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Linux , USB 3.0 e Firewire

Linux  e USB 3.0

La nuova e scintillante interfaccia USB 3.0 è finalmente arrivata, ma solo un sistema operativo ha un supporto nativo per essa: Linux. Linux ha cominciato a supportare lo standard USB 3.0 dalla release di Settembre 2009, 2.6.31 Linux Kernel. Né Windows né Snow Leopard supportano USB 3.0, e per il primo si dovrà attendere almeno fino al 2011 (sempre che questo avvenga), quando Microsoft prenderà la decisone riguardante un possibile utilizzo dello standard USB 3.0 per il suo prossimo OS (Windows 7 SP1?). Linux e USB 3.0 rappresentano, dunque, un atteso connubio.

Prima che ciò accada, molti dispositivi USB 3.0 saranno già arrivati e avranno sicuramente i driver per Windows, ma solo Linux è pronto per lo standard SuperSpeed.

Linux, USB 3.0 e Firewire

Per quanto riguarda la tecnologia Firewire, invece, sappiamo che è più veloce di USB 2.0 poiché Firewire 400 può raggiungere un throughtput di 480 Mb/s mentre Firewire 800 un throughput di 800 Mb/s, contro i 480 di USB 2.0, che però nei test pratici si vede superato da ambedue i concorrenti (potete leggere qui l’articolo sul confronto tra USB 3 Firewire). Ma nonostante tutto, il Firewire non ha preso piede; all’inizio era implementato in alcuni Mac e iPod, ma di recente la Apple ha cominciato ad eliminarlo dai suoi dispositivi.

Inoltre, se sembrava avere particolarmente successo su alcune periferiche video ad alta velolcità, adesso pare stia perdendo popolarità anche nei loro confronti. Il discorso fatto per Apple vale anche per alcuni PC, che piano piano stanno eliminando le porte IEEE 1394 (Firewire).
Linux ha supportato per molto tempo IEEE 1394, ma dal kernel 2.6.33, il sistema operativo open source ha cominciato ad adottare uno standard Firewire nuovo e migliorato; l’ascesa di USB 3.0, però, probabilmente porterà a compimento il processo di abbandono dello standard Firewire, iniziato già da qualche anno.
Per esempio, con la velocità di USB 3.0 sfruttata a dovere, un hard disk esterno potrebbe essere benissimo più veloce di un hard disk SATA 2.0 (Serial Advanced Technology Attachment) interno al computer. Con USB 3.0 si sta cercando di raggiungere la velocità massima senza sacrificare la retro compatibilità, mantenendo al stesso forma fisica, sia per quanto riguarda i cavi sia le porte, del predecessore; la differenza sta nel numero di fili che “trasportano” i dati: 4 per USB 2.0, 9 per USB 3.0.
Questo però significa che ovviamente i cavi USB 2.0 non sono progettati per supportare connessioni con dispositivi USB 3.0.

Linux è pronto ad accogliere USB 3.0

Quindi, alla domanda:”conviene passare ad USB 3.0?”, la risposta è:”si!”, ma con cauto ottimismo, visto che quando nomi come Intel e Microsoft restano fuori, potrebbe significare che qualcos’altro bolle in pentola. I primi laptop che supportano questo standard stanno uscendo sul mercato così come un gran numero di dispositivi, soprattutto hard disk esterni. Nel giro di poco tempo, il nuovo standard sarà pressoché onnipresente sia nei computer che nei dispositivi, e Linux sarà l’unico sistema operativo che è già pronto a supportare USB 3.0.

 

 

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