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L'uso di robot con “arti” flessibili riduce il trauma post-intervento chirurgico

braccio elettronico flessibile

Una ricerca presentata al meeting annuale della società di interventistica vascolare evidenzia l'importanza di arti robotici appositamente studiati per gli interventi chirurgici più delicati.

Sempre maggiore interesse anche per i “conservatori” della classe medica per l'utilizzo di sistemi elettronici anche nell'ambito degli interventi chirurgici, in particolar modo in quelli “mini-invasivi” ove cioè l'intervento avviene tramite bracci meccanici che vengono inseriti all'interno del paziente per evitare il trauma di una grossa incisione.

In particolar modo si pone sotto osservazione il caso in cui un catetere venga inserito all'interno di un vaso sanguineo, in tal caso lo sfregamento di questo catetere con le pareti dei vasi può rimuovere placche presenti sulle pareti stesse, queste placche viaggiando nel sistema circolatorio possono provocare ictus. L'uso massiccio della miniaturizzazione sta portando alla realizzazione di cateteri e bracci robotici estremamente sottili, tali da permettere di “navigare” all'interno di un vaso sanguineo decidendo di stare esattamente al centro dello stesso e senza toccare le pareti, ciò oltre ad evitare rotture dei vasi ovvia ai problemi delle placche sopracitati.

La partnership tra importanti professionisti sanitari che operano negli stati uniti e la Hansen Medical, azienda che si è specializzata nella progettazione e realizzazione di componentistica robotizzata flessibile, ha portato ad importanti applicazioni ad esempio nel trattamento della fibrillazione atriale.

I primi studi in-vivo su pazienti sono già partiti e riguardano lo studio dei traumi tramite angiografia e metodi istologici su pazienti che hanno subito l'applicazione di stent, o anche semplici esami di coronografia.

In particolare è stato presentato un catere realizzato da Hansen Medical dello spessore di 6 French (dove 1 french è uguale a 1/3 di millimetro) che è in grado di navigare efficientemente all'interno dell'aorta e di alcune sue diramazioni primarie e secondarie

fonte:medicalnewstoday.com

 

 

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