ricorda l’astronauta OWEN GARRIOTT W5LFL che a bordo della stazione spaziale SKYLAB, per la prima volta nel settembre 1973, osservò dallo spazio una grande manifestazione aurorale, registrando anche altri spettacolari fenomeni geomagnetici di quel periodo. Non dobbiamo dimenticare, però, che negli anni ’20 il fenomeno aurorale era già attentamente studiato. Nel 1962 GARTLEIN e SPRAGUE della Cornell University di Ithaca N.Y. avevano disposto un programma di osservazioni sui fenomeni aurorali. I collaboratori al programma sono stati, in gran parte, gli abitanti del nord del continente americano costituiti da OM, dilettanti astronomi, studenti oltre ai ricercatori della citata Università. Per un migliore sviluppo del programma venne richiesta agli OM una collaborazione su più vasta scala, in particolare a quelli residenti in zone marginali aurorali come, ad esempio, il nord Italia. Lo scopo delle ricerche era di conoscere le origini della colorazione azzurra delle luci aurorali. La collaborazione dei radioamatori italiani era diretta a porre in evidenza la connessione fra le irregolarità della propagazione VHF ed HF ed il manifestarsi dell’aurora. Nei tempi recenti lo studio dell’aurora è uno dei numerosi scopi delle ricerche scientifiche che si svolgono ogni anno nell’Artico ed in Antartide. Infatti nell’Artico, nelle isole SVALBARD, come è stato riferito nel n° 5 di Rke del 2006 è stata istituita dal 1996 una base scientifica multidisciplinare nella quale il fenomeno aurorale viene studiato nell’ambito delle relazioni Sole-Terra. In Antartide, presso la Base italiana “Baia Terranova” un nutrito gruppo di ricercatori svolge ogni anno un attento studio di detto fenomeno.

radiokit elettronica

 

 

Scrivi un commento all'articolo esprimendo la tua opinione sul tema, chiedendo eventuali spiegazioni e/o approfondimenti e contribuendo allo sviluppo dell'argomento proposto. Verranno accettati solo commenti a tema con l'argomento dell'articolo stesso. Commenti NON a tema dovranno essere necessariamente inseriti nel Forum creando un "nuovo argomento di discussione". Per commentare devi accedere al Blog

 

 

Login   
 Twitter Facebook LinkedIn Youtube Google RSS

Chi è online

Ci sono attualmente 28 utenti e 67 visitatori collegati.

Ultimi Commenti