Il lumino non si spegne – 1

Il lumino non si spegne

Un’applicazione particolare del microcontrollore PIC16C54 (datasheet): il chip viene utilizzato per pilotare un LED ad alta luminosità in modo da simulare la fiamma di una candela di cera. L’intero circuito viene alimentato da un piccolo pannello solare. Realizzato appositamente per sostituire il lumino votivo che si mette, ad esempio, davanti ad un’immagine o ad una statuetta sacra. Certamente tutti o quasi sapete cos’è un lumino votivo: è in pratica quel lumino rosso di cera che si mette solitamente per rendere omaggio alle immagini o alle statue sacre (Madonnine, ecc.) nei luoghi di culto o dovunque esse si trovino, nonché ai defunti, anche in prossimità di lapidi che comunque ricordano caduti per varie cause.

Questo lumino, come tutte le candele di cera, dopo un po’ che sta acceso (in media una giornata) si consuma e si spegne; per superare questa limitazione, sono disponibili in commercio dei lumini elettronici alimentati a pila che garantiscono una maggiore autonomia di funzionamento, da alcuni giorni fino ad un massimo di un mese. Se per qualche motivo dovete o volete mettere un lumino che “vegli” giorno e notte senza bisogno di manutenzione e senza ricorrere ad una presa di corrente (quasi mai disponibile) potrete utilizzare il progetto descritto in queste pagine, tanto semplice quanto sofisticato, capace di simulare perfettamente la luce prodotta dalla fiamma di un lumino votivo. Ecco, lo sapevamo: già vediamo i più superstiziosi di voi intenti a fare tutti gli scongiuri noti e a documentarsi su quelli ancora sconosciuti (che non si sa mai…).

Va bene, l’elettronica è vita, idee spesso amene, e proporre un progetto destinato a momenti di riflessione e comunque non molto allegri (e giù altri scongiuri…) può sembrare quantomeno malaugurante. Ma qualche volta l’elettronica deve venire in aiuto anche nei casi che non si vorrebbero ricordare, perché sono comunque situazioni che riguardano o che riguarderan- no tutti almeno una volta nella vita; (e dagli, questo insiste! Li mortacc..!) cioè no, non in quel senso, suvvia! Non è un malaugurio. Anche se nelle idee e nei sentimenti religiosi non è la stessa cosa, un lumino elettrico può risolvere molti problemi; tanto più se, come il nostro, funziona grazie ad una cella solare che ricava l’energia dalla luce del giorno, immagazzinandone parte in un piccolo accumulatore che provvederà al funzionamento del circuito nelle ore in cui il sole non potrà dare il suo contributo. Insomma, abbiamo realizzato un dispositivo che, grato U1 che da solo fa praticamente tutto; tanta attenzione è stata messa invece nella scelta e nella programmazione. Vediamo le cose con ordine: per ottenere una luce tremolante, simile a quella della fiamma di un lumino o di una candela di cera, si può utilizzare un LED che va acceso con un’intensità continuamente variabile. E’ quello che abbiamo fatto, affidando al microcontrollore il compito di fornire la tensione per alimentare il LED. Per avere una luce realistica abbiamo esaminato l’andamento tipico della luce di una candela con un circuito a fotoresistennato.

lumino_schema_elettrico

Il risultato del pilotaggio del LED con impulsi di larghezza variabile è, per l’occhio umano, una luce che cambia periodicamente di intensità, analogamente, appunto, a quella emessa dalla fiammella di una candela di cera.

Il kit è disponibile da Futura Elettronica

Leave a Reply