L’impatto del terremoto in Giappone sulla legge di Moore

Il terremoto in Giappone potrebbe avere come strano effetto anche il rallentamento della legge di Moore, a causa delle chiusura di molti impianti di elettronica

Il terremoto in Giappone ha provocato conseguenze in moltissimi settori dell’economia, compreso quello dell’elettronica di consumo. Aziende come Texas Instruments, Canon, Nikon, Sony, Toshiba e Hitachi sono state costrette a chiudere alcuni dei propri stabilimenti per un periodo più o meno lungo, bloccando la produzione e ritardando il continuo sviluppo previsto dalla legge di Moore.

Stabilimenti di elettronica travolti dal terremoto

Il terremoto in Giappone, unito allo tsunami e alla crisi nucleare, ha avuto conseguenze inimmaginabili. Potrebbe perfino influenzare la legge di Moore tanto cara al mondo dell’elettronica, che recita: Le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi. Ma se le aziende di elettronica sono ferme, si ferma anche lo sviluppo.

Nei giorni scorsi il mercato ha lottato per resistere agli effetti negativi del terremoto sulle potenziali interruzioni della catena di approvvigionamento. La Nomura Securities ha pubblicato un rapporto che precisa lo stato delle varie aziende giapponesi tech.

L’elettronica industriale e il settore dei semiconduttori sono stati colpiti abbastanza duramente dal terremoto in Giappone. Ma in primo luogo vale la pena guardare il potenziale impatto del sisma su due settori specifici: le fotocamere digitali e la transizione di Intel verso la realizzazione di transistor ancora più piccoli nei suoi processori. Un aspetto legato fortemente alla realizzazione pratica della legge di Moore.

Per le fotocamere digitali, la relazione dimostra che il sisma potrebbe avere un impatto sulle forniture. Nello stabilimento Panasonic a Fukushima, dove l’azienda produce le macchine fotografiche digitali, il sito è stato designato off-limits a causa delle scosse di assestamento.

Canon è stato un altro dei produttori di fotocamere digitali ad essere colpiti, con uno dei suoi siti per le telecamere e le apparecchiature digitali con “danni relativamente gravi”. Ma il rapporto sostiene che è possibile trasferire una parte della produzione a un altro sito. Allo stesso modo, ha avuto danni il sito Canon a Fukushima che produce le testine delle stampanti a getto d’inchiostro. Altri due impianti Canon hanno visto le loro operazioni sospese.

Il problema grosso, però, è Nikon, che ha un totale di cinque siti elencati nel rapporto con le operazioni di produzione sospese. La chiusura degli impianti Nikon non è solo un grande problema per i fotografi, perché sembra possibile che Intel possa sospendere il suo passaggio ai 22 nm a causa della chiusura degli impianti. Addio legge di Moore, quindi.

Tre siti Nikon hanno fanno arrestare le apparecchiature per la litografia, che sono i sistemi di lenti ad alta potenza che usano i produttori di semiconduttori, tra cui Intel. Nikon ha prodotto le apparecchiature di litografia per alcuni degli impianti a 45 nm di Intel, e per tutti gli impianti a 32 nm dell’azienda. La fabbricazione di lenti è stata presumibilmente contratta per fare alcune delle attrezzature litografiche per il prossimo 22 nm di transizione.

La risposta ufficiale di Intel è che la società sta “continuando a monitorare la situazione in Giappone”. Un portavoce di Intel ha detto che le “valutazioni preliminari sono relativamente positive dai nostri fornitori diretti, che hanno resistito a questo evento in una forma ragionevole. Le sfide per l’energia e le infrastrutture per i trasporti sono in continua evoluzione e noi continuiamo a monitorare e interpretare le implicazioni per i nostri fornitori. ” Ha continuato dicendo che, “come nostra politica noi non discutiamo di determinati fornitori o delle nostre relazioni con loro.”

E la lista di danni del terremoto non finisce qui…

Toshiba ha due fabbriche di semiconduttori chiuse, una delle quali sembra essere stata colpito abbastanza duramente, e l’altra di cui si prevede la riapertura questa settimana. Fujitsu ha cinque stabilimenti chiusi, e l’azienda ha appena cominciato a valutare i danni. Una sesta fabbrica che produce PC desktop e server è chiusa e la sua produzione è stata trasferita temporaneamente in un altro stabilimento.

La Texas Instruments ha due fabbriche chiuse per colpa del terremoto, che producono entrambe i circuiti analogici per le forniture elettroniche. Una delle fabbriche sarà chiusa fino a maggio, mentre l’altra si spera possa essere operativa entro la metà di aprile.

Hitachi ha cinque stabilimenti chiusi e la società sta iniziando a valutare i danni. La Fuji Electronics sembra essere rimasta relativamente indenne, mentre la Mitsubishi ha sospeso le operazioni in un impianto che produce attrezzature di telecomunicazione. Inoltre, le operazioni sono state sospese in cinque siti Panasonic. La fabbrica di TV LCD Sharp è in condizioni relativamente buone: l’attività dell’impianto non è stata sospesa, è solo stata ridotta a causa di blackout.

La Sony è stata l’azienda di elettronica di consumo più colpita dal terremoto giapponese, con le attività di produzione sospese o ridotte in sette diversi impianti, che producono una vasta gamma di prodotti, come Blu-ray, semiconduttori e lettori DVD.

Emergenza Giappone: gli aggiornamenti delle aziende di elettronica in tempo reale.

22 Comments

  1. FlyTeo 3 aprile 2011
  2. FlyTeo 6 aprile 2011
  3. Arx33 3 aprile 2011
  4. Arx33 3 aprile 2011
  5. linus 4 aprile 2011
  6. Alex87ai 7 aprile 2011
  7. Francesco12-92 4 aprile 2011
  8. Giovanni Giomini Figliozzi 4 aprile 2011
  9. Alex87ai 4 aprile 2011
  10. Alex87ai 4 aprile 2011
  11. Cosimo Candita 8 aprile 2011
  12. Giovanni Giomini Figliozzi 1 aprile 2011
  13. Alex87ai 1 aprile 2011
  14. Fabrizio87 1 aprile 2011
  15. linus 1 aprile 2011
  16. Alex87ai 1 aprile 2011
  17. Giovanni Giomini Figliozzi 1 aprile 2011
  18. Casciana17 1 aprile 2011
  19. linus 1 aprile 2011
  20. Giovanni Giomini Figliozzi 1 aprile 2011
  21. linus 1 aprile 2011
  22. Giovanni Giomini Figliozzi 1 aprile 2011

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