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Le tessere magnetiche

Come funzionano i lettori di tessere magnetiche e come si scrivono e leggono i dati sulla banda magnetica dei badge. Una serie di articoli teorici e pratici dedicati alle tessere magnetiche ed alle loro applicazioni. Chissà quanti di voi hanno acquistato una carta telefonica o sono titolari di una tessera Bancomat o Carta Sì: tutte queste tessere, meglio note come “badge”, dispongono di una banda magnetica per la registrazione dei dati. Controllo accessi, casse automatiche, macchine distributrici, sistemi di controllo orario, chiavi per alberghi, pagamenti nei sistemi POS, abbonamenti ai trasporti pubblici, telecomunicazioni e servizi telematici: sono questi alcuni dei principali campi applicativi dei badge.

Eppure, nonostante la notevole diffusione delle tessere magnetiche, è molto difficile, per non dire impossibile, reperire della documentazione completa sul loro funzionamento e sui protocolli di lettura e scrittura della banda magnetica. Addirittura, fino a qualche anno fa, la vendita degli scrittori di badge era sottoposta ad alcune limitazioni. Attualmente, i vincoli imposti sulla vendita degli scrittori e sulla diffusione delle informazioni relative sono cessati, ma finora nessuna rivista a carattere divulgativo si era occupata dell’argomento. Per colmare questa lacuna pubblichiamo questo primo articolo teorico che vuole essere il punto di partenza per tutti coloro che vogliono entrare nel mondo delle tessere magnetiche e capirne il funzionamento.

Seguiranno una serie di progetti applicativi sui lettori di badge dedicati a svariate applicazioni che spazieranno dal semplice comando per elettroserratura al controllo accessi computerizzato. Entriamo subito nel vivo dell’argomento e vediamo com’è realizzato fisicamente un badge. Le tessere vengono costruite incollando tra loro degli strati di PVC ( Polyvinyl Chloride), per la precisione due interni bianchi e due esterni trasparenti per un totale di 0,76 mm di spessore. In uno dei due lati viene laminata una banda magnetica; questo lato prende il nome di “retro”, mentre l’altro (“fronte”) viene generalmente personalizzato con la pubblicità del committente. Per comprendere il funzionamento di un badge, immaginiamo la banda magnetica di quest’ultimo come un segmento di nastro di una cassetta audio.

tessere_magnetiche_dimensioni_fisiche

Mentre sul nastro della cassetta possiamo registrare e riprodurre dei brani musicali, sulla banda magnetica del badge viene memorizzata una sequenza di bit che verrà successivamente letta ed interpretata dal lettore e dalla relativa scheda di controllo. La banda magnetica assume dunque la funzione di memoria non volatile, ovvero trattiene permanentemente le informazioni. Il supporto magnetico viene suddiviso in tre diversi settori di memorizzazione denominati “tracce”. Secondo lo standard ISO, a cui si attengono tutti i principali costruttori di badge, le tre tracce disponibili sulla banda magnetica prendono il nome di traccia ISO1, traccia ISO2, traccia ISO3 e presentano ognuna una larghezza di circa 1,5 mm e una lunghezza di 85,7 mm. Su queste tracce possiamo registrare e leggere le informazioni in modo indipendente ma possiamo anche registrare (o leggere) più tracce contemporaneamente. La scelta della traccia o delle tracce da utilizzare dipende sia dal tipo di dati da memorizzare che dal genere di applicazione. Vedremo tra poco quali sono gli standard utilizzati per ciascuna traccia.

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Il kit è disponibile da Futura Elettronica

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